mercoledì 23 giugno 2010

Tutti pazzi per ToscanaLab e Internet Better Life!

Non so dirvi se in effetti internet migliora la vita ma sicuramente questo marchingegno in qualche modo ce l'ha cambiata, in particolare l'ha cambiata a me e a una marea di gente che ho conosciuto in questi ultimi tempi. E' per questo che ho deciso di tornare a Firenze lunedì e martedì prossimi insieme alla truppa di Progetto WTM a vedere cosa succede a ToscanaLab.



Il programma è talmente denso che ha attirato una marea di addetti ai lavori e, come sempre, quando si parla di internet a Firenze si finisce con il tutto esaurito. Per la seconda puntata di ToscanaLab ci sarà da ascoltare un sacco di bella gente. Nella due giorni che si svolgerà alla Gipsoteca di Porta Romana da non perdere Internet Better Tourism e Ignite.
Il primo è un panel di quelli che mi ci sento come "l'orsetto nel miele" il secondo è un'interessante vetrina per progetti, pochi fronzoli, pocho tempo tutto succo. Per Ignite sarà presente anche il Progetto WTM con una curiosa esperienza di Virtualità Diminuita.

Ma WTM è anche un progetto di persone che amano conoscere e conoscersi per condividere il meglio che è disponibile in rete, studiarlo e renderlo disponibile per tutti. Un po' come BTO, BTO Educational e tutto quello che ne è derivato negli ultimi due anni e mezzo. Per esempio guardate cosa abbiamo inventato in occasione del prossimo ToscanaLab Internet Better Life noi di WTM: Check-in here on Foursquare at ToscanaLab: digita I love WTM e partecipa al primo esperimento di virtualità diminuita. Ecco qua le istruzioni per vincere.

Ovviamente noi di WTM come sempre riserveremo molto spazio all'evento durante il suo svolgimento via Facebook, Twitter, i Blog e poi un succoso riepilogo sul numero 23 del magazine.

sabato 19 giugno 2010

Turismo italiano: tra matti, capitani coraggiosi e sempre meno alberghieri!

Bernabò chiama, Silvio risponde. Così è accaduto alla sessantesima assemblea generale di Federalberghi. Il buon presidente coadiuvato dalla ministra Maria Vittoria Brambilla ha ancora una volta trovato la sua battuta per l'occasione apostrofando così gli albergatori: "voi siete dei capitani coraggiosi, perché oggi, in questo momento in Italia, per avere voglia e coraggio di portare avanti le vostre imprese non bisogna essere solo matti, ma anche coraggiosi". Io invece pensavo si dovesse essere preparati, dotati di capitali necessari e sufficienti per svolgere un'impresa tra le più difficili e delicate che esistano. Se fossi stato un albergatore non l'avrei presa bene.

Mentre c'è chi si fa decreti ponte per salvare le sue imprese, mentre c'è chi lavora di leggi e leggine per organizzarsi meglio la vita, il turismo viene trattato come ministero residuale lasciato alla Michela Vittoria (Sconfitta) Brambilla. Mentre si perde tempo e si fanno leggi per incarcerare giornalisti e blogger il turismo cola a picco, mentre si dichiara sconfitta una crisi che ancora ci condanna a stili di vita nettamente inferiori a quelli di sette/otto anni fa (e non mi tirate fuori la storia della decrescita felice, questo è un crollo incazzato nero!) per le classi medie mentre chi girava in Mercedes adesso gira in Limousine con l'autista. Le decrescite alla Latouche dovrebbero portare la felicità questa, che costringe le imprese al risparmio indiscriminato, ha portato la marea nera sulle coste americane. Non mi tornano i conti, proprio non mi tornano...

Dopo i capitani coraggiosi e matti vi faccio notare alcuni numeri sui quali gradirei fare qualche riflessione con voi e comprendere un po' meglio come si manifesta e come può arginarsi questa crisi nel settore del turismo. Leggete bene le statistiche dei primi 5 mesi del 2010:
Gennaio: presenze -2,1% occupati -3% (-4% indeterminato, +0,1% determinato)
Febbraio: presenze +1,5% occupati -0,8% (-2,5% indeterminato, +3,2 % determinato)
Marzo: presenze +4,4% occupati -3,7% (-4,6% indeterminato, -2,1% determinato)
Aprile: presenze -1,7% occupati -3,8% (-5,1% indeterminato, -1,9% determinato)
Maggio: presenze -1,4% occupati -3,9% (-2,9% indeterminato, -5,3% determinato)

