mercoledì 30 marzo 2011
Groupon: il punto di vista di Francesco Astolfi.
Ho impiegato due anni ma ci sono riuscito. Su Officina volevo dare spazio a diversi punti di vista magari coinvolgendo giovani promesse del marketing turistico. E' per questo che spesso è volentieri sul blog sostengo tesi in modo particolarmente forte, istintivo e sempre provocatorio. Di cosa sto parlando?
Del fatto che finalmente qualcuno prova a confrontarsi e a mettere giù qualcosa di costruttivo e veramente interessante. Ecco che Francesco Astolfi, dopo alcuni scambi su Twitter, Facebook, e commenti sul blog, finalmente si è deciso a mettere per esteso la sua tesi, ben fatta e discutibile [come le regole del Diegoli, suo guru ispiratore], sul fenomeno Groupon e a quelle che io definisco le distorsioni tariffarie nel settore alberghiero (un esempio).
Mi piace un sacco confronrtarmi e imparare da persone molto più giovani di me.
Francesco, quando vuoi postare su Officina i tuoi contributi sono i benvenuti, sia mai che mi ritrovo sul blog il Diegoli del futuro!!
Per leggere quel che pensa Francesco di Groupon andate sul suo bel blog.
Di lui segnalo anche il seguente commento che ha postato circa un mese fa sul post di Booking Blog Coupon sites e vendite flash: forse opportunità, forse minaccia alla disintermediazione dove Francesco, cosa che mi piace molto, rilascia anche dei commenti operativi, che in questo caso mi trovano daccordo su tutta la linea:
"gli hotels mancano di creatività e quando guardano alle loro camere vuote pensano sia sempre un problema di stimolo della domanda, da ottenere tagliando le tariffe. Mai una volta che pensino a come migliorare il proprio prodotto..
I coupon sites attecchiranno sull’hotellerie perchè, in un mercato che langue, allettano gli albergatori con numeri di utenti stratosferici. E gli albergatori spesso ci cascano perchè quei numeri non li vedono mai (anche se il web non dovrebbe essere sfruttato per i grandi numeri ma per l’elevata personalizzazione ed il rapporto diretto clienti-produttori che consente).
I grandi volumi dei coupon sites, infatti, non creeranno nessun reale valore aggiunto agli albergatori, neppure in temini di visibilità, la quale rimarrà appaggio dei coupon sites.
A meno di mettere in campo strategie particolari per fidelizzare localmente i clienti da coupon sites, costoro, che hanno una sensibilità al prezzo altissima ed una propensione alla fidelizzazione bassissima, rimarranno fidelizzati sempre più ai coupon sites, che il giorno promuoveranno l’hotel di turno, magari concorrente. Non solo: la base clienti di questo tipo si sta progressivamente allargando, intaccando anche fasce di utenza con redditi medi. Questo significa cannibalizzazione con altri canali distributivi.
Suggerisco agli albergatori di tagliare in bassa stagione le tariffe del 30-40% anzichè lavorare con i coupon sites. Di fare revenue management in maniera intelligente. Oppure di fare le proprie flash sales, sul proprio sito: abbatteranno il loro revenue medio ugualmente ma almeno fidelizzerranno a loro i clienti (e non a terze parti!)."
Grazie Francesco!!!
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Social Commerce
Ma quale Eco Friendly, è tutta questione di prezzo.
Prendo spunto dai risultati del sondaggio organizzato da Trivago, Apt Maremma Toscana e Bto Educational per proseguire con la polemica relativa a quello che ormai ho definito l'offertificio. Per l'analisi dei dati relativi alla propensione Eco dei frequentatori di Trivago vi rimando al blog di bandiera Trivagando in questo post.
Con alcuni post dal titolo un altro strepitoso metodo per ridurre il ricavo medio segnalo tutte quelle operazioni di marketing spinto che stanno abituando i viaggiatori a destreggiarsi tra offerte più o meno sotto costo, privilegiando la cultura del prezzo più basso possibile a quella del viaggio esperienziale, del controllo della brand reputation e, scusate se insisto del rispetto di chi lavora. La serie è proseguita con Post a una Professoressa [ovvero del ma quale brand reputation, è solo questione di prezzo] che risulta essere uno dei post più letti del blog. Ci sarà un perché?
Il percorso è lungo e tortuoso tra offerte, coupon, revenue, yeld, overcommission, top secret. Sono tutti elementi che a mio avviso dopano un mercato già provato nel fisico e nello spirito. Ci si dimentica che anche i dipendenti alberghieri alla fine saranno consumatori. Ma i dipendenti negli hotel diminuiscono e mi piacerebbe vedere anche come è evoluto o meno lo stipendio medio e il potere d'acquisto di coloro che negli hotel sono rimasti a lavorare.
