lunedì 20 dicembre 2010

Un altro strepitoso metodo per ridurre il ricavo medio senza perderci la faccia [forse]

Della serie cosa fare pur di vendere! Consentimi di presentarti un ulteriore metodo, come se quelli esistenti non bastassero, per ridurre il tuo ricavo medio per presenza. Chi mi legge sa che cerco sempre di mettere in pratica ciò che gli studiosi e gli specialisti scoprono e teorizzano in tema di tecniche di vendita, ma spesso la realtà è meno semplice di quella che si immagina. Ma non arrendiamoci.


Parto un po' da lontano: quattro o cinque anni fa a Firenze in una riunione dell'Enit, mi pare fosse il dott. Togni, spiegò che gli hotel a quattro stelle avevano retto alla crisi (era la crisi strutturale del sistema turismo italiano, quella dei derivati e dei mutui doveva ancora germinare) invadendo con le tariffe le quote di mercato dei tre stelle. Se fossimo state persone coscienziose ci sarebbero tremate le gambe. Invece ci siamo sentiti dei grandi. E intanto si licenziava personale.

Iniziò da li una tendenza poco virtuosa che Trivago rileva puntualmente con i sui report sulle tariffe medie delle capitali europee. Rari i rialzi di tariffa, quasi sempre in calo e quasi sempre, vedi Dublino nell'ultimo report, c'è il tonfo storico di qualche destinazione.

Lo so, lo so... applica lo yeld, studia il revenue, guarda il revpar, ora finalmente si guarda anche il ritorno netto di queste formulette diaboliche. Non ti hanno funzionato bene? Ehehe monellaccio, non hai considerato il costo medio dello strappo del rotolo di carta igienica in cellulosa dell'ultimo ventennio, non hai calcolato il cuneo fiscale, il prezzo del petrolio, non hai calcolato il numero delle app, moltiplicato per gli i-phone in circolazione... e poi le temperature e le piogge degli ultimi milleecinquecento anni.

Pensi che siamo arrivati alla fine? Credi che stiamo raschiando il fondo? No, abbiamo ancora margine per ridurre il ricavo medio.

Ecco la tariffa opaca!!! Evvai possiamo fare meglio...

Te lo dico in modo chiaro e che certamente solleverà qualche critica anche aspra: è un modo per applicare tariffe vergognosamente basse senza che il tuo nome venga scoperto sino a quando il tuo futuro ospite non avrà pagato il soggiorno.

Chi ha inventato questa tecnica? Expedia iniziò con una tariffa opaca quando sommava vari servizi (per esempio volo + hotel) specificando solo la tariffa finale e non il costo per singolo servizio. Poi ha rilanciato lastminute.com con l'operazione Top Secret Hotels: descrizione, tariffa, categoria senza che appaia il nome dell'hotel.

A cosa serve? Questa tecnica può avere due finalità: la prima è quella di poter applicare tariffe ultrascontate senza "sputtanare" la rack rate; la seconda è quella di consentire al responsabile marketing una via per eludere la parity rate con le altre OLTA.

Ma queste offerte restano effettivamente segrete? Se ci fidiamo dei nomi possiamo dire di si, ma lo sappiamo bene che l'homo oeconnomicus cerca sempre di ottimizzare il suo potere d'acquisto e cercherà di capire con ogni sua forza cosa stà acquistando, logicamente, prima di pagarlo. Infatti mi sono imbattuto su un meraviglioso forum dal titolo MoneySavingExpert.com e guardate un po' di cosa parlano?

(si apre lentamente)

oppure guarda questo video

e non è finita qui, a breve Expedia lancerà Secret Saver Hotel, adesso in beta sul mercato britannico. Partito a giugno scorso su Hotwire, è arrivato in Gran Breatga e presto arriverà in tutti i mercati europei.

Resto dell'opinione che il miglior marketing è quello della crostata: se nel tuo albergo o nel tuo ristorante sarai in grado di preparare un'ottima crostata oppure una prima colazione da sogno, oppure una omelette squisita potrai uscire da questo delirio. Ti consiglio di iniziare a curare l'impasto della tua crostata. Perché? Perché ci sarà sempre un competitor disposto a applicare una tariffa più bassa della tua. Più difficile sarà copiarti la crostata.