E l'anno scorso non era andata meglio guarda qui

C'è da dire che se il turismo ha bisogno di capitani coraggiosi e matti, non ha bisogno di alberghieri, se ne tagliano sempre di più tanto che, quando questi diminuiscono assai più progressivamente delle presenze, mi vien da pensare se, questi capitani, abbiano inventato hotel nei quali i clienti si rifanno la camera da soli, oppure in barba alla qualità, per far quadrare il bilancio ampliano a sfavore del cliente il rapporto ospiti/dipendenti, oppure se i pochi che ormai rimangono lavorino il doppio, spero pagati il doppio (la vedo dura). Insomma io la mia idea me la sono fatta, la crisi del turismo grava ancor di più sugli alberghieri che per la buona pace di matti, coraggiosi e capitani tutti i giorni il turismo lo devono fare!

martedì 15 giugno 2010

Unioncamere, indagine sul web 2.0


Qual è l'atteggiamento delle aziende italiane nei confronti degli strumenti Web 2.0? Ebbene, il 45% intende investirci considerando i blog e YouTube gli strumenti più efficaci. Solo il 10% delle aziende, dichiara di preferire Facebook.

Ma i social network (Facebook in particolare), al di là del gran parlare che se ne fa, possono offrire reali opportunità di business alle aziende che vi investono? Parrebbe di sì, secondo una recente ricerca pubblicata da Sound PR. Infatti il 70% degli intervistati (responsabili marketing e comunicazione) ha dichiarato di voler sviluppare azioni di comunicazione tramite i social network. E più concretamente il 45% ha dichiarato di voler investire nel corso del 2010. Il potenziale di mercato dovrebbe quindi essere notevole. Anche se le cifre messe in campo dalle aziende sono ancora per lo più modeste. Il 58% di chi investe, ha dichiarato di poter spendere un budget inferiore ai 50.000 euro.

Molto significativa l'importanza attribuita alla così detta Web Reputation, ovvero alla reputazione online dei marchi e dei prodotti. Ben il 58% delle aziende intervistate intende intraprendere attività di monitoraggio di questo aspetto dell'immagine aziendale ritenuto ormai strategico.

Ma quali sono i social media verso i quali le aziende nutrono maggior fiducia ? Qui vi sono delle conferme su quanto si percepisce e anche delle sorprese. E' ad esempio significativo che il 42% delle aziende abbia molta fiducia in blog e forum.
Abbastanza prevedibile anche il buon successo ottenuto da Youtube (preferito dal 26% degli intervistati). Mentre sorprende che solo il 10% degli intervistati nutra fiducia sulle opportunità offerte da Facebook. Perché questa (relativa) sfiducia nei confronti di un mezzo che è in assoluto il più frequentato del web, nel mondo ed in Italia (14 milioni di iscritti)?
Possiamo solo azzardare qualche ipotesi:
• si tratta di uno strumento molto diffuso ma molto poco governabile dalle aziende ( a differenza – ad esempio – di un blog o un forum corporate)
• alcuni lo considerano potenzialmente pericoloso perché un'azienda può essere messa sotto tiro con facilità – magari senza ragione – da gruppi “interessati”
• molti contatti provenienti da Facebook sono solo fonte di perdita di tempo per le aziende(potenziali fornitori, scocciatori occasionali, ecc)
Ma cosa servirebbe per aumentare la sensibilità delle aziende nei confronti dei Social media ?
Secondo gli esperti la prima cosa da fare è avere all'interno una risorsa dedicata a questi canali, con il compito di monitorare la reputazione online, di individuare lo strumento più efficace per l'azienda e di sviluppare una relazione online proficua con gli utenti/consumatori.
Ma si tratta per il momento solo di un auspicio, se è vero che solo il 20% delle aziende intervistate ha intenzione di investire in risorse umane dedicate a questi media.

Fonte: Ente Bilaterale del Turismo Toscano Newsletter Giugno 2010

Il gatto, la volpe e la prof. ganziale: Welcome BTO Educational!