Mi piacerebbe fosse vero che brand reputation, eco sostenibilità, serietà della gestione e ottimo servizio potessero in qualche modo aiutare gli operatori ad ottenere un congruo ricavo. Mi si dice che nel mercato attuale ciò è utopico: esisteranno solo prezzi bassissimi o altissimi. Io li vedo però sempre più bassi però, più che bassi sotto costo.
Ma torniamo ai risultati del sondaggio col quale ho aperto il post. Guardate questa tabella riepilogativa elaborata da BTO Educational e messa a disposizione di Officina da Roberta Milano che ringrazio:
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| Clicca sull'immagine per ingrandirla |
Mi pare emblematico il fatto che una scelta eco di una struttura sia poco premiata (seppur più rispettata che negli anni passati) infatti, a dimostrazione che la mia tesi che l'unica cosa che conta è il prezzo, è dimostrata dai dati: per una percentuale tra il 14 e il 31 per cento il prezzo è palesemente più rilevante, una grande percentuale lo rapporta a una scelta di business quindi quasi a un elemento finalizzato a rivalutare il prezzo, e siamo allo stesso punto. A tanti altri non interessa, il che significa che anche per questi l'Eco sostenibilità è praticamente irrilevante. Insomma anche in questo caso ribadisco la mia frase tormentone: l'unica cosa che conta è il prezzo. E non potete immaginare quanto questa cosa mi faccia male.
martedì 29 marzo 2011
Il Social Day di Maremma
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| La Prof. Milano e la finestra di Johari |
Proprio con lo stile 2.0 si è svolta questa giornata. E' iniziata domenica mattina con la visita al Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano accompagnati della direttrice Alessandra Casini e con una guida strepitosa. Il parco merita una visita lenta dice Fabrizio, e ti riempie di storie, aneddoti e ti fa rivivere la miniera anche come luogo di goliardici episodi lavorativi e non.
La Maremma merita! E a me, maremmano che ogni tanto ci ritorna, fa anche un'impressione strana scoprirla cresciuta e anche in modo virtuoso. Ci sono delle eccellenze come questa di Gavorrano con i suoi laboratori didattici e con un paese che abbraccia la miniera come volano di sviluppo nel passato e anche come speranza sostenibile nel futuro.
Dopo un bel pranzo in piena tradizione maremmana (con la trippa, il buristo, i fritti e le zuppe) al ristorante del Camping La Finoria, è arrivato il momento più importante del Socialday . I blogger maremmani, quelli invitati da altre zone d'Italia, gli operatori e rappresentanti delle pubbliche amministrazioni si sono riuniti parlando delle loro esperienze, proponendo metodi di comunicazione e collaborazione, hanno parlato di storytelling con un metodo partecipativo e con una unità di intenti che oserei definire innovativa.
Il motore di tutto è senza dubbio Francesco Tapinassi, da sempre sensibile ai temi dell'ospitalità, della sostenibilità (parlerò poi di Toscalab che trattava proprio di temi della sostenibilità) della reputazione della destinazione (on line e off line, la reputazione è una). E' raro trovare persone così collaborative, è meno raro che queste inneschino processi virtuosi se ad esse si mette a disposizione il terreno adatto. E allora ecco lo slogan: "in assenza di euro, facciamo lavorare i neuroni". Credo sia stato fatto, ora manca solo convogliare queste forze e aiutarle a raggiungere le persone alle quali interessa un turismo come quello maremmano che merita in ogni momento un attimo di approfondimento e riflessione.
Ho notato con piacere una inattesa ma bella e nutrita attività on line, non credevo, toppando in modo galattico e forse presuntuoso, che la Maremma delle tradizioni fosse scesa così prepotentemente on line. Tanto da relegare nell'oblio delle search di Google, in solo 12 mesi, le keyword che legavano nelle ricerche la parola maremma solo al pastore maremmano e alla parolaccia maiala (l'ho messa a metà post e molto "diluita" altrimenti Google ci ripensa e la ritira su). Un giornalista nei giorni scorsi ha esordito così? Tapinassi, ma è lei quello che ha fatto sparire da internet Maremma Maiala?
E' un opera, quella di risanare la presenza della Maremma sui motori di ricerca, della quale si deve dare merito all'Apt che ha profuso impegno, non solo rilanciando il sito ufficiale, ma coordinando l'operatività degli uffici informazione sparsi sul territorio unendoli in un network sociale che ha sfruttato Facebook in modo oserei dire magistrale.
E quindi facciamo parlare i maremmani:
Tra gli interventi dei blogger quello di Roberta Milano che ha parlato della matrice o finestra di Johari sottolineando l'importanza di restringere l'area contenente "ciò che non so di me e non comunico" e quindi la necessità di lavorare per migliorare ciò che sappiamo di noi stessi e comunichiamo agli altri.
