mercoledì 25 agosto 2010

L'Elba e i collegamenti aerei, intervista con Maurizio Furio presidente di Elbafly

La cooperativa di servizi aerei Elbafly, per il primo anno dalla sua nascita, non effettua servizi di collegamento tra scali nazionali e l'aeroporto di Marina di Campo. Per comprendere meglio la situazione dei collegamenti aerei da e per l'Elba e il futuro dello scalo isolano ho rivolto le quattro domande di Officina a Maurizio Furio presidente di Elbafly.

D. Cosa è successo negli ultimi mesi e perché Elbafly non vola?

R. Nulla di così incomprensibile; durante l’inverno Elbafly ha attivato tutta una serie di azioni che dovevano sfruttare il traino dell’avvio dei voli della cosiddetta “continuità territoriale”: promozione delle strutture turistiche nei mercati internazionali finalmente raggiungibili agevolmente via Pisa e via Firenze; accordi commerciai per la vendita di servizi accessori connessi ai voli (noleggio mezzi, soggiorni alberghieri, ecc…); accordi con altri scali (Reggio Emilia-Parma) per l’attivazione di nuove linee aeree a costo contenuto grazie alla presenza dell’aereo sullo scalo elbano già pagato dalla continuità territoriale; accordi con operatori in procinto di avviare collegamenti con altri scali beneficiari di continuità territoriale (Albenga) che permettessero di proporre il collegamento con Milano con aerei di dimensioni superiori al passato (ATR). Con il venir meno della continuità territoriale all’Elba, abbiamo dovuto rimediare in qualche modo.
Con Pisa si sono attivati i collegamenti giornalieri con pulmini. Con Milano si è cercato di attivare un servizio di aerotaxi continuativo che, stante la carenza di budget, è stato affidato in totale autonomia alla compagnia aerea Professione Volare la quale, effettuato il primo volo, ha dovuto sospendere l’attività per complicazioni burocratiche per le quali, data l’autonomia dell’affidamento del servizio, non abbiamo potuto interferire.

D. E ora?

R. Ora il bando è stato emanato e ci stiamo preparando a collaborare con la compagnia che vincerà, sempre che ne partecipi almeno una (il bando presenta alcune criticità evidenti nella tempistica di emanazione e nel capitolato della richiesta di servizio). Nel frattempo, abbiamo approfittato della stagione di pausa nelle operazioni di volo, per fare anche un po’ di ordine al nostro interno, cercando di far emergere un gruppo più limitato di soci interessato a proseguire l’attività con approccio più imprenditoriale del passato e per recuperare la gran mole di crediti pregressi nei confronti delle istituzioni locali.

D. Le conseguenze in termini di immagine della sospensione dei voli sono state pesanti?

R. E’ stata una decisione sofferta ma, come non notare che dieci giorni dopo la nostra ufficializzazione della sospensione il bando è stato emanato? Come non notare che poco dopo la nostra ufficializzazione alcuni Enti che dovevano ancora erogare il loro contributo per gli anni pregressi si sono mossi per deliberarlo? Ci siamo trovati a dover scegliere tra il preservare la nostra immagine e condannare i nostri soci a versare vita natural durante capitale privato nel mantenimento di voli che già da un paio di anni avrebbero dovuto essere a carico dello stato, o penalizzare l’immagine ma far finalmente chiarezza sulle responsabilità e tentare di far partire una nuova fase.
Va anche detto che, in realtà, il problema di immagine si è posto in misura molto limitata e solo a livello locale: la materia è poco conosciuta e anche poco approfondita dagli operatori locali che hanno dato, per fortuna in un numero molto limitato di casi, una lettura severa dell’accaduto. Fuori Elba la nostra credibilità non è stata minimamente scalfita (e lo dimostrano i contatti di queste settimane per una collaborazione nella partecipazione al bando della continuità territoriale o nello sviluppo di collegamenti aerei con nuove destinazioni), anche perchè agli operatori del settore è molto ben chiara l’eccezionalità di una realtà territoriale di soli 20.000 abitanti che comunque si è autofinanziata voli aerei per ben cinque anni (la percentuale media di probabilità di arrivare al secondo anno per esperienze di questo tipo è dell'8%).