Ebbene si, sono io l'ideatore della torta più famosa del web 2.0. Ieri ne ho ricevuta una fetta per e-mail, potere di BTO Educational e di tre persone che stimo molto: Roberta Milano, Robert Piattelli e Giancarlo Carniani. Sono loro che hanno dato vita a BTO Educational. Questa nuova realtà, legata a BTO - Buy Tourism Online, sarà il braccio operativo e itinerante, un luogo reale - per niente virtuale per la gioia dei detrattori di internet - che come finalità ha la conoscenza condivisa a me tanto cara. Di virtuale non c'è niente, l'onda di BTO ha il potere di contagiare chiunque ne entri in contatto. Roberta, Robert e Giancarlo sono coloro che si sono presi carico, con questa nuova iniziativa, di sviluppare tutto ciò favorendo scambi, girando l'Italia offrendo infiniti stimoli per migliorarsi professionalmente, per tirare fuori il meglio da internet e dalle persone. Un mare di opportunità a disposizione di tutti coloro che intendano ascoltare, imparare e mettere in pratica quanto di nuovo è a nostra disposizione on e off line. Insomma condividere. Il gatto Robert Piattelli ha la capacità di irretire (nel senso più buono possibile) e "connettere" le persone con un savoir faire d'altri tempi applicato alle nuove tecnologie. La volpe è Giancarlo che ha saputo cogliere l'attimo ideando, insieme ad altre persone, quello che ritengo l'evento più importante del panorama travel in Italia e forse anche oltre confine. E Roberta? Blogger/Professoressa e viceversa. Mi chiedo cosa ci faccia con questi due energumeni, un senso di gelosia forte mi pervade. Si, ho un debole per la mia prof. ganziale, condividiamo passioni sportive (e vinciamo pure) e professionali. Ci vediamo a fine mese a Firenze per Internet Better Life a Toscanalab. E tanti auguri a BTO Educational!

domenica 13 giugno 2010

Conosco un albergo ma ne prenoterò un altro!


Seguire tutti i luoghi dove una struttura vende i suoi servizi è praticamente impossibile anche se si è legati ad un solo operatore on-line. Finisce che sei venduto ovunque e in luoghi dove non vorresti essere oppure non riesci a capire come le tue camere possano essere vendute in un determinato sito che non conosci a tariffe inferiori rispetto al tuo booking on line proprietario.

Una logica spiegazione è quella che più alto è lo sconto/commissione che concedi e più alta sarà la possibilità che l'operatore ceda parte del tuo sconto commissione ad un terzo venditore. Sarà sempre più difficile apparire in parity rate ovunque per sommo piacere dei siti comparatori del tipo di Trivago.

Quindi disintermediare (disintermediare è anche chiudere i rapporti con chi ci vende con il 30% di sconto/commissione per passare a chi ci vende con una commissione più bassa) diventa non solo economicamente necessario ma anche strategicamente utile. Se è vero che sempre più viaggiatori consultano i siti comparatori che pescano ovunque i nostri prezzi, perché non scegliere un intermediario on-line unico conveniente, senza dover perdere il sonno a controllare la parity rate su centinaia di siti?
Pagare forti sconti/commissioni dovrebbe servire, a mio avviso, a farti arrivare su nuovi mercati, ad aprirti ad un ventaglio maggiore di opportunità, finisce invece spesso che la commissione riconosciuta all'operatore è servita a farti concorrenza e vedi arrivare nel tuo albergo, con un voucher di un operatore americano, due ospiti che abitano nella tua stessa provincia. Potere e debolezza di internet e del mercato globale.

Ma questi due esempi, la commissione elevata e la sovrapposizione dei mercati sono la minore negatività alla quale ci sottoponiamo, la terza è quella della comparazione, che non sempre è a favore dell'ospite bensì a favore del sito intermediario che non deve vendere la tua struttura, deve vendere punto e basta e allora cosa succede?

Succede questo, vi faccio un esempio con una località nella quale sono stato ospite di recente e patria del mio carissimo amico Antonello Maresca:

1) ipotizziamo che io abbia sentito parlare del Grand Hotel Aminta a Sorrento e per qualsiasi motivo lo voglia prenotare via internet.

2) Guardo la descrizione, leggo le recensioni e quindi sarei pronto a prenotare: conosco il nome dell'albergo, non ho avuto la possibilità di cliccare sulla serp di Google (quelle del posizionamento organico e della Google Map) in quanto Hotels.com pagando i pay per click (con i soldi di parte della commissione che l'hotel gli ha riconosciuto) esce prima del sito ufficiale dell'Hotel Aminta.