Ma ho scoperto ancche una marea di blogger locali: Le avventure gastronomiche di Massimo Bucci che chiude il suo intervento dicendo che il denaro contante sono le emozioni (revisione maremmana del Cluetrain Manifesto). L'Acquario dell'Argentario ha il suo blog così come la brava addetta all'ufficio turistico di Pitigliano Cinzia Tagliaferri e tutti mettono la loro passione al servizio dei viaggiatori.
Ecco che i cantanti del maggio di Braccagni decidono di fare un blog piuttosto di un sito statico: "ché il blog da più soddisfazione". L'assessore al turismo di Manciano parla di Vivamus e del suo sviluppo grazie alla rete, una case history esemplare per promuovere cultura e territorio grazie al coinvolgimento dei turisti.
Tra i blogger "ospitati" Lidia Marongiu ha parlato di Progetto WTM un gruppo di specialisti di marketing che ha fatto rete e ha ottenuto ottimi risultati di visibilità e ha prodotto buoni contenuti ad uso e consumo degli operatori. Lidia, parlando di storytelling ha accennato a Thomas Shelling, economista premio nobel, che poneva particolare attenzione al racconto delle esperienze. Officina Turistica ha presentato i risultati dell'esperimento Social Media Team della Festa dell'Uva di Capoliveri, ritenuto da molti come uno degli esempi di comunicazione innovativa di una destinazione. Anche in questo caso un sistema ideato e maturato in rete che ha superato ogni più rosea aspettativa.
Il bel pomeriggio si è chiuso dopo un dibattito che ha coinvolto blogger, operatori di settore: dalla segretaria d'hotel, alla funambolica proprietaria del B&B senza piscina. Si è chiuso con la frase di Tapinassi: "Noi non diciamo che bisogna fare sistema. Noi il sistema lo facciamo". Mi sento di dargli ragione: per quanto ho potuto vedere a Gavorrano, e per quanto ho avuto modo di notare, da un anno a questa parte, dagli Stati Generali del Turismo alla Principina dove su sei tavoli di lavoro Tapinassi riusci a far lavorare insieme oltre 400 persone. Questo post è dedicato a tutti coloro hanno contribuito al conseguimento di questi risultati, un po' meno a chi ha deciso di chiudere indistintamente tutte le Apt di Toscana.
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Social Media
mercoledì 23 marzo 2011
Altri strepitosi metodi per ridurre il ricavo medio, questa volta aumentando anche i costi: TripAdvisor e Groupon
| La lettera del gufo più temuto dagli albergatori |
L'invito è pressante. L'attivazione del profilo consente di inserire i recapiti della struttura, il link al sito internet e la mail diretta. Ho sempre consigliato di farlo solo se a tariffe scontate o in offerta perché la tariffa piena è elevatissima e, a mio parere, sul mercato italiano non garantisce i ritorni che TripAdvisor ha recentemente reso pubblici e che, anche a detta di operatori italiani non sono numeri ripetibili, almeno adesso in Italia. Se vuoi consultare le statistiche di TripAdvisor curate da Forrester clicca qui.
Ma ritorniamo alla missiva di TripAdvisor. In prima pagina a destra si legge:
TripAdvisor Una storia di successo. Parla tale Allison Kneubuhl, direttore creativo di Allimar Marketing che sostiene che grazie alle offerte su TripAdvisor ha venduto addirittura tra 200 e 250 pernottamenti in due mesi. Purtroppo non ci spiega quanto ha pagato, quante camere ha l'albergo del quale si occupa a che tariffe ha venduto. Qualcuno mi dirà ma dai, ha fatto l'offerta usando l'invenduto storico preferendo creare qualche leads e che l'offerta incisiva che fa leva sulla tariffa serve per far esplodere la domanda...
Qualche giorno fa ho pubblicato il post a una professoressa ovvero del ma quale brand reputation è solo questione di prezzo (gia nei top 5 post più letti nella storia di Officina, qualcosa vorrà pur dire) e questa lettera di TripAdvisor me ne da conferma.Ce ne sono anche altri su Officina che come titolo hanno lo stesso di questo post Un altro strepitoso modo...
Passiamo alla seconda pagina della lettera di TripAdvisor dove sono elencati i cinque passi per aumentare le prenotazioni on line:
1 - Publicare un'offerta speciale - QUALUNQUE offerta speciale! [si scritto proprio così in maiuscolo]
2 - Pubblicate i periodi di bassa stagione
3 - Cambiate spesso le offerte
4 - Controllare il tasso di conversione
5 - Evitate gli intermediari [colpo di scena?!]
