giovedì 24 febbraio 2011

senza numeri saremmo solo fuffa [cit.]

La frase è del mio amico Tommaso Galli, la scrisse in occasione della presentazione di un report. Credo che sia perfetta per questo resoconto pubblicato da Mirko Lalli di Fondazione Sistema Toscana. Ecco i numeri di Voglio Vivere Così.


domenica 20 febbraio 2011

La recensione? E' mobile qual piuma al vento...

Immagine dal Blog Buzz Marketing for Technology

Nei giorni scorsi parlavo dell'evolversi dell'uso delle recensioni da parte dei viaggiatori con Roberta Milano, non con il solito approccio al quale siamo abituati e cercandone una probabile nuova evoluzione. Pensavo al fatto che si stanno affacciando in rete due tipi di start up che stanno ottimizzando il panorama dell'offerta e dell'utilizzo degli UGC in ambito turistico. Da una parte si cerca di uscire dal mercato della recensione indiscriminata (per intenderci tipo TripAdvisor con le sue ormai note questioni di anonimato, profili fake e albergatori temerari che adottano pratiche suicide). Si cerca di farlo creando comunità più affidabili con l'incrocio di esperienze tra "profili" con i quali consapevolmente si entra in contatto. Ho già parlato di Gogobot che tra le start up è quella che più mi aveva colpito quando fu lanciata a novembre, adesso che anche Usa Today ne canta le lodi ne sono più convinto.

Affiancare questa pratica della recensione a maggior valore aggiunto a un Location Based Service come Foursquare non sarebbe cosa da poco. Mi immagino una sorta di "navigatore" programmato da persone a me care, che conosco e che ritengo affidabili. I servizi come Foursquare o Gowalla finiscono per raccogliere micro storie, "instant storytelling" le chiamerei, significativo e vero perché i segni degli utenti sono rilasciati on line nel momento in cui sono stati vissuti.

Ho fatto un esperimento nei giorni scorsi a Milano, ho risolto che Foursquare funziona: ho scoperto un ristorante tipico proprio a due passi da dove mi trovavo, le caratteristiche che lo distinguono on-line sono coerenti con quello che ho visto e provato. Conoscevo i migliori piatti da gustare, per buona pace di chi crede nella poca attendibilità delle recensioni anche che il fatto che fosse "quite expensive" è stato ahimé vero!
Quindi tutte info rilevanti e attendibili, in pratica le caratteristiche premianti on line e che creano fiducia.

In pratica mi preme mettere in evidenza il fatto che la possibilità di poter consultare delle recensioni, anche durante il viaggio, via mobile, potrà condizionare il comportamento dei viaggiatori in modo significativo.

Immaginiamo di poter sfruttare più app per poter decidere ancor più all'ultimo momento il percorso del viaggio. In effetti aspettare e decidere la rotta all'ultimo momento potrà farci cogliere migliori e più belle esperienze durante il viaggio. Uno scenario auspicabile è quello in cui la disponibilità a variare il percorso semplicemente perché sul luogo vi permetterà di farvi un'idea nuova o un'esperienza migliore. Conoscere disponibilità, tariffe, servizi e recensioni di ciò che ci sta intorno cambierà il nostro modo di muoverci, non solo nel viaggio ma anche per fare la spesa tutti i giorni.

No sono un programmatore ma immaginare un'app che unisca le funzioni di localizzazione, social review oltre a disponibilità e tariffa non mi pare difficile. Unire questi tre per esempio: Gogobot, Foursquare, Londontown.

giovedì 17 febbraio 2011

Nessuno mi può giudicare

Lo stand di TripAdvisor alla BIT di Milano

Da alcuni giorni si torna a cavalcare l'onda delle recensioni, dell'anonimato e di TripAdvisor. E' indubbio che il sito americano abbia diverse falle ed una attendibilità che va pian piano affievolendosi - attenti però che secondo me, almeno in Italia, TripAdvisor nei prossimi 2/3 anni crescerà ancora come numero di recensori.