3) Insomma ormai sono un ospite dell'Hotel Aminta a Sorrento? Assolutamente no, sul fondo della scheda dell'Hotel Aminta, Hotel.com, che forse vive con il terrore di perdere una vendita o con il gusto di fatturare di più ti propone di passare a considerare l'Hotel Plaza dicendoti "Passa alla categoria superiore con soli 3 euro in più. Ma anche l'Hotel Plaza è un quattro stelle come l'Hotel Aminta, si il Plaza è meglio recensito, ha una media elevata, anzi massima 10/10 ma è pur sempre della stessa categoria. Insomma per soli tre euro, seguo il consiglio di Hotel.com e prenoto al Plaza. Ma sulla scheda dell'Aminta c'è anche la possibilità di passare all'Europa Grand Hotel & Restaurant risparmiando 3 Euro e accontentandosi di un hotel con un quarto di voto inferiore per recensione.

Conoscevo l'Hotel Aminta e sono finito al Plaza. Chissà se succederà l'inverso, forse mai, qual è il ruolo dell'Hotel Aminta su Hotels.com? Ci vogliamo ragionare sopra? Come dice Enrico Ferretti: intermediazione volant, disintermediazione manent!

[P.S. L'Hotel Plaza lo conosco personalmente: nuovo, recentemente ristrutturato e proprietari giovanissimi che seguono con cura gli ospiti operando una filosofia eco e ambientalista, ma il viaggiatore che sto simulando non sapeva neanche che esistesse]

venerdì 11 giugno 2010

Hai attivato il profilo aziendale TripAdvisor? Cosa aspetti ad inserire la tua offerta?

Ho sempre maneggiato con cura Tripadvisor, ma che dire? Se lo conosci lo adatti alle tue esigenze e vedi di trarne fuori qualcosa di utile. Adesso, per coloro che hanno attivato il profilo aziendale - per capirsi quell'opzione (carissima!!!!) che consente di inserire link al sito ufficiale, numero telefono e mail diretta - è disponibile la funzione offerte. Creare una nuova offerta consentirà ancor di più di attirare traffico al proprio sito. Questo servizio è gratuito ed è offerto in esclusiva a chi è già abbonato ai Profili Aziendali (per un periodo limitato, purtroppo), un motivo in più per sfruttarlo subito.

• Le offerte speciali sono visibili in diverse aree promozionali su TripAdvisor
• E' possibile scegliere tra le offerte speciali predefinite o creare la tua offerta personalizzata.

Creare un'offerta speciale è facile e veloce, c'è solo da pazientare per 24 ore per vedere la propria inserzione pubblicata, ma non è male e anche dal testo dell'offerta cliccando su "aderisci all'offerta" viene linkato il sito ufficiale della struttura, c'è la possibilità di stampare il coupon con tanto di codice e data della stampa (forse per evitare richieste di retroattività dell'offerta da parte degli ospiti ;-).

L'offerta è evidenziata sotto i contatti dell'hotel con un inserto arancione abbastanza evidente, salta all'occhio subito per chi è abituato al bianco/verde tradizionale del gufo!

Non so quando e quanto TripAdvisor deciderà di far pagare questo servizio. I costi per l'inserimento dei contatti diretti, seppur scontati del 50% nel primo anno, sono obiettivamente elevati per i click che l'aggregatore di Expedia restituisce ai siti ufficiali delle strutture, un blog ben posizionato ne offre un 1000% in più a costi nettamente inferiori. Chissà quale esosa richiesta spareranno. Per ora a caval donato non guardiamo in bocca, ma più avanti faremo i nostri commenti circa il rapporto tra costi e utilità. Buon TripAdvisor a tutti!

domenica 6 giugno 2010

Il turismo sportivo all'Isola d'Elba


Studio “Marelba 2009: ricadute economiche dell’ evento sportivo sul turismo dell’ Isola d’ Elba e possibili aree di miglioramento per l’organizzazione del nuovo evento”