A parte il punto 4 (tecnico) e il punto 5 (al quale mi verrebbe da esclamare: da quale pulpito) il resto è tutto basato sulle offerte, addirittura a destra nella spalla della seconda pagina c'è anche la fabbrica delle offerte, in poche parole si spiega che dopo aver acquistato il profilo aziendale su TripAdvisor [ripeto aderite solo alla tariffa in promozione, facciamolo anche noi, sfruttiamo le offerte ;)] dovrete, per vendere le vostre camere, praticare: Sconti aumentando il valore medio delle prenotazioni promuovendo soggiorni multipli grazie all'offerta speciale "Prenota X notti e ricevi una notte in più in omaggio", offri gratuitamente una bottiglia di vino, trattamenti alla SPA, o una cena al ristorante dell'hotel, offrite vantaggi com l'upgrade gratuito in camere di classe superiore che altrimenti rimarrebbero invendute.
Siamo alle solite, niente di nuovo, solo un intemediaro più o meno occulto che si frappone tra hotel e ospite, ma se proponeste tutte quelle belle offerte per e-mail ai vostri contatti cosa pensate? Non avreste un ritorno maggiore, una valore risparmiato diviso tra voi e i vostri ospiti potrebbe dare alla struttura quello sprint che le manca, non farei operazioni come quella di TripAdvisor prima di aver sfruttato al massimo il mio database. Pensiamoci e se avete da aggiungere qualcosa vi prego di farlo commendando su questo blog.
P.S. oggi sul mio profilo Twitter e Facebook si sono sviluppate due discussioni su un'altro offertificio che è Groupon, [spiegherò nei prossimi giorni come funziona, sempre che riesca a caprilo] diversi punti di vista, vari commenti, tutti interessanti. Ma il prolema di fondo che vorrei far emergere è che tali livelli tariffari non sono più percepiti come livelli d'offerta, come affari del momento, come un mordi e fuggi, ma come un livello standard che non serve neanche a fidelizzare perché chi è sensibile alla tariffa seguirà sempre l'offerta e non il fornitore.
Altro dubbio: perché dobbiamo continuare a dotarci di strumenti che, lo dicono gli stessi proponenti il servizio, per funzionare hanno bisogno di essere supportati da offerte incisive?
Un amico non del settore turistico, giornalista affermato e residente nelle capitale sedicente drogato di Groupon e siti simili alla mia domanda: Mi farebbe piacere sapere se dopo aver usufruito delle tariffe in offerta su detti siti, sei poi ritornato nelle stesse strutture (hotel, Spa, ristoranti...) disposto a pagare o meglio pagando l'intera tariffa? Risponde: Ancora no Robi, ho comprato, in un caso ho già consumato, una cena in un ristorante, ma non ho dato seguito al di fuori dei coupon... certo è che nel mio caso, comprando uno stock di cene a roma ammortizzo molto la voce spese al ristorante... diciamo che sono più allettato dall'idea di risparmiare subito piuttosto che iniziare un percorso di fidelizzazione.
Per onestà c'è anche un altro amico, questo del settore, che ha risposto @Robi dipende da come mi sono trovato.
E voi che ne pensate? Iniziamo ad uscire da questo vortice o ci abbandoniamo a raschiare fino all'ultimo cent?
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martedì 22 marzo 2011
ToscanaLab: lunedi a Massa Marittima ci sarà Donald Norman e un sacco di bella gente
Web 2.0: sviluppo solidale, etico e sostenibile
Il 28 marzo torna in scena ToscanaLab, con una edizione speciale interamente dedicata ai temi della sostenibilità e che vedrà relatori di fama internazionale confrontarsi su un nuovo paradigma: Internet migliora la qualità della vita e non può farlo che facilitando e rendendo diffusi e praticabili percorsi di sostenibilità sociale ed ambientale.
Ma il gran colpaccio è che il tour di Donald Norman toccherà anche ToscanaLab #sostenibilità @maremma Lunedì 28 Febbraio in uno dei luoghi più suggestivi della Toscana, a Massa Marittima.
“La tecnologia migliore è quella che non si vede, perché è tanto semplice da usare da diventare trasparente”
Il campo di ricerca di Donald Norman è lo studio dell'ergonomia, del design e più in generale del processo cognitivo umano.
Donald è molto amato dal suo pubblico: figura chiave nei dibattiti sull'usabilità e sul ruolo del design (è l'autore del celeberrimo "La caffettiera del masochista"), Norman ha un piede nell'accademia e uno nell'industria, due realtà che concilia nella propria ricerca teorica.
Oggi Donald Norman si focalizza sugli aspetti più emotivi della cognizione, esaltando quegli oggetti progettati per essere sì facilmente utilizzabili, ma anche in grado di coinvolgere emotivamente chi li usa quotidianamente.
Succulento antipasto:
Donald Norman al TED
Oltre a Donald Norman, la sessione della mattina del ToscanaLab #sostenibilità @maremma offre un programma molto allettante, ricco di testimonianze sul tema della sostenibilità ai tempi del WEB 2.0
Che c'azzecca BTO Educational?