Esiste anche il Cranberry Marketing Comitee :-)

domenica 19 dicembre 2010

Social Media Marketing [semplice] per ristoranti

E’ da giugno che avevo in mente questo post. Precisamente da quando un mio amico, gestore di un ristorante a Capoliveri all’Isola d’Elba, mi ha raccontato che, tutte le sere, quattro o cinque ospiti raggiungono il suo ristorante dicendo di aver conosciuto il locale on line, in particolare su TripAdvisor.

Immagine http://www.flickr.com/photos/michaeeel/5240727262/

Ritengo infatti che per le piccole strutture turistiche come ristoranti o piccoli alberghi a conduzione familiare, è più semplice e più proficuo progettare una strategia di social media marketing. Non ci credi? Proviamo a farlo insieme.

Primo passo: diamo per scontato che il tuo ristorante abbia già un bel sito on line, ben posizionato, molto accattivante, con delle grandi immagini del locale e nelle apposite sezioni delle belle immagini delle portate che servi in tavola. Poche pagine, ben strutturate. Iniziamo a dargli una "socialità": dotiamo il sito, in ogni pagina, dei sistemi di condivisione. Conterrà anche una serie di link che permetteranno al visitatore di raggiungere i luoghi social dove avremo attivato i vari profili. Quali scegliamo? Non tanti, uno per ogni caratteristica che vogliamo esaltare: storie, immagini, filmati, localizzazione.

Secondo passo: Apriamo un blog? Aprire un blog non è cosa semplice, però ci sono migliaia di blogger, specialisti marketing e professionisti che spiegano come editare un blog, se hai pazienza sono tutti consigli che troverai on line. La sola cosa che ti raccomando è di scrivere solamente di temi e questioni che possano interessare i tuoi lettori. Molte volte ciò che dici non interessa, non influenza ed è superfluo, tutto ciò su internet è dannoso. Se non hai niente da dire esci e fai un po’ di foto, una passeggiata, leggi un libro…
La piattaforma più semplice e intuitiva per aprire un blog è quella offerta da Google e si chiama Blogger. Appena ti sarai impratichito di blogging, la piattaforma Blogger ti starà stretta è ti maledirai per non aver utilizzato Wordpress. Cosa ti consiglio? Vai subito su Wordpress, arrabbiati, fai qualche prova, prendi posto su questa piattaforma. I temi che potrai trattare sul blog saranno: la storia del locale, aneddoti e storie di colore accadute nel ristorante e nel paese dove è locato, la storia della città, ultime ma più importanti le ricette e i trucchi dei tuoi cuochi

Terzo passo: il blog, come il sito internet, rimanderà ai vari profili che avrai attivato sui social media tra i quali ti consiglio:

- su Facebook apri una pagina pubblica dell’attività (non aprire un profilo personale) non c'è niente di più odioso di un pub o un ristorante che ti chiede: come stai? Tra le altre cose Facebook lo sconsiglia vivamente e corri il rischio che il profilo personale utilizzato con finalità aziendali venga sospeso. Guarda, questo esempio con le recensioni degli ospiti come pagina di benvenuto non mi pare male;

- attiva un canale su You Tube, dove caricherai video che riguardano il locale, la sua storia, riprendi e diffondi video dove i cuochi preparano e spiegano ciò che fanno, come questo. Non servono effetti speciali, le storie devono essere oneste, vere e originali;

- su Flickr pubblicherai le fotografie del locale, delle pietanze, delle materie prime che utilizzi, la foto del contadino e dell’orto dove ti rifornisci delle primizie di stagione, e tutto ciò che accade nella tua città…

- Twitter (solo per i più bravi) raccontare e interessare persone in soli 140 caratteri è meraviglioso e produttivo ma difficilissimo. Puoi usarlo per ritrasmettere quello che scrivi su altri social media ma il pubblico di Twitter non è lo stesso di Facebook e quindi è preferibile una comunicazione diversa tra l’uno e l’altro.

