sabato 3 ottobre 2009

Mercato e disintermediazione on line, per il "Buon Albergatore" non cambierà mai niente!

Non so se è un caso di embolia da blog, di stanchezza di fine stagione oppure di morbo di Facebook, ma stamani è bastato un post di Roberta Milano, docente al corso Marketing e Web Marketing turistico al Camp di Savona e blogger tra le più famose, per scatenare una marea di impressioni e sentimenti che provo a riportare sul blog per evitare di intasare una discussione che, come dice Roberta, necessiterebbe di molto più tempo e spazio. Ci abbiamo provato io e l'amico Robert Piattelli (tutti Roberti?!) di Aperion Blog a interpretare il post arrivando al nuovo concetto di qualità proposto da Roberto e del mio "Buon Albergatore". Quindi disintermediazione, passaparola, travel 2.0... e se dopo tutto questo fenomeno non fosse cambiato nulla? Vi spiego perché sostengo questa teoria.
Due aspetti sono importanti, come ho scritto su FB, secondo me: disintermediazione e passaparola. Per disintermediazione intendo l'eliminazione di tutti i passaggi intermedi tra cliente e struttura, la maggior parte di guide e forum portano, con gli Adsense di Google o link della guida stessa, sui grandi portali (Tripadvisor>Expedia) e quindi non disintermedi. Quindi è meglio puntare a "farsi vedere" con tecniche di "coda lunga" sulle serp con parole meno competitive e un buon booking engine. Il passaparola sui Social è una fortuna: è il vecchio passaparola che i tuoi clienti facevano in salotto con gli amici al ritorno dalle vacanze con una unica differenza, alla chiacchierata può partecipare anche l'albergatore che non deve mai smettere di essere un "Buon Albergatore". Credo la chiave sia tutta nelle parole "Buon Albergatore" e credo che nella sostanza non sia cambiato niente in questo lavoro... alla fine tutto dipenderà dalla qualità che si riesce ad offrire, se questa è elevata si parlerà bene on e off line. Insomma anche internet tenderà ad allinearsi alla migliore tradizione e alla valutazione classica dell'ospitalità.
Fino a oggi abbiamo assistito, on line, a un costante ribasso dei prezzi che ha eroso inevitabilmente i margini e la qualità, non è un caso che secondo una ricerca della Prof. Sherri Kimes, docente di revenue management alla Cornell University, una buona parte della responsabilità del calo della redditività del settore dipende dalla guerra dei prezzi tra concorrenti, fenomeno che ha portato la clientela a essere particolarmente sensibile al prezzo. Ora siamo in una nuova fase: Overcoming the “all they want to hear is the rate” mentality nelle tecniche di vendita, ma sarà importante crearsi una buona reputazione e per far ciò, dopo anni di esperienza, ho trovato solo un metodo valido: quello di una politica gestionale orientata verso l’ospite, per questo sostengo che nel mondo dell’hotellerie “non è cambiato niente, o meglio, si è dovuto cambiare tutto per poter essere ancora customer oriented”. Ma forse tutto ciò, ripeto, è embolia da blog o stanchezza da fine stagione. Ho solo un modo per chiarirmi le idee, andare a Firenze alla BTO e ascoltare Roberta, forse mi passerà quest'embolia...

Robi Veltroni

immagine http://www.mediacom-group.it/software-booking-online.php

1 commenti:

  1. Concordo con le tue considerazioni. In questa fase di transizione, dove tutti gli albergatori sono alla spasmodica ricerca della soluzione definitiva, basterebbe essere (come lo definisci tu) un "Buon Albergatore" per garantirsi la giusta attenzione dell'utenza. Tutto cambia...nulla cambia!!!

    RispondiElimina