Internet Better [ Sustainable ] Tourism
BTO Educational contribuisce a questo ToscanaLab con la responsabilità della sessione pomeridiana: il programma scientifico è costruito attorno al concetto di ecosistema, declinato in chiave di Marketing Territoriale.
Ouverture un'analisi di contesto, poi piatto forte una riflessione con il pubblico su un survey proposto alla comunità dei viaggiatori di trivago.it, per poi finire con due interessanti storie.
Lo Staff di Officina Turistica ci sarà, e tu?
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Eventi e seminari
Il Social day della Maremma domenica 27 marzo a Massa Marittima
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| Massa Marittima - Giostra del Girifalco - Immagine Girovagate |
I tag emersi dai lavori precedenti hanno fornito gli input all’Agenzia per il Turismo di Grosseto, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, per organizzare il primo SOCIAL DAY della Maremma
Una giornata d'incontro interamente dedicata alla Maremma dei blog e dei Social Media.
Qualcosa è cambiato! Quotidianamente giornali, tv, radio e web persistono sul fatto che i social media stanno rivoluzionando il nostro modo di vivere. Di conseguenza anche il marketing e la comunicazione turistica stanno evolvendo, proprio perchè sono gli stessi turisti che evolvono.
Un turismo non più basato esclusivamente sul "vedere o scoprire nuove località", bensì vivere esperienze autentiche nel e con il territorio. Emozioni ed esperienze sono le parole chiave per distinguersi nel settore turistico, ma ciò non basta. Nel settore turistico, per emergere e differenziarsi dalle altre destinazioni occorre conoscenza ed integrazione nel territorio, specialmente se tali informazioni vengono approfondite e pubblicate sul web dai blogger.
Il Social Day è l'evento di raccordo tra il mondo online e offline con il fine di instaurare reciproci legami e conoscenze con la destination Maremma, per favorire il dialogo verso una maggiore integrazione e sinergia con il territorio in ottica di comunicazione turistica. Si ritiene di fondamentale importanza la conoscenza delle specificità del territorio, specialmente se esse provengono da persone che vivono il territorio nella sua interezza.
Alla giornata parteciperanno i blogger del territorio della Maremma, ma soprattutto blogger influenti nel panorama italiano nel mondo eco-sostenibilità e non solo, al fine di conivolgerli, nel modo più allargato possibile, in potenziali sviluppi di strategie in ottica di sostenibilità, sia ambientale che economica che sociale, valori questi che costituiscono l'identità del brand Maremma.
Per il Social Day, 27 marzo 2k11, saremo ospiti di: Parco Nazionale Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere a Gavorrano. Nella struttura, nata nel 2003, con lo scopo di riqualificare e valorizzare il passato minerario dell’alta Maremma, è possibile visitare il Teatro delle Rocce, realizzato in una vecchia cava mineraria, luogo suggestivo ed unico, simbolo della fusione tra paesaggio naturale e opera umana ed il Museo in Galleria, ricavato interamente in 150 metri sotto terra, in una vecchia galleria usata come deposito degli esplosivi. LEA Finoria Coop. Nuova Maremma che offrirà il pranzo, per chi desidera partecipare a tutta la
giornata, presso il Ristorante L’Alberaio all’interno del Campeggio La Finora. Per il tavolo di lavoro la Cooperativa metterà a disposizione degli ospiti Laboratorio di Educazione Ambientale sempre presso il Campeggio La Finora.
Questo il programma della giornata:
ore 11.30 – visita guidata del Parco Archeminerario (Centro visite)
ore 13.00 – pranzo offerto dalla Coop La Finoria (Campeggio La Finoria)
ore 14.30 – Inizio lavori
Parteciperanno alla giornata: per BTO Educational Roberta Milano e Robert Piattelli, per progetto WTM i convocati sono Lidia Marongiu, Alessio Carciofi e il sottoscritto.
Ma in Maremma sarà una due giorni col botto. Lunedì c'è Toscanalab, domani vi racconto tutto.
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Social Media
lunedì 21 marzo 2011
Eppur si muove: il turismo raccontato
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| Quando i blogger invasero l'Elba - Benefortiphoto |
Il primo, quello di Francesca si chiama Diario di Bordo di un'albergatrice stropicciata: Francesca è un torrente in piena o come uno di quei cavalli che tende a scartare in curva, solo per la potenza con la quale vuole affrontare la prossima dirittura e allora leggete il diario e la passione che trasmette.
Il secondo (solo per motivi di data di varo) è quello di Cristiana dal titolo Elba Turismo, non è proprio un blog, è un portale di servizio al turista ma, anche in questo caso se si leggono i vari articoli, si respira l'Elba dei "residenti" che si offre con il meglio di se all'ospite.