Ho letto anche il nuovo post di Roberta Milano che ne cita a sua volta un altro ben fatto di Agnese Vardanega dal titolo Paura di TripAdvisor? (è datato 9 febbraio 2011, io le risposi ancor prima con questo mio post dal titolo Io non ho paura datato 3 aprile 2010 che è anche il giorno del mio compleanno segnatevelo!!!). Che ci fosse da "superare l'ossesione per TripAdvisor" l'ho sempre detto, cercate sul motore di ricerca interno di Officina la parola TripAdvisor e avrete tutti i miei pensieri sul sito tiranno. Ha detto bene il Prof. Baggio: "smettete di criticare, usate gli strumenti e portateli a vostro vantaggio".

In effetti TripAdvisor non è così male come con sufficienza si è portati a credere. Se facciamo riferimento alla ricerca che Officina ha fatto su un campione di 116 strutture dell'Isola d'Elba: per il 75% i giudizi sono positivi, la maggior parte dei profili è curata maggiormente dagli ospiti che dai gestori delle strutture. Tutto ciò mi ha portato a commentare la ricerca con la frase finale: Non abbiate paura di TripAdvisor, le statistiche dimostrano che gli ospiti amano le vostre strutture più di voi!

Ma c'è di più, questa volta a parziale sollievo per gli albergatori che non sono l'unico settore imprenditoriale che soffre con ossessione la critica. Mal comune mezzo gaudio?

Vi riporto un passo tratto da Societing di Gian Paolo Fabris che, nella prima parte del libro, capitolo Verso un'epoca nuova, parlando dell'idea di sostuire o affiancare al PIL indicatori qualitativi della vita e delle produzioni racconta:

"... Anche i tentativi, almeno per il nostro paese, di far ricorso a indicatori che riflettano dimensioni legate alla qualità - di beni o servizi, di modi di vivere - così come succede in altre parti del mondo sono caduti nel nulla. Un indicatore nazionale di customer satisfaction - negli Stati Uniti l'ACSI (American Customer Satisfaction Index) - avrebbe potuto assolvere a questa funzione: nel primo governo Prodi l'allora ministro dell'industria Bersani organizzò, sui mia iniziativa, - scrive Fabris - un tavolo di lavoro per avviare anche in Italia un indice nazionale che misurasse la soddisfazione dei consumatori, dimostrando la massima disponibilità e interesse. Il progetto fallì per la reticenza (la cattiva coscienza) di alcune associazioni imprenditoriali a rendere pubblici, nelle survey che si sarebbero dovute avviare, i dati relativi al loro settore."

Potrei anche spostare l'argomento alla politica e ai politici che da sempre si sono sottratti alla critica e al giudizio, in questi giorni ne abbiamo esempi clamorosi da parte di alte cariche dello stato.E' il nostro paese, non è una scusante, ma gli albergatori non sono gli unici a soffrire di ossessioni.

Insomma, siamo ancora al 1961 quando Caterina Caselli cantava: nessuno mi può giudicare...

lunedì 14 febbraio 2011

Moby Lines si allea con Booking.com e vende le camere

La nota della collaborazione sul sito Moby - Versione inglese

C'era da aspettarselo, in fondo è facile pensare che il sito della Moby Lines sia quello più visitato da chi vuole raggiungere le isole, l'Elba in particolare. Ecco che, curiosando tra le parole chiave in inglese, in particolare incrociando "moby lines" e "booking", Google mi ha restituito una serp che mi ha portato in una pagina del sito Moby Lines in inglese (la stessa cosa in italiano non la trovo). L'operazione è intelligente e raffinata, se è vero che gli utenti, nell'organizzare il loro viaggio, prima scelgono la destinazione, ne consegue che prima cerchino come raggiungerla e poi prenotino l'albergo. Quindi, scelgo il traghetto e già che mi trovo sul sito della compagnia marittima prenoto anche l'albergo.