D. Quale sarà il futuro di Elbafly?

R. Il futuro di Elbafly è dei soci e non di Furio, che finisce il proprio mandato quest’anno.
Penso che comunque lo shock sia stato molto salutare per avviare la fase che definirei della maturità: Elbafly non dovrà più operare i voli direttamente ma potrà dedicarsi a capitalizzare gli assets di valore che ha comunque consolidato in cinque anni di attività: un sito ottimamente posizionato con chiavi di ricerca tipiche dei voli di chi vuole acquistare biglietti aerei, un marchio turisticamente molto conosciuto a livello europeo e pubblicizzato per anni in fiere del settore, un pacchetto clienti che, sulla destinazione di Milano, ha dimostrato un'alta capacità di spesa, rapporti istituzionali e con le categorie produttive locali ottimi, una parte di soci molto motivati e desiderosi di sfruttare l’opportunità che oggi si presenta loro.
Infine non trascurerei anche l’aspetto che, qualunque sia il destino della gestione dell’aeroporto, ritengo non possa prescindere da una realtà come quella di Elbafly.

Grazie a Maurizio Furio.

domenica 22 agosto 2010

Ragionando di disintermediazione - Il post della domenica


Facciamo un dibattito sulla disintermediazione? Dite la vostra. E'iniziata così una discussione sondaggio su Facebook che ha raccolto 45 commenti. Si, lo so che 45 commenti nell'era del social sono pochi ma è la qualità degli stessi che mi ha lasciato favorevolmente sorpreso. Tutti sono stati particolarmente interessanti, i quesiti posti hanno trovato risposte di ottima validità tecnica e il tutto si è svolto con una velocità estrema. Ho parlato di questo fenomeno con gli amici di Progetto WTM e abbiamo pensato di farne un appuntamento settimanale (compatibilmente con gli impegni di ognuno), che potrebbe avere un seguito nel momento in cui la pubblicazione del quindicinale in pdf riprenderà regolarmente dopo la pausa estiva. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato al dibattito e invito chi vuol farlo a prenderne parte, la discussione è ancora aperta e nuovi contributi sono particolarmente graditi. Martedì prossimo proverò a lanciare un nuovo dibattito, non mancate...

mercoledì 18 agosto 2010

lastminute.com punta sull'Elba. Intervista con Federica Frau*


Buongiorno Federica,

eravamo rimasti a Firenze in occasione di Internet Better Life di Toscana Lab dove ci siamo velocemente incontrati nell’intento di migliorare la visibilità dell’isola d’Elba sul web e in particolare su lastminute.com.

D. Risolta positivamente la fase dell’indicizzazione nel motore di ricerca interno del sito, cosa è successo?

R. Si è stato “risolto”; diciamo che abbiamo affrontato una fase analitica e conseguentemente una fase tecnica che hanno coinvolto diversi settori aziendali. Il feedback dei nostri albergatori è stato fondamentale per arrivare ad avere la giusta percezione della situazione. I frutti concretizzati sono la visibilità e finalmente la reperibilità dell’isola. Questo ha portato anche una più attiva collaborazione con strutture ad oggi ben posizionate su tutti i siti che lastminute.com ha in Europa. Inoltre e da non sottovalutare un aspetto importantissimo: il visitatore che effettua una ricerca per una determinata destinazione finalmente ottiene le pagine di risultato desiderate, perché Elba è attualmente una destinazione richiesta sul portale lastminute.com

Federica Frau - lastminute.com
D. Qual è il profilo dell’utente di lastminute.com?

R. L’utente è misto. I visitatori che poi diventano i vostri e nostri clienti non hanno costumi precisi. Abbiamo visitatori che poi acquistano soggiorni costosi così come singole notti a tariffe eccezionali sia in Italia che estero. Ci sono poi le coppie che prediligono la campagna o il wellness&Spa, le famiglie con i bimbi che acquistano l’agriturismo. Anche i periodi di prenotazione variano tanto, per alcune località stiamo già vendendo il 2011, su altre gli utenti accorrono sul sito sotto data.

D. quali sono le leve, gli strumenti, le strategie per lanciare una struttura nelle prime posizioni delle ricerche degli utenti?