Forse le due autrici si arrabbieranno un po' ma Officina si sente di aver contribuito all'innesco di queste nuove avventure. Questi due blog rappresentano per me, e per coloro che sostengono questo blog, un bel risultato e l'inizio di una fase collaborativa diversa, forse mai esistita all'Elba, ma non voglio esagerare. La Festa dell'Uva di Capoliveri e il suo social media team sono stati come la benzina sul fuoco per queste iniziative. Andremo avanti.
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| La Nazione annuncia l'iniziativa |
[...] I'd like to thank them all including Francesca, Robi Veltroni, Alessio Carciofi and many other for their success in creating a friendly environment so much useful to exchange information and develop powerful ideas!Si avete visto bene, tra i menzionati c'è Francesca, quella stropicciata, ma c'è anche Alessio Carciofi. Cos'ha combinato costui? Guardate un po' Umbria on the Blog, un esperimento innovativo messo in piedi insieme a Confindustria Umbria e dedicato alla narrazione del terrritorio da parte dei blogger. Guardate anche i blogger, ce ne sono alcuni che hanno fatto parte sia di #elbauva2010 sia di #bto2010 i due social media team che ho avuto il piacere di coordinare l'anno scorso, ora mi domando? Chi coordinerà i blogger di #elbaprimavera2011? E #elbaprimavera2011 non è un hashtag troppo lungo come direbbe la mia adorata prof ganziale?
Thank you so much guys
Let’s stay in touch
Marco (Casa Gentili)
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lunedì 7 marzo 2011
Profili aziendali TripAdvisor
Nei giorni scorsi TripAdvisor ha pubblicato i risultati dello studio commissionato alla Forrester Consulting circa il ROI dei profili aziendali offerti dal sito di recensioni. In questo post espressi qualche dubbio (che continuo ad avere): secondo me l'abbonamento, almeno nella versione annuale è troppo caro.
Qual è la vostra esperienza in merito? Avete mai provato a sottoscrivere questa soluzione? Quante richieste o telefonate avete ricevuto da questa fonte? Quanti click ha generato il profilo aziendale TripAdvisor al vostro sito? Mi farebbe molto piacere leggere alcuni vostri commenti.
Qual è la vostra esperienza in merito? Avete mai provato a sottoscrivere questa soluzione? Quante richieste o telefonate avete ricevuto da questa fonte? Quanti click ha generato il profilo aziendale TripAdvisor al vostro sito? Mi farebbe molto piacere leggere alcuni vostri commenti.
Di seguito le info comunicate da Tripadvisor
Per la Sabre Hospitality Solutions, Forrester riporta che i 154 hotel clienti di Sabre stanno ricevendo una media di $6 in prenotazioni incrementali per ogni dollaro speso, con alcuni hotel di riceventi fino a $20. I Profili Aziendali producono un " più che positivo 410% ritorno sugli investimenti e un lasso di due mesi per recuperare" l'investimento.
Per il report completo (in inglese), clicca qui.
Il secondo studio riguarda gli ottimi risultati ottenuti da 20 Hotel di proprietà di un'organizzazione anonima ed esamina attentamente un hotel di New York City. La Forrester riporta che i 20 alberghi hanno registrato un tasso di conversione in prenotazioni del 1:86 e per l'hotel di New York City, i Profili Aziendali hanno prodotto un positivo 4,660% ritorno sugli investimenti.
Per il report completo (in inglese), clicca qui.
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venerdì 4 marzo 2011
I rapporti con Twitter? Veloci ed intensi [Post di Ivo Riccio]
Twitter meglio di facebook? Durante il panel “TW Stars. Le Celebrities televisive e Twitter” inserito all'interno della Social media week, si è parlato di quanto twitter sia più adatto all'interazione e porti ad una profondità di rapporto maggiore rispetto a facebook.
Come strumento (perché alla fine sempre di questo si tratta) il suo utilizzo può variare: dal professionale al personale. Durante l'appuntamento romano si è parlato delle persone con un largo seguito di follower (in particolare quella sera si parlava delle “star” televisive, musicali e non) e di come queste lo utilizzino e riescano a coinvolgere gli utenti.
Da Britney Spears che twitta mentre prepara una serie tv, passando per Stefano Gabbana fino alla fashion blogger Anna Dello Russo i diversi modi per usare twitter hanno chiaramente effetti diversi.
Stephen Fry per esempio (al momento in cui scrivo ha oltre 2milioni di follower) ha utilizzato twitter per chiarire la sua posizione a proposito di una sua intervista interpretata malamente dall'Observer. Bypassando così la stampa, le interviste e i vecchi mezzi di comunicazione per dare la sua versione dei fatti. Ha scaldato e mobilitato i suoi follower dicendo che non avrebbe più twittato a causa di continui “flame” (messaggi ostili o provocatori). Quando disse che avrebbe lasciato la piattaforma di microblogging ci fu quasi una “twitt-sommossa” che lo convinse a tornare. Potere della comunità.