Quarto passo: adesso non resta che andare a controllare cosa si dice on line della tua attività. Ci sono degli strumenti che possono aiutarti, quasi sempre puoi iscriverti al servizio feed rss  delle schede che riguardano la tua struttura su TripAdvisor e 2Spaghi per esempio (i due siti di recensioni più usati per giudicare i ristoranti. Il servizio è disponibile via mail oppure via feed rss (entrambi gratuiti) quando in una data pagina trovi il simbolo che vedi nell'immagine a lato). Anche se non lo sai è molto probabile che si parli di te nella rete. Come scoprire chi, dove e come parla di te?  La via più semplice è attivare Google Alert, segnalando come parola chiave l’insegna della tua attività. L’abbonamento ai feed o alle comunicazioni e-mail dei siti di recensione e l’attivazione di Google Alert ti permettereanno di gestire una parte significativa della rete che ti interessa, controllare tutto è impossibile proprio come nella vita di tutti i giorni.

Quinto passo: arriviamo adesso ai siti che offrono servizi legati alla geolocalizzazione. A cosa servono? Servono a segnalare che la tua attività esiste alle persone che sono vicine a te e stanno cercando un ristorante o un albergo. Su Foursquare, ad esempio, posso scoprire che a due passi dal luogo dove mi trovo c’è il tuo ristorante, addirittura posso anche notare se i miei amici lo hanno frequentato e se si sono trovati bene, in alcuni casi è addirittura segnalato il piatto migliore o comunque quello che hanno maggiormente gradito e che consigliano. “Impossessati” della scheda della tua attività, sicuramente qualche avventore l’avrà già attivata. Una volta appurato che tu sei il gestore del locale, Foursquare ti consentirà di gestire la tua scheda inserendo anche delle offerte (sono quasi sempre finalizzate a invogliare gli ospiti a utilizzare il social network).

Sesto passo: il wi-fi free in sala da pranzo permette ai tuoi ospiti di comunicare "in diretta" le loro senzazioni e l'accoglienza che ricevono. Quasi sempre sono le sensazioni positive quelle che si trasmettono in prima battuta on line.

Questo è quello che devi mettere in campo per sfruttare al meglio e con un impegno relativo le opportunità che i social media possono offrirti. Più riuscirai ad interconnettere i vari profili e più il tuo network sarà efficiente e frequentato. Sarà molto semplice gestire le conversazioni sul tuo locale. Se il network è strutturato bene ti basteranno due tre ore alla settimana per parlare con i tuoi lettori/ospiti/amici, se tutto funziona addirittura inizieranno a parlare tra loro rendendoti un servizio che ha un valore elevato.

Non ti preoccupare, internet non è il diavolo e neanche i siti di recensione lo sono. Su TripAdvisor, per esempio, la stragrande maggioranza delle recensioni è positiva. Se il tuo cuoco non sa cucinare e tu tra i tavoli sei quasi sempre scortese, ti consiglio di non aprire i profili sociali e anche di evitare di controllare i luoghi on line dove si parla di te. Lascia perdere i social network, hai evidentemente altre priorità.

Se non sono stato chiaro o se vuoi approfondire il tema puoi commentare questo post oppure contattarmi sui vari social network.