R. Salgono in prima posizione coloro che ci garantiscono una viva e costante collaborazione. Innanzitutto è fondamentale la parity rate, la disponibilità, la partecipazione alle campagne promozionali. Da non sottovalutare assolutamente anche la cura delle informazioni sensibili: foto, descrizioni, servizi aggiuntivi, plus ed added value.

D. Ora che l’Elba è tornata a splendere nelle vostre statistiche , in particolare per la ricerca, state pensando a qualche operazione ad hoc per l’Isola d’Elba?

R. Assolutamente si! Stiamo lanciando una campagna pubblicitaria esclusiva sul sito lastminute.com che andrà live il giorno 19 Agosto.

Grazie Federica e arrivederci all’Isola d’Elba

*Federica Frau è destination manager a lastminute.com

domenica 15 agosto 2010

Il post di Ferragosto o delle recensioni con il conflitto d'interesse.

Qualche volta mi accadono delle cose talmente strane che, al momento dello scriverle, mi convinco che forse l'ho sognate. Sentite questa: da più di un mesetto gli ospiti dell'hotel sono soddisfatti per i miglioramenti che stiamo apportando ad alcuni servizi, in particolare per il migliore assortimento e qualità della prima colazione. All'improvviso, su un noto portale di prenotazione, appare la recensione di un "anonimo" che indica che i prodotti utilizzati per la prima colazione sono di scarsa qualità e ci assegna un buon punto inferiore alla media. Nell'intento di rispondergli e di chiedergli spiegazioni - evidentemente il sogno era molto articolato - (alcuni portali permettono di risalire al prenotante anche se la recensione è anonima) ho notato che l'indirizzo mail appartenenva ad una ditta che non mi era nuova. Controllo e mi accorgo che il tale era il titolare di una nota azienda italiana che fornisce prodotti per prime colazioni. Il marchio è di una ditta importante ma purtroppo faceva parte dei nostri fornitori quando gli ospiti erano meno soddisfatti della qualità della prima colazione. Che caldo a Ferragosto, e che sogni.

Immagine: Luigi Masin, Prima colazione

domenica 8 agosto 2010

“Scelta draconiana, schiaffo all’Elba”


Il sindaco di Campo Vanno Segnini contro i tagli delle Apt

“Un intento che consideriamo sbagliato e di cui non condividiamo i presupposti. La nostra economia vive per la quasi totalità di turismo, è impensabile affidare l’intera promozione della nostra offerta turistica a un’unica azienda che fa capo a Firenze”. Il primo sindaco dell’Elba a dire di no all’ipotesi formulata dal presidente della Toscana Rossi di sopprimere le 14 Apt regionali è il primo cittadino di Campo nell’Elba, Vanno Segnini.
“Quel che sorprende – aggiunge Segnini – è che si sia avanzata una tale proposta senza mettere sul tappeto un’alternativa di sviluppo, rispettosa delle peculiarità del territorio, sensibile alle esigenze di un’intera comunità. Una volontà, quella di tagliare tutte le Aziende di Promozione Turistica con un colpo di forbici, senza alcuna distinzione, che se venisse confermata rappresenterebbe un approccio draconiano, uno schiaffo in faccia all’Elba e ai suoi cittadini. Tra l’altro rappresenta una scelta in controtendenza rispetto agli ultimi approcci di comunicazione e marketing che rispondono a un eccesso di globalizzazione con la riscoperta e valorizzazione delle bellezze locali, di cui si sono sempre fatte interpreti le Apt. Il timore è che una promozione turistica veicolata dalla sola Firenze finisca per sacrificare le esigenze delle periferie regionali”.