Tutti questi esempi nell'utilizzo di twitter hanno fatto emergere alcuni elementi in comune che, se tenuti in considerazione, aiutano a mantenere alta la partecipazione degli utenti e quindi a migliorare l'immagine che questi percepiscono dal nostro comportamento on line.
Tra i più importanti c'è la regola d'oro: rispondere ai commenti quando si viene taggati. Gabbana risponde a tutti, o quasi, non senza aver creato difficoltà al suo staff.
Non solo, ma bisogna essere anche veloci. La cronemica è fondamentale: non possiamo pretendere che su twitter si mantengano gli stessi ritmi di conversazione ai quali siamo abituati con le email; così come non ci aspettiamo di ricevere una risposta dopo lungo tempo quando usiamo una chat.
Non solo, ma bisogna essere anche veloci. La cronemica è fondamentale: non possiamo pretendere che su twitter si mantengano gli stessi ritmi di conversazione ai quali siamo abituati con le email; così come non ci aspettiamo di ricevere una risposta dopo lungo tempo quando usiamo una chat.
Nel mondo del tutto e subito stabilire delle relazioni è oro, ma necessita di tempo e costanza.
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Video Marketing: un esempio
I video sono considerati, attualmente, come i mezzi più efficaci per invogliare potenziali ospiti a raggiungere una destinazione o un albergo in particolare. Questa serie, segnalata via Twitter da Daniel Edward Craig realizzata da Embassy Suite Hotels e postata sul canale aziendale su You Tube è veramente simpatica, ben realizzata e uno spunto interessante se hai da pianificare una campagna video. Tra le altre cose i brevi filmati mettono in evidenza, in modo assai brillante, il fatto che gli ospiti pretendano sempre di più... non sempre accettando di pagare qualcosa in più. Ecco Mr. More e che l'abbondanza diventi comicità! Sii brillante, veloce, efficace e, come sempre, se non hai niente da comunicare, non metteterti a fare o a farti fare un video!
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mercoledì 2 marzo 2011
Post a una professoressa [ovvero del: ma quale brand reputation è solo questione di prezzo]
da circa tre anni seguo, con particolare interesse e attenzione, le dinamiche e lo sviluppo delle tecniche di vendita e comunicazione del turismo on-line, sai tu con quanta dedizione.
Seguo con particolare interesse i tuoi accorati inviti, in particolare ai destination manager, circa la buona pratica per la gestione della presenza e della reputazione on line.
Sono attento alle tecniche di revenue e non disdegno frequentare sedicenti “disintermediatori” e affermate OLTA internazionali che predicano:
- Cura la brand reputation;
- Inserisci immagini migliori e accattivanti della struttura;
- Cura la descrizione della struttura;
- Offri la parity rate su tutti i canali;
- Realizza un sito che converte.
Dopo aver seguito tutti questi consigli e attuato tutte le best practice, nulla è più importante dell’offerta, sì l’offerta. Dopo aver pagato profumatamente sito, commissioni (dal 10% fino al 35% in alcuni casi) bisogna entrare nel girone infernale dell’offerta.
In passato avevo pensato che unire una serie di servizi al turista/ospite, offrendo un pacchetto che avesse un valore aggiunto a livello di opportunità di viaggio, sarebbe stato sufficiente per garantire un margine onesto mantenendo un buon rapporto qualità/prezzo. E se tutto questo non bastasse più?
Le OLTA e i sedicenti “disintermediatori”, rilevando livelli d’occupazione bassi, invitano a una serie di operazioni che hanno del brivido, ti elenco le ultime proposte:
Stay 2 save 20%, Stay 3 save 30%, stay 4 save 40%, ai quali devi aggiungere la commissione del 30% circa.
Su 100 euro: 30 alla OLTA, 40 nel nulla, con 30 devi soddisfare l’ospite, pagare il personale e magari avere un ritorno sul capitale investito. Mi pare che il modo si divida in chi vende pur di vendere e chi compra pur di comprare. Credo che un fenomeno del genere meriterebbe alcune riflessioni.
In questi giorni all’Elba (meta che nell’immaginario collettivo è una destinazione costosa) si può prenotare una struttura tre stelle a 28 euro al giorno in doppia, l’acquisto si può fare tramite una OLTA che, nella migliore delle ipotesi, si prende il 18% di commissione. Con 23 euro l’albergatore deve organizzare un servizio che, quanto meno comprenda una prima colazione (cameriere) e un allestimento camera (cameriera) e magari mettiamo un segretarino al ricevimento. Chi guadagna in tutto questo ambaradan? (ambaradan si potrebbe anche sostituire con bunga-bunga)
Un’altra nota scoraggiante l’ho letta ieri, questa è tratta da City Milano:
“Ora l’hotel si prenota senza saperne il nome (e la tanto osannata reputation che fine ha fatto? nda), risparmio on line fino al 75%” e si parla della formula inventata da una famosa OLTA che consente agli albergatori di abbassare il proprio prezzo senza “perdere la faccia” e sfuggire alla dura legge della parity rate. Ne avevo già parlato più di una volta sul blog. Questa famosa OLTA precisa che il 10% del prenotato passa attraverso questa formula con una crescita del 51% (superiore assai alla crescita media del settore on line)
Ma ci sono anche altre Olta che si affacciano a questo sistema, guarda questo post.