A differenza di quello tradizionale il turismo sportivo cresce e può costituire un’importante leva di marketing territoriale per l’isola d’Elba e per la Toscana in generale, dove sussistono tutti i presupposti per lo sviluppo di questo segmento. Marelba, la Settimana degli Sport in mare e da spiaggia, può costituire un alleato prezioso e contribuire alla conoscenza del territorio elbano e, di conseguenza, alla sua promozione turistica. Lo dicono i numeri, in crescita, delle ultime due edizioni e, soprattutto, lo conferma lo studio curato dalla dottoressa Anna Romiti, ricercatrice del Dipartimento di Sanità Pubblica della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze. Volta a verificare le ricadute che Marelba 2009 ha avuto sull’Elba e ad approfondire la conoscenza della domanda “per permettere una migliore coniugazione dei caratteri della destinazione turistica con quelli dell’utenza” che caratterizza la manifestazione, la ricerca è stata condotta in occasione dell’edizione dello scorso anno. L’iniziativa ha interessato 512 partecipanti alla manifestazione, ai quali è stato somministrato un questionario articolato in quattro aree: l’anagrafica dell’utente, l’alloggio, la partecipazione all’evento, il rapporto con lo sport. Dall’analisi delle risposte sono emerse interessanti conferme. Innanzitutto il fatto che Marelba coltiva un mercato turistico in crescita da almeno cinque anni. A supporto di questa teoria la dottoressa Romiti cita la recente indagine realizzata in Italia dall’Osservatorio Econstat, dalla quale emerge che nel 2008 gli italiani hanno speso 7,3 miliardi di euro per il turismo sportivo, un miliardo in più rispetto al 2007, con un incremento del 16% in termini di valore e del 18% in termini di volume di viaggi. Viaggi effettuati nel 76% dei casi per praticare sport, per assistere ad eventi o accompagnare familiari impegnati attivamente. Insomma, stando ai dati disponibili a livello nazionale – recita il rapporto - “il turismo sportivo cresce da oltre un quinquennio a un ritmo superiore al 10% (Econstat, 2007)”.
Ma quali sono gli sport preferiti dagli italiani? Sempre secondo l’indagine condotta da Econstat, nel 2008 in testa alla classifica ci sono gli sport invernali (29%) e quelli acquatici (24%). E qui subentra l’importanza di Marelba. “Tra gli sport preferiti dai turisti sportivi ci sono quelli acquatici, che sono gli stessi preferiti dai turisti che hanno partecipato a Marelba 2009”, annota il rapporto della ricercatrice dell’Università di Firenze. “Tali sport - continua - sono quelli che maggiormente si adattano alle dotazioni naturali dell’isola e che sono realizzabili grazie alle diverse imprese presenti nell’isola, anche in periodi diversi da quelli della manifestazione. Considerando il trend di crescita positiva del turismo sportivo, questo comparto rappresenta una leva importante per attrarre turisti anche sul territorio dell’isola d’Elba. Tale obiettivo può essere raggiunto rendendo maggiormente consapevoli gli operatori che si trovano impegnati nel governo e nella gestione di questo settore, all’interno dell’isola, delle opportunità derivanti da questo target di turisti”.
Ma sono anche altri gli aspetti da considerare e che propendono a favore di un investimento nel turismo sportivo. Aspetti che ben emergono dall’analisi dei dati forniti dalla ricerca condotta dalla dottoressa Romiti. Ad esempio il fatto che il 49,3% (*) dei partecipanti a Marelba 2009 ha dichiarato di essere già stato all’Elba avendo partecipato all’edizione 2008. E che il 56,2% dei partecipanti italiani risiede fuori Elba, il 36% dei quali addirittura fuori dalla Toscana. Interessante anche il dato relativo allo status dichiarato: è piuttosto elevato visto che il 50,5% dei non residenti dice di “stare bene”. “Questo elemento” spiega la dottoressa Romiti, “è importante se teniamo presente che in genere le spese dei soggetti sono correlate allo status e questo può riflettersi positivamente sulle ricadute economiche di un evento”. Sempre in relazione alle ricadute economiche, merita evidenziare un altro aspetto: i partecipanti non residenti alla manifestazione che hanno dichiarato di essersi recati all’Elba appositamente per Marelba sono il 76,6%. Come merita una riflessione anche un altro dato emerso dal rapporto della ricercatrice del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Firenze. Quello relativo alla disponibilità a spostarsi per partecipare ad eventi sportivi. Ebbene, il 64,6% dei 512 soggetti sottoposti al questionario è disponibile a spostarsi in un raggio che supera i 100 chilometri e a spendere per viaggiare tra i 200 e i 600 euro (il 47,6%) e anche più di 600 (il 29,7%).
Lo studio curato da dottoressa Romiti fornisce, inoltre, informazioni utili per delineare il profilo dei partecipanti a Marelba, prevalentemente maschi italiani ricompresi in una fascia di età ampissima: dai 6 ai 70 anni. Soggetti motivati a partecipare alla manifestazione per il desiderio di relax, ma anche per evadere dalla routine e per socializzare.

(*) Percentuale calcolata solo sul 57% dei partecipanti che ha risposto a una domanda specifica del questionario

Il presidente del Comitato Promotore
Dr. Alessandro Davini
Immagine: Apt Argipelago Toscano