Ufficio Stampa Comune di Campo nell'Elba

venerdì 6 agosto 2010

Web e disintermediazione per battere la crisi


Unioncamere-Isnart ha pubblicato i risultati di un'intervista rivolta a esperti del settore turistico, operatori, giornalisti, impiegati, imprenditori e dirigenti, nella quale si chiedeva quali fossero, secondo loro, i rimedi necessari per risollevarsi dalla crisi attuale del turismo italiano. I risultati hanno premiato web e disintermediazione. Quasi l'85% degli intervistati ha indicato una maggiore attenzione al web e la stabilità dei prezzi come principali leve per superare questa contingenza. Il 48% ha anche indicato la via della disintermediazione come metodo per mantenere stabili o addirittura ridurre le tariffe. Il 99% del campione ha addirittura indicato una maggiore attenzione verso internet come "importante" (78%) o "abbastanza importante" (21%) per migliorare l'azienda turistica. Gli intervistati hanno anche definito il probabile reinserimento della tassa di soggiorno come dannoso per il settore e poco significativo l'effetto dei Buoni Vacanza.

Fonte: Unioncamere-Isnart
Photo credits: 100soldi.it

giovedì 5 agosto 2010

Il turismo italiano? Speriamo che crolli del tutto!


Ho una mia teoria sulla situazione del turismo in Italia. Per come lo si è trattato a livello politico, a livello organizzativo e per come lo si è gestito - leggi albergatori e alberghieri - c'è da sperare che la crisi ci colga ancora più forte, in modo più deciso e ci riduca alla fame. Purtroppo, e evidentemente, i margini che il turismo lascia nelle tasche degli imprenditori del settore sono ancora troppi. Cosa dovrà accadere ancora perché imprenditori e lavoratori insieme possano trovarsi nella condizione di scendere in piazza e pretendere che questi incapaci che ci governano trattino il turismo come un settore produttivo determinante per la nazione con un numero di occupati rilevante e una quota di pil importante da difendere. Marzotto, Brambilla e affini debbono andarsene presto, ma finché gli imprenditori alberghieri (che per la maggior parte in Italia non fanno questo per tradizione d'ospitalità, ma quasi sempre per eredità di strategie palazzinare) avranno da difendere gli ultimi margini non erosi dalla crisi (si eroderanno poi per l'incapacità) non riusciranno a sentirsi nella stessa barca dei dipendenti (sempre meno) del settore turistico. E quindi che la crisi avanzi, che svergogni i politici e tecnici incapaci, che spinga fuori dal mercato le imprese marginali dando al tutto quella forza centrifuga che spero spazzi via i mediocri e coloro che rovinano il lavoro e il mercato.

martedì 3 agosto 2010

Intervista a Giulio Schenone, AD di Blu Navy

Blu Navy è sempre più una realtà che resta però lontana da internet tanto da far sorgere qualche dubbio a chi cerca di comprenderne le strategie commerciali. E' per questo che ho incontrato Giulio Schenone, AD di Blu Navy, per rivolgergli le classiche quattro domande delle interviste di Officina Turistica.

D. Per quale motivo avete deciso di investire su questa rotta e in particolare sull'Elba?

R. Le ragioni del nostro investimento sulla rotta Piombino/Portoferraio sono essenzialmente due:
La prima e' dovuta al fatto che ci è stato presentato un business plan interessante (ancorché all'epoca ancora molto incompleto) che ha stimolato la nostra curiosità e che ben si conciliava con la volontà di diversificazione rispetto alle nostre attivita' consolidate.
La seconda che - venendo personalmente all'Elba da oltre quaranta anni e avendo vissuto (da semplice utente) le problematiche legate al trasporto marittimo in questo territorio - abbiamo creduto di poter offrire un servizio realmente differente e di crearci quindi uno spazio nel mercato.

D. A mio avviso una buona dose di competitività la Toremar l'ha persa nei confronti di Moby per la scarsa presenza su internet. Voi come intendete agire? Quanto ritenete strategico il web per la commercializzazione e lo sviluppo di Blu Navy? Per quale motivo la vostra presenza sul web, me lo lasci dire, adesso è quasi nulla?

R. Il web è la nostra idea di marketing strategico o quantomeno lo sara' sempre di più nel prossimo futuro.
Il motivo per cui la nostra presenza sul web è ancora poco incisiva è sostanzialmente dovuto al fatto che nei primi 90 giorni di start-up della Compagnia ci siamo dovuti dedicare prioritariamente all'approntamento della nave, dei servizi a bordo, della selezione del personale, delle biglietterie a Piombino e Portoferraio, alle relazioni con le agenzie di viaggio, con le Istituzioni e quant'altro..