Dunque mi chiedo:
- È giusto continuare a predicare che gli albergatori devono efficientarsi in particolare a livello di qualità per ottenere una buona reputazione su internet?
- Quanto vale in questo contesto investire in qualità piuttosto che in scontistica?
- In quanti anni si può far valere la qualità sulla scontistica?
- I consumatori sono consapevoli che una camera in hotel 4 stelle a 36 euro, come da ultima newsletter ricevuta, è venduta sotto costo, è un’offerta non ripetibile e che se tale tariffa divenisse standard si dimezzerebbero i posti di lavoro nel turismo?
Un cameriere, la settimana scorsa, parlava con un ospite dell’hotel dove ho alloggiato: sono qua, sottopagato in attesa di tempi migliori… non è una coincidenza che il prezzo che ho pagato fosse abbastanza basso?!
Quando in settimana, cara prof ganziale, ti ho invitato a cambiare interlocutore volevo farti partecipe del fatto che bisognerà istruire il turista a un acquisto etico del viaggio: prenotare una vacanza in un hotel familiare di ottima qualità a bassissimo prezzo solo perché i quattro ipotetici familiari/gestori lavorano in hotel 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, e ringraziarli perché ti hanno fatto anche la torta della nonna in casa, è un po’ come comprare il pallone a basso costo cucito dal bimbo coreano o vietnamita a due dollari al giorno.
Cara prof. è un marketing duro quello del turismo, ecco perché bisognerebbe, quando si parla di prezzi e offerte, sapere un po’ fino a quale livello, se è giusto che ce ne sia uno, è tollerabile dimenticarsi della dignità di chi lavora.
Che utilità ha un settore che non produce lavoro? Lo sai prof. che ogni 100 colleghi che avevo a gennaio 2010, 4 da dicembre sono senza lavoro? Lo sai cara prof. che nel settore ricettivo si verifica la più alta evasione fiscale?
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martedì 1 marzo 2011
Arriva il primo corso firmato Progetto WTM
Finalmente è arrivato il momento tanto atteso! In collaborazione con Young Digital Lab, Progetto WTM apre le iscrizioni al primo corso di Social Media Marketing Turistico. Per YDL è il primo tuffo nel settore turistico ma l'unione tra queste due realtà, a mio avviso, garantirà la buona qualità dell'evento. Una sola cosa non mi trova d'accordo, il prezzo di 125 euro + iva compreso il light lunch, mi pare un regalo. Ma che ci possiamo fare? C'è la crisi. Non perdete l'occasione, una giornata di formazione e scambio di idee fa sempre bene!!!
Il corso si svolgerà il 24 marzo a Roma, presso Ateneo Impresa, Palazzo Giannelli Viscardi, in Corso Vittorio Emanuele II, 18. Il costo del corso: 125 euro + IVA comprensivo di coffee break e pranzo
COME PARTECIPARE?
Per iscrivervi, dovete semplicemente:
- Scaricare da qua il Modulo di Iscrizione a Young Digital Lab Roma e inviarlo compilato e firmato a michelepolico@gmail.com
- pagare la quota di partecipazione di 125 Euro + IVA nelle modalità indicate nel modello
Progetto WTM e Young Digital Lab vi aspettano a Roma!
P.S. di solito concordo, con gli organizzatori dei corsi, delle scontistiche per i lettori di Officina Turisica, ma questa volta la quota d'iscrizione, lo ripeto, mi pare fin troppo vantaggiosa. :)
Il corso si svolgerà il 24 marzo a Roma, presso Ateneo Impresa, Palazzo Giannelli Viscardi, in Corso Vittorio Emanuele II, 18. Il costo del corso: 125 euro + IVA comprensivo di coffee break e pranzo
COME PARTECIPARE?
Per iscrivervi, dovete semplicemente:
- Scaricare da qua il Modulo di Iscrizione a Young Digital Lab Roma e inviarlo compilato e firmato a michelepolico@gmail.com
- pagare la quota di partecipazione di 125 Euro + IVA nelle modalità indicate nel modello
Progetto WTM e Young Digital Lab vi aspettano a Roma!
P.S. di solito concordo, con gli organizzatori dei corsi, delle scontistiche per i lettori di Officina Turisica, ma questa volta la quota d'iscrizione, lo ripeto, mi pare fin troppo vantaggiosa. :)
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