sabato 18 dicembre 2010

Continua a piovere uva: il social media team di Capoliveri

Immagine di Alessandra Farabegoli
Perché continua a piovere uva? Perché l'esperimento del Social Media Team organizzato da Officina Turistica continua a ricevere segnalazioni da tutta Italia circa il buon esito dell'esperienza capoliverese. Come dice Tommaso Galli nella sua indagine statistica su #elbauva2010 "senza numeri saremo solo fuffa"! E i primi numeri hanno dato dei segnali incoraggianti. Ottimi direi, rispetto all'esiguo investimento sostenuto da Officina e dai sui supporter (leggi Apt, Comune di Capoliveri e qualche operatore locale). Ma quello che più fa piacere, a tutti i blogger - io compreso - che hanno partecipato a questa esperienza è che #festauva2010 viene costantemente nominata quale best practice tra le nuove forme di comunicazione del turismo on line, in particolare quando si fa riferimento allo storytelling. Se ne parla in rete, ma se ne è parlato anche in BTO a Firenze, lo ha fatto Zoover parlando di reputazione Online, ne ha parlato Alessandra Farabegoli durante una lezione a Tagbolab presso l'Università di Bologna, lo stanno facendo i migliori blogger italiani che si dedicano al web marketing turistico: Roberta Milano dell'Università di Genova, Alessio Carciofi che scrive per WTM e Ninjamarketing, Giovanni Cerminara e Arturo Salerno consulenti di web marketing. Proprio Arturo ha parlato del Social Media Team di Capoliveri questa mattina in una ricerca presentata a Wwwcalabria, elencandola tra i nuovi e innovativi metodi per comunicare una destinazione turistica, assieme a casi mondiali quali il sito Visit Norway, il canale You Tube di Visit Tuacany del progetto "Voglio vivere così", il sito internet del Trentino. Insomma, se altrove nevica, a Capoliveri continua a piovere uva e Officina Turistica ne è molto felice. Quasi come questo ciclista (solo questo video è stato visto oltre 700 volte)

venerdì 17 dicembre 2010

Back to the future: una lettera del Professor Rodolfo Baggio ai lettori di Officina Turistica

Ricevo dal Professor Rodolfo Baggio e pubblico volentieri questo bel regalo per i lettori di Officina Turistica.

Back to the future

di Rodolfo Baggio. Docente di Informatica presso l'Università Bocconi di Milano dove coordina l’area di Sistemi Informativi e Tecnologie di Comunicazione al Master in Economia del Turismo

A fine anno è tempo di bilanci e, soprattutto per il mondo delle tecnologie, di previsioni. Lo sport è molto diffuso e decine di giornali, riviste e blog tentano di capire cosa sta per succedere. Questa volta, invece, mi sono ricordato di un passaggio dei Discorsi di Machiavelli. Dice: “Sogliono dire gli uomini prudenti, e non a caso né immeritamente, che chi vuole vedere quello che ha a essere, consideri quello che è stato; perché tutte le cose del mondo, in ogni tempo, hanno il proprio riscontro con gli antichi tempi. Il che nasce perché, essendo quelle operate dagli uomini, che hanno ed ebbono sempre le medesime passioni, conviene di necessità che le sortischino il medesimo effetto.” Allora sono partito per una spedizione archeologica nei miei dischi e ho trovato un po’ di materiale interessante. Torniamo indietro di 15 anni.

Siamo nel 1996. Tre anni fa (1993) uno studente americano, Marc Andreessen ha sviluppato Mosaic, un’applicazione che permette di accedere con facilità e in maniera grafica al sistema sviluppato un paio di anni prima da un ricercatore inglese al CERN di Ginevra Tim Berners Lee e chiamato World Wide Web.

Il successo è stato clamoroso e oggi (1996) si contano già oltre un milione di siti web e si stima che ci siano quasi 100 milioni di utenti nel mondo. Ovviamente non mancano i detrattori e l’astronomo Clifford Stoll ha duramente contestato la validità di questo ambiente virtuale considerandolo poco più di un gioco (vedi: http://www.newsweek.com/1995/02/26/the-internet-bah.html, leggetelo, sembra di sentire qualche voce contemporanea). Ma non ha avuto molto seguito.

Alcune aziende e individui lungimiranti hanno capito che il Web può essere un ambiente favorevole allo sviluppo di nuove iniziative commerciali. La Stanford Federal Credit Union ha cominciato a offrire servizi bancari su Internet (ottobre 1994). L’anno scorso due visionari, Jeff Bezos e Pierre Omidyar, hanno lanciato rispettivamente Amazon e AuctionWeb (poi rinominato eBay) per vendere libri online e permettere agli utenti di mettere all’asta gli oggetti più disparati. E’ anche possibile ordinare la pizza ai negozi di Pizza Hut e seguire i pacchi spediti con Federal Express. Altavista consente la ricerca di materiali e documenti in questo magmatico mondo.