Non ho la certezza che questo accordo tra Moby e Booking.com porterà vantaggi agli albergatori, credo proprio di si. Ma se si pensa che alcuni alberghi non hanno il booking on line sul proprio sito e sono prenotabili tramite Moby Lines su Booking.com, mi viene da pensare che c'è ancora margine per le Olta, beate loro!

Per il momento complimenti alla Moby!!!

Social Media Week Roma: sei lezioni + una

Italo Calvino - Lezioni americane

Per ricordarti cosa è accaduto ad un convegno vatti a riguardare cosa hai scritto su Twitter. In effetti sono passati un po' di giorni e gli appunti, come sempre, sono incomprensibili. Tra i tweet postati dalla Social Media Week di Roma due sono le cose che vi segnalo, sono due consigli preziosi.

Le lezioni americane di Italo Calvino

Internet Better Tourism [il panel curato da Bto Educational e moderato da Mirko Lalli]. Mirko, parlando delle strategie di successo per una campagna di promozione sui social network, ha fatto riferimento a Italo Calvino ricordando che le caratteristiche necessarie sono le stesse delle Lezioni Americane:

1. Leggerezza;
2. Rapidità;
3. Esattezza;
4. Visibilità;
5. Molteplicità;
6. Rilevanza.

Io denuncio TripAdvisor e la lezione del Prof. Baggio a seguire

Rodolfo Baggio
Sul primo l'avevo confuso per un azzeccagarbugli, legge numero x, articolo y, comma z! Ecco a voi l'albergatore esasperato che minaccia di far denuncia a TripAdvisor. Vittima la responsabile di Venere che, essendo del gruppo Expedia ergo TripAdvisor, si doveva sorbire minacce e rabbia del convenuto. A parte questa nota familiare - ormai l'albergatore esasperato da TA fa parte della coreografia - mi preme ricordare la frase con la quale il Professor Rodolfo Baggio ha chiuso la questione e che ritengo sia il settimo punto da aggiungere alle lezioni di Calvino:

7. usate gli strumenti e portateli a vostro vantaggio

Nota a margine: in BIT - Borsa Internazionale del Turismo, Fieramilano allo Stand della Commissione Europea , Pad. 4, Stand C56-D55 Venerdì 18 febbraio, ore 11.00 durante L'Italia, l'Europa e il turismo 2.0 verrà presentato il libro Internet & Turismo2.0 scritto da Magda Antonioli Corigliano e Rodolfo Baggio al quale hanno collaborato anche i blogger di Progetto Wtm tra i quali l'autore di questo blog.

venerdì 11 febbraio 2011

Continua a piovere uva e tre libri

Mafe De Baggis - Immagine Vanityblog
Un breve post per segnalare che il Social Media Team della Festa dell'Uva di Capoliveri è stato citato ieri da Mafe de Baggis durante il suo intervento in occasione di beMilano, un momento nel quale si sono incontrate le community della moda e quella del turismo. Nelle slides della presentazione di Mafe si passa dalla moda alle destinazioni e vedere tra i siti beMilano e Blog Zurigo un riferimento alla festa dell'Uva di Capoliveri fa un certo effetto. Ci godiamo la citazione e ringraziamo Mafe! :) [N.B. è citato Experience Elba Island il blog dove parlo dell'Elba e che faceva parte dei blog del SMT di Capoliveri]

A Mafe, o meglio al suo libro World Wide We volevo dedicare un post, ma visto che ci siamo lo faccio qui.

Le mie ultime letture sono state, in ordine temporale Come si fa un blog 2.0 di Tommaso Sorchiotti, Un etto di marketing  di Massimo Carraro e proprio World Wide We di Mafe. Mentre i primi due sono manuali squisitamente tecnici e sicuramente da leggere per comprendere i meccanismi del web e dei social media in particolare, World Wide We ti porta dentro al web così tanto da sentir battere il cuore della community, da sentirne il respiro e la passione. Mafe elenca comportamenti e tecniche da adottare per vivere al meglio la rete e lo fa in modo coinvolgente, così coinvolgente che il libro non è finito nella libreria ma resta vicino al computer, sempre pronto alla bisogna, come il dizionario sul banco al tempo del compito in classe.