Credo che già in questi ultimi giorni la presenza di Blu Navy sul web sia più marcata ed in questa direzione abbiamo intenzione di proseguire.

D. Come è stata accolta Blu Navy dagli elbani e dalle due compagnie concorrenti?

R. Blu Navy e' stata accolta molto bene dalla comunità elbana; non sono mancate (e non mancano) alcune critiche, che recepiamo con spirito assolutamente costruttivo.
E' normale che ci sia ancora un po' di "diffidenza", soprattutto sulla reale volontà di Blu Navy di dare continuità al servizio nel periodo autunnale e invernale, ma credo che si tratta di un fatto temporaneo.
Circa le altre due Compagnie concorrenti...."mi avvalgo della facoltà di non rispondere"...!

D. La quarta e ultima domanda è scontata e abbastanza semplice: dottor Schenone cosa c'è dietro a Blu Navy?

R. La volontà di due imprenditori di creare un'alternativa reale all'attuale situazione di trasporto nel canale di Piombino e di consolidare questa presenza alternativa nel tempo.

Ringrazio il dottor Schenone per il tempo che ha dedicato ad Officina Turistica.

Photo credits: shippingonline.ilsecoloxix.it

Elba: polemica Legambiente - Albergatori


Ricevo da LEGAMBIENTE Arcipelago Toscano e pubblico

LEGAMBIENTE Arcipelago Toscano
Comunicato stampa 3 agosto 2010
Parco, ticket e confini: Associazione Albergatori o dilettanti allo sbaraglio?