Per chi ha passato lunghe ore collegato alle BBS per scambiarsi faticosamente file e messaggi o leggere commenti e opinioni degli altri, questo sembra davvero un sogno. Alcune BBS (Galactica a Milano, Agorà, Nexus e MC-link a Roma) offrono già questo tipo di collegamento ai loro abbonati.
Il mondo del turismo non è da meno. Da sempre all’avanguardia nell’uso delle tecnologie cerca di avvicinarsi anche a questo nuovo ambiente. Molti ricercatori lo studiano e cominciano ad analizzare i possibili utilizzi, i vantaggi e provano a fornire le prime indicazioni. Microsoft lancia un progetto di agenzia online, si chiama Expedia (l’annuncio ufficiale del 22 ottobre 1996 è ancora sul sito Microsoft: http://www.microsoft.com/presspass/press/1996/oct96/exedpr.mspx).


Pochi capiscono questa rivoluzione e gli operatori del turismo hanno un atteggiamento di rigetto, anzi, cercano di convincere i clienti a non usare i nuovi sistemi e cercano di spaventarli con visioni apocalittiche di truffe e simili. Questa situazione , ahimè, è destinata a durare con conseguenze facilmente prevedibili.
Eppure qualche voce fa chiaramente capire cosa sta per succedere e come affrontare le sfide e le opportunità dell’utilizzo di Internet e il Web per i viaggi e le vacanze. Un bell’esempio è la lettera scritta da Michael Bloch che l’amico Robi Veltroni ha tradotto. Vale la pena di meditare sul suo contenuto, anche se ha quasi 15 anni (tempo lunghissimo nel mondo virtuale) pare ancora attualissima.

Lettera aperta a un agente di viaggio: consigli di sopravvivenza nell’era elettronica.
di Michael Bloch*, 9 settembre 1996, in Miscellaneous di Business Travel News.

Avete sentito parlare della recente partnership tra Microsoft e American Express per la creazione di un’agenzia di viaggi digitale sul World Wide Web. L’alleanza fra tali potenze è solo un esempio dell’ondata di attività che sta trasformando il mercato della distribuzione dei viaggi attraverso le nuove tecnologie , soprattutto internet. Probabilmente vi state preoccupando per il significato di tutto questo per il vostro business, quindi voglio suggerirvi alcuni modi con i quali potete reagire a una tale pressione competitiva.

Le prime compagnie che si sono lanciate online erano concentrate sull’idea di disintermediazione: i clienti si sarebbero rivolti direttamente ai fornitori se fossero stati facilmente raggiungibili. Ora il mercato si sta progressivamente rendendo conto che, così come nel mondo reale, non tutti i consumatori hanno voglia di contattare molteplici fornitori per fare paragoni e poi comprare. Alcuni, se non la maggior parte, vorranno un livello di servizio che viene dal trattare con un intermediario che li consiglierà facendo loro risparmiare tempo e denaro. Questo è il modo in cui state facendo business oggi e la maggioranza dei vostri colleghi crede che sarà sufficiente per prosperare nel prossimo secolo.

Io mi permetto di non essere d’accordo; credo che la tecnologia cambierà profondamente il modo di distribuzione dei prodotti turistici. Oggi un’agenzia di viaggi ha tre funzioni di base: trasferisce informazioni dai fornitori ai consumatori, esegue transazioni (ad esempio emettendo biglietti o cambiando soldi) e offre consigli preziosi. La tecnologia presto renderà le prime due obsolete e irrilevanti. Con l’incremento delle informazioni disponibili sui PC di tutti o sulle tv interattive, e con i viaggi ticketless, carte di credito e denaro digitale, non ci sarà più bisogno di recarsi da un agente di viaggio per ricevere informazioni di base o eseguire transazioni comuni.

Gli agenti di viaggio dovrebbero quindi riconsiderare e usare a loro vantaggio la loro forza: la conoscenza dei loro clienti, del mercato turistico e delle offerte dei fornitori. A seconda del mercato che servite oggi e il vostro grado di familiarità con la tecnologia, potete scegliere fra quattro diverse strategie nel mondo virtuale.