Ecco le slide di Mafe:

giovedì 10 febbraio 2011

L'eterno dibattito delle recensioni finte nel turismo, di Gogobot e del titolo rubato al guru

Chissà se Gianluca Diegoli si arrabbierà ma il titolo l'ho sottratto con  [poca]destrezza dal suo [mini]marketing. L'ho fatto perché, anche alla Social Media Week di Roma, il panel BTO educational dedicato a Internet Better Tourism, è arrivato il classico albergatore (malrecensito?) che, con il suo moschetto, tentava - inutile dirlo - l'affondamento della "Saratoga" TripAdvisor! Si ripetono così spesso che non c'è tempo di inventare nuovi titoli!

Premesso che non se ne può più di questa guerra suicida. Sono a dare un parziale sollievo - o forse un motivo di preoccupazione in più? - ai "vessati" da TripAdvisor. E' arrivato Gogobot, lo avevo annunciato lo scorso novembre con questo post. La formula di questo nuovo sito di social-info-review pareva interessante. L'avevo notato e ne avevo previsto una via migliore per socializzare il viaggio, rispetto a quella "sciapa" scelta da Expedia con Trip Companion (leggi il post sull'applicazione di Facebook). C'è per giunta, in Gogobot, lo zampino del CEO di Google Eric Schmidt che pare una garanzia.

Travis Katz - Founder di Gogobot
Oggi su Travolution, leggo questo articolo: Gogobot challenges 'old guard' peddling anonymous travel reviews.

Ecco cosa ha detto Travis Katz, founder e chief executive di Gogobot ex MySpace a Brad Girtz di Travolution:

“Today, the way people are planning their trips or planning where they want to go to dinner is by getting advice from anonymous strangers on the internet.
"They are going to sites like Tripadvisor or Yelp and reading these anonymous reviews and they are doing this not because that’s the way they want to plan, they do it because that’s the only alternative.”
Gogobot avoids this without forcing customers to create a whole new social profile or re-add all their friends. Katz says the goal is to sort through all the noise and find the reviews and opinions that really matter to customers.
This approach seems to be working. Along with what Katz would only describe as "rapid growth", the site has already received favourable mentions from The Wall Street Journal, USA TODAY, and TechCrunch.
Katz says he hopes to use his innovations to shake up the travel industry. “Travel has been sort of insulated and protected. The old guard is still sitting at the top of the pile.
"They are not building their companies around the things the internet can and should be. I believe every...
Ecco l'articolo su Travolution

Speriamo che Gianluca non si sia arrabbiato per il furto del titolo :)

venerdì 4 febbraio 2011

Tripadvisor: consigli per sfruttarlo al meglio.

Dopo la pubblicazione del report relativo al comportamento delle strutture elbane su TripAdvisor, ho riscontrato un crescente interesse da parte degli albergatori verso il sito di recensioni " più odiato al mondo". Oggi TripAdvisor Trade Talk segnala questo importante post apparso il 5 gennaio scorso su tnooz: Top tips to maximize the impact of a hotel page on TripAdvisor. Vi consiglio di leggerlo e di farne tesoro. Per chi volesse saperne di più e affinare le tecniche delle quali si parla nel post segnalo il seminario (in lingua italiana) che TripAdvisor terrà in BIT a Milano il 18 febbraio dalle 14:00 alle 15:30.

martedì 1 febbraio 2011

In Olanda il cecchino non è miope!

Un post breve, anzi brevissimo. Giunge notizia via TTG che l'Olanda ha puntato la sua promozione 2011 espandendo il suo bello Holland.com con un sito parallelo che si occupa di: moda design e architettura!
Guardatevi Dutchdna2011.com. Invidiare gli olandesi non è peccato, fatelo pure!