Il comunicato dell’Associazione Albergatori Elbani su parco e dintorni è preoccupante per il grado di scarsa conoscenza della realtà e delle norme che denota. Speriamo solo che a scriverlo sia stato un qualche pasdaran antiparco del nuovo Direttivo, perché se fosse frutto di un’iniziativa collettiva sarebbe davvero basso il livello di consapevolezza al quale è giunta la più importante associazione imprenditoriale elbana, che esprime anche un bel pezzo di classe politica, un livello che potrebbe spiegare anche molti perché della grave crisi turistica che vive la nostra isola. Ci chiediamo se queste strampalate teorie e questa esibita ignoranza, questa mancanza di progettualità e questo appiattimento sulle peggiori politiche della destra populista siano condivise anche dalla parte più innovativa ed avvertita degli albergatori elbani che ha fatto della valorizzazione del nostro ambiente una delle caratteristiche le ha permesso di affrontare meglio la crisi.
Che un’associazione imprenditoriale inneggi ai tagli governativi dei finanziamenti ai parchi “per far capire all’Ente Parco che le isole come Montecristo e Pianosa sono un valore aggiunto importantissimo per la crescita del Turismo nell’Arcipelago ed all’Elba” è già strano, ma che la stessa associazione che, dopo un golpe di palazzo che estromise il “filo-parco” Boris Procchieschi da Presidente, partecipava alle manifestazioni antiparco dicendo che altrimenti si sarebbero messi ticket per andare nelle isole, oggi appoggi la proposta del ministro dell’ambiente Prestigiacomo di mettere un ticket per consentire ai nababbi con i super-yacht di calare le ancore in una riserva integrale dello Stato (dal 1971, cosa c’entrerà il parco…) e con un diploma dell’Unione europea, non è solo un caso di amnesia collettiva è anche puro autolesionismo.
E’ abbastanza incredibile che gli albergatori elbani non sappiano che a Pianosa il ticket c’è già e che il Parco abbia deciso di introdurlo anche per Montecristo (ma equo e per tutti i visitatori) e che non è stato il Parco a vietare l’ingresso in barca, sono le leggi dello Stato esistenti sulle riserve integrali a farlo e i vincoli che l’Italia ha accettato con il riconoscimento europeo. Il Parco ha invece riaperto Pianosa alle visite e ha fatto in modo di democratizzare gli accessi a Montecristo, favorendo gli elbani e facendola finalmente finita con i Vip, aspiranti Vip ed escort di turno che, magari camuffandosi da scienziati agostani, facevano quello che ai comuni mortali non è consentito. Le visite “sostenibili” a Montecristo e a Pianosa ci sono già, ma forse gli albergatori pensano di salvare la prossima stagione turistica consentendo a qualche nababbo di andare dove vuole con il suo mega-yacht. Ma lo sanno gli albergatori che le visite a Pianosa si concentrano soprattutto in un breve periodo di picco e che le richieste degli “scienziati” nautici (improvvisamente estintisi) per Montecristo riguardavano solo l’alta stagione? Pensano di prolungare la stagione turistica violando in agosto le riserve integrali? Ma si rendono conto della pubblicità negativa che avrebbero in cambio? Di cosa stanno parlando gli albergatori?
E che dire dell’adesione alla proposta del Sindaco di Capoliveri di rivedere in tempi brevi i confini del Parco dove ci sarebbero anche alcune zone fortemente antropizzate? Le uniche zone “fortemente” antropizzate sono i due paesi di Poggio e Marciana, in tutto circa 500 persone, che sono stati inseriti nel Parco per espressa richiesta dell’allora Sindaco di Marciana Luigi Vagaggini, così come quei confini che non piacciono sono stati concordati (e spesso disegnati sulla carta) con i sindaci elbani. Lo sanno che con l’approvazione del Piano del Parco Poggio e Marciana e tutta l’area mineraria sono in zona D di sviluppo, in proporzione la più grande di tutti i parchi nazionali italiani? Di cosa stanno parlando gli albergatori?
L’Associazione Albergatori non si accontenta e dice che il Parco dovrebbe essere ridotto per “concentrare le proprie, poche risorse, in quelle parti di territorio che veramente dovrebbero essere oggetto di attenzioni dell’Ente ricche di natura, fauna, flora e tradizioni ambientali”. Ma lo sanno gli albergatori che praticamente tutto il territorio del Parco fa parte di diverse Zone di Protezione Speciale dell’Unione Europea, istituite su sollecitazione del nostro governo e con l’accordo della regione? Lo sanno che se si andasse ad una revisione dei confini bisognerebbe probabilmente ampliarli, visto che la Zps Monte Capanne-Promontorio dell’Enfola va oltre i confini del Parco? Lo sanno che all’interno delle Zps non possono essere diminuiti i livelli attuali di protezione, pena l’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea? Allora dove vorrebbero tagliare il Parco Nazionale? Quali sono le aree che loro considerano poco interessanti dal punto di vista ambientale mentre l’Ue ci fa una Zona di Protezione Speciale e classifica tutta l’Elba e l’Arcipelago Toscano Important Bird Area, inserito in Rete Natura 2000? Gli albergatori pensano che richiamare queste tutele serva solo quando c’è da togliere un traliccio davanti ad un albergo e che poi possano essere accantonate e abolite? E soprattutto: di cosa stanno parlando gli albergatori?

Il comunicato dell’Associazione Albergatori

Forse ci volevano i tagli governativi dei finanziamenti ai parchi per far capire all’Ente Parco che le isole come Montecristo e Pianosa sono un valore aggiunto importantissimo per la crescita del Turismo nell’Arcipelago ed all’Elba.
Appoggiamo assolutamente la proposta del Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, che intende aprire la visita di Montecristo (pur assicurando un equilibrio ambientale) dietro il pagamento di un ticket.
Anche dal punto di vista educativo ed ambientale è assurdo impedire a chicchessia di accrescere la propria sensibilità verso la natura ed il mare sottraendo alla visibilità un’isola come quella di Montecristo.
Le visite “sostenibili” a Montecristo e a Pianosa costituiranno un valore aggiunto importantissimo per il rilancio della vacanza all’Elba.
Concordiamo anche con la proposta del Sindaco di Capoliveri di rivedere in tempi brevi i confini del Parco. Questi sono nati sulle carte del Ministero, senza tener conto della realtà elbana. In effetti ci siamo sempre chiesti come possono rientrare entro i confini del Parco alcune zone fortemente antropizzate. Sarebbe certamente più opportuno concentrare le proprie, poche risorse, in quelle parti di territorio che veramente dovrebbero essere oggetto di attenzioni dell’Ente ricche di natura, fauna, flora e tradizioni ambientali.

Associazione Albergatori Elbani
Photo credits: Elbacomunico