1. Il comunicatore: incrementare le vostre capacità di comunicazione aggiungendo vari modi per essere raggiunti dai vostri clienti: e-mail, servizi online, il web. E’ un canale di comunicazione aggiunto per loro e un modo per voi per essere conosciuti al di fuori dell’attuale cerchia di clienti. Gli operatori di nicchia avranno l’opportunità di far sapere al mondo intero la loro conoscenza di una destinazione specifica o di un tipo di vacanza (per esempio l’heliski in Canada). La personalizzazione in questo caso avverrà per esempio inviando regolarmente informazioni sulle vostre offerte speciali.

2. Il navigatore: ci sono un sacco di contenuti su internet e assistere i clienti nella navigazione merita un premio. Immaginate un cliente chiedere informazioni su un certo viaggio e offrite gli in cambio un tour guidato su internet focalizzandovi solo sulle informazioni relative a quel viaggio.

3. L’aggregatore: questo livello richiede più investimenti e una grande conoscenza della tecnologia. L’aggregatore è in grado di costruirsi il proprio sito web che offre un’esperienza virtuale di one-stop-shopping, combinando informazioni in tempo reale dai CRS, clips multimediali che descrivono alberghi e destinazioni, consigli di viaggio e commercio elettronico. Travelocity, Internet Travel Network ed Epicurious Travel (l’ex Conde Nast Traveler) sono tre esempi di aggregatori. Occorrono molti soldi, esperienza tecnica e pubblicità massiccia e il mercato probabilmente non supporterà più di quattro o cinque di questi mega network distributori di servizi di viaggi.

4. Il consulente: se oggi state trattando soprattutto con clienti aziendali che si rivolgeranno da soli ai sistemi di travel automation, le vostre conoscenze dei grovigli del mercato vi permetterà di essere il consulente e di aiutarli a selezionare la migliore piattaforma, a configurarla a seconda delle loro esigenze e a stabilire il supporto richiesto e le procedure di gestione delle eccezioni. Certamente sapere come riprogettare il processo di travel management e una cetra conoscenza delle procedure contabili sarà un valore aggiunto.

La partita non si svolgerà nel mondo virtuale. Le lezioni possono essere imparate dagli innovatori di altre industrie di distribuzione come Ikea, Barnes & Noble e Home Depot. Queste ditte hanno avuto successo trasformando l’esperienza dello shopping: lo rendono efficiente, divertente, completo (one-stop shopping) e vi permettono di avere la quantità di customer service di cui avete bisogno. Ci sono molte opportunità per creare piccoli centri commerciali concentrati sui viaggi con display multimediali, personale specializzato e collaborazioni con venditori di prodotti complementari (abbigliamento, apparecchiature fotografiche, valuta straniera, attrezzature sportive). Naturalmente richiederà risorse ed economia di scala ma questo potrebbe essere davvero il futuro.

* Michael Bloch è visiting scholar del Dipartimento Sistemi Informatici alla New York University Stern School of Business.

giovedì 16 dicembre 2010

Facebook si blocca: novità in arrivo!


Per un attimo sulla pagina di Officina Turistica su Facebook è apparso il tasto Login as Page, l'ho cliccato e tutto si è bloccato, ma è evidente nell'indirizzo [/identity_switch.php] e quindi deduco che si possa, d'ora innanzi (quando si sbloccherà tutto), entrare e scegliere come account il proprio profilo oppure quello delle pagine che si gestiscono. Vedremo cosa accadrà. Per ora Facebook non funziona!

mercoledì 15 dicembre 2010

Simona Vendali si laurea in BTO! Congratulazioni!

L'avevo salutata a Arezzo in occasione di ToscanaLab, In attesa del suo turno per parlare della tesi in occasione di #generazioni 2.0 [nativi indigeni e migranti digitali], Simona trappolava sulla tastiera riguardando, correggendo e rileggendo la sua tesi. Oggi alla Facoltà di Economia dell'Università di Firenze, Simona ha conseguito la laurea di primo livello in Economia e gestione dei servizi turistici discutendo la tesi: Impatto delle nuove tecnologie nella promozione degli eventi - Il caso BTO (Relatore il Prof. Aldo Burresi, Simona è stata seguita anche dal Prof. Massimo Rosati).