Farmville e Cityville per Hotel 2.0

Ammettere di giocare a Farmville o a Cityville è un po' come fare outing. Ammetto che ho frequentato quei luoghi un po' per diletto, un po' perché ero ostinato a capirne i meccanismi virali e le probabili applicazioni commerciali. Non sono infatti da sottovalutare gli oltre 29 milioni di like di Farmville e i quasi 7,5 milioni di Cityville.

Perché ve ne parlo? Perché finalmente ho scoperto, grazie ad una segnalazione di una collega, che il business c'è e anche abbastanza simpatico. Vi faccio due esempi. Il primo è riferito a Farmville che rende disponibili le proprie carte in alcuni punti vendita, nell'immagine quelli americani.

Farmville
Quello che però mi ha fatto decidere di parlarvene in questo post è quello che accade su Cityville. La OLTA Hotels.com addirittura offre 64 city cash - in pratica il denaro per giocare - per ogni prenotazione che verrà effettuata sul suo sito.

Cityville

Dopo Foursquare, che definisco un mezzo di business prestato al gioco, ora siamo alla fase inversa: del gioco prestato al business. E mi torna sempre più in mente quella vecchia frase: col computer ci vada a giocare a casa, dopo l'orario di lavoro!

L'Isola d'Elba su TripAdvisor: un report di Officina Turistica dedicato alla reputazione on line

Dal 17 al 24 gennaio, aiutato da Ivo Riccio, ho raccolto un po' di dati relativi alle recensioni e all'utilizzo di TripAdvisor per gli hotel dell'Isola d'Elba, studiando i comportamenti dei viaggiatori e quelli di chi li ospita.

Sono state prese in esame le 116 strutture che risultano nella classifica hotel all'Isola d'Elba. TripAdvisor ne numera 127 ma quando vai a contarle tra quelle doppie e quelle che non si vedono se ne contano una decina in meno.

Ecco alcune note e particolarità emerse dal report: per quanto riguarda la classificazione per stelle c’è da far notare che i due cinque stelle elbani risultano, su TripAdvisor, ancora a quattro stelle. Nella suddivisione per comuni alcuni esercizi preferiscono non indicarlo rimanendo così nella directory Isola d’Elba ma non in quella del comune, altri indicano la frazione essendo rintracciabili solo nella classifica generale, ma non in quella per comune. Inoltre si rileva il doppio inserimento di Campo nell’Elba e Marina di Campo. Un hotel ha addirittura due schede aperte una nella frazione e una nel comune, diluendo le recensioni che - se unificate in un’unica scheda – consentirebbero alla struttura di registrare un punteggio migliore. Siamo stati anche costretti a controllare molti siti ufficiali e quello dell’APT per poter definire la categoria delle strutture, una altissima percentuale non la indica (91 strutture su 116). Non è facile comprendere se per distrazione, per scelta di marketing, per non curanza oppure perché semplicemente si è portati a credere, sbagliando, che se internet non interessa al titolare nessuno parla della struttura.

Il giudizio generale sulle strutture elbane è positivo (eccellente o molto buono) per oltre il 70% degli utenti di TripAdvisor, il 12% circa delle recensioni ritiene le strutture nella media e circa il 16% ne da un giudizio negativo.

Le risposte pubblicate dalle strutture sono una ogni 8 recensioni ricevute. Le medie di risposta sono maggiori con l'aumentare della categoria. In ogni caso si potrebbe e si dovrebbe fare meglio.

Una cosa emerge da questo report ed è riassunta nella frase che lo chiude ed è dedicata a tutti i gestori: non abbiate paura di TripAdvisor, le statistiche dimostrano che i vostri ospiti amano le vostre strutture più di voi.

Se volete approfondire la ricerca e fare delle considerazioni insieme a Officina Turistica non esitate a commentare e a contattarmi. Ecco il report completo su Slideshare, ci sono anche cinque semplici consigli per migliorare la tua visibilità e la tua reputazione on-line.

N.B. la ricerca è stata fatta quest'anno e non nel 2010 come erroneamente riportato nelle slides.

Un tuo commento sul blog è particolarmente gradito.