Simona a Arezzo durante ToscanaLab

"L’interesse per questo argomento è scaturito dalla mia esperienza di lavoro nell’ambito dell’organizzazione di eventi. In particolare come membro della segreteria organizzativa di uno dei più importanti eventi nazionali legati al fenomeno del turismo on line. Ed è proprio sulla base dell’esperienza lavorativa che ho potuto verificare quanto sia divenuto essenziale, per il successo di un evento, far sentire il consumatore parte integrante dell’ideazione, progettazione e realizzazione di una manifestazione".

Due cose mi hanno colpito. La citazione del regista Mario Monicelli con la quale si apre il volume: “Se si taglia la cultura in Italia non rimane nulla se non un’immagine di affarismo, di cricca, di gente che cerca di arrangiarsi e di barare una contro l’altro”. Poi la chiusura affidata ad una citazione di Giampaolo Fabris (Societing): “ Il marketing deve adesso applicarsi a una società dove i paradigmi e i meccanismi competitivi sono incisivamente mutati. Dove i driver all’acquisto non sono più riconducibili all’equivoca categoria del bisogno. Dove il consumo, prima e oltre che comportamento economico, è anche agire umano e sociale. Una società plasmata dalle nuove tecnologie in cui il consumatore, oggi davvero consumAttore, consumAutore, consumatoRe, va dispiegando un potere e una discrezionalità sconosciuti in passato. Un marketing che si trasforma in Societing perché i prodotti, le marche si dematerializzano e divengono segni e simboli, i mercati luoghi di conversazione e le responsabilità sociali di chi produce, anche nei confronti di sempre nuovi stakeholders, ormai indifferibili. Spostare l’enfasi dal mercato alla società, Societing appunto, significa non solo una legittimazione sociale del marketing ma anche riattribuirgli una centralità e un’efficacia, nell’agire d’impresa, che andava smarrendo.”

Simona ha esaminato l'evento in tutte le sue sfaccettature, con attenzione e in modo molto scientifico ha analizzato organizzazione, promozione, marketing, strategie e alla fine ha fatto anche due conti... e c'è da dire che BTO ne esce veramente alla grande!

Alla grande ne è uscita anche Simona che, dopo il successo organizzativo di BTO 2010, il bel momento a Arezzo, dove abbiamo pregustato la sua tesi - era stata anche inserita nel prestigioso club del cappellino rosa salmone. Brava Simona, complimenti anche per come ti sei definita in chiusura di ringraziamenti: Poi in fondo io sono un po’ come la Fiorentina, dei tre punti non me ne frega proprio un (biiiiiiiiiiiiiip), “gioco” solo per la gloria.

lunedì 13 dicembre 2010

Top Officina Trends 2010

I momenti, le cose e le sensazioni migliori di un anno di Officina Turistica... e tanti sorrisi.

 
1. Progetto WTM
Il gruppo di blogger più richiesto del momento

2. BTO Edizione delle Isole
 La meravigliosa edizione elbana fortemente voluta da Officina Turisitca
3. La torta di debutto per BTO Educational
4. Il social media team della Festa dell'Uva
Da esperimento a case history

5. Progetto WTM sul palco di BTO
Lidia Marongiu e Arturo Salerno presentano la ricerca di Progetto WTM
6. Il cappello rosa salmone


7. Igor: è apparso alla Festa dell'Uva e in BTO
8. Il digestivo di Emilio al Mulino di Firenze
9. VIncere la Coppa dei Campioni e festeggiare con la Prof. Ganziale...
10. Su segnalazione di Robert Piattelli non ho potuto fare a meno di inserire il Polpo Paul

lunedì 6 dicembre 2010

Portiamo l'Elba su Foursquare

Nei giorni scorsi ho partecipato a ToscanaLab, edizione aretina e ho avuto il piacere di ritrovare Oriana Papadopoulos e Barbara Bueno e conoscere Michela Simoncini tutte e tre fanno parte del team di H-art che cura per la Regione Toscana la campagna “Voglio Vivere Così” (creata per promuovere le eccellenze della Regione Toscana nel mondo). Blogger bravissime, mi hanno circondato chiedendo aiuto a Officina Turistica per poter meglio gestire la presenza dell’Isola d’Elba all’interno della Branded page ufficiale della Regione Toscana su Foursquare http://foursquare.com/visittuscany/.

La branded page della Regione Toscana su Foursquare

Per rendervi conto di cosa si tratta leggete l’intervista di Michela rilasciata alcuni giorni fa all’osservatorio italiano su Foursquare.
Per quanto riguarda l’Isola d’Elba, in accordo con lo staff delle blogger di H-art, invito tutti i lettori di Officina Turistica ad inviare a mailbox [at] elbacomunico.com, tutte le richieste di inserimento Tips (suggerimenti) relativi all’Elba che possono essere di utilità pubblica. Sono ammessi anche piccoli e discreti accenni alle attività commerciali (possibilmente siate precisi con la localizzazione: indicate località precisa e descrizione che volete inserire) Nella foto sotto un esempio di ciò che la Regione Toscana può programmare su Foursquare. Sempre questo polpo di mezzo!!!

Ecco cosa appare su Foursquare
al check in sul porto di Portoferraio
 Attendo volentieri i vostri tips.

Rodolfo Baggio: la rassegna della ricerca scientifica sulle recensioni online. Così è se vi pare!

E’ da poco uscita una ricerca del prof. Rodolfo Baggio relativa alle recensioni online. Consiglio a tutti gli operatori del settore turistico di leggerla con molta attenzione, ve la pubblico qui in fondo al post.

Non c’è nulla di nuovo, questa è l’unica novità nella ricerca del professore bocconiano tanto affezionato all’Isola d’Elba.Tutte le discussioni e le paure che attanagliano gli operatori - dall’avvento di TripAdvisor in particolare - spazzate via in un colpo solo, quasi risolutore, peraltro come tutti in lavori di Baggio.

Il prof. Baggio all'Elba in occasione del BTO Edizione delle Isole

Ho evidenziato qualche passo mentre la leggevo, tutti mi dimostrano che nulla è cambiato, l’eWOM (il passaparola online) avvantaggerà ancora il bravo albergatore/ristoratore ecc., quello attento al cliente non solo durante il soggiorno ma anche durante la fase ideativa, progettuale e successiva al viaggio.
Una cosa è cambiata, o meglio si è maggiormente evoluta: il passaparola on line che permette la diminuzione dell’asimmetria informativa, ma anche questa è una fase ulteriore che da sempre è garantita dall’intensificarsi e dallo svilupparsi delle comunicazioni tra le persone.

Un altro passo rasserenerà gli animi dei lettori: dopo un periodo di tempo sufficiente sembra che le valutazioni si allineino su valori condivisi. La ricerca evidenzia anche che le recensioni false sono individuabili e molto probabilmente anche evidenti per l’occhio del viaggiatore che le consulta e in particolare che la qualità delle recensioni già pubblicate influenza i redattori delle successive.
Altro motivo valido per porsi in modo sereno e positivo alla recensione è che consumatori consapevoli, competenti e attivi svolgono un ruolo importante nel raccogliere storie e comunicarle ad altri entusiasti.

Solo una cosa mi spiazza un po’: le condizioni economiche generali (prosperità o crisi) non influenzano significativamente il ruolo di tutti i fattori citati prima. Credevo che una situazione di scarsità di risorse e di diminuito potere d’acquisto rendesse i soggetti più esigenti in termini di qualità e del rapporto di questa con la tariffa, alzando sensibilmente il livello di soddisfazione. Devo dire che ciò è un ulteriore motivo di serenità nell’approcciarsi e per partecipare attivamente e con profitto all’eWOM.

Mi viene da pensare a Pirandello e al fatto che bisogna anche comprendere che ognuno può dare una propria interpretazione che può non coincidere con quella degli altri. E immaginarmi il prof. Baggio che dice: così è se vi pare! E’ un tutt’uno. Buona lettura!