"Che ne sanno loro della salsa soubise?"
Cesare Andrisano
La citazione sopra potrebbe sembrare presuntuosa o lo sfogo di un albergatore deluso. Chi conosce Cesare sa che non è così. Cesare dirige una casa che ha ottime recensioni e clientela di buon livello. Ma per ruoli e competenze ama interrogarsi sulla situazione contingente del turismo. Una situazione preoccupante della quale abbiamo parlato a lungo durante una bella cena. Abbiamo ricordato i tempi nei quali il turismo rappresentava una dignitosa fonte di reddito per il paese e per chi vi lavorava. Un periodo in cui aver fatto la scuola alberghiera in Svizzera, mi diceva Cesare, significava comprendere come fare un lavoro a regola d'arte.
E' arrivato il turismo per tutti a rovinare la partita? Ce lo siamo chiesti e è venuta fuori un'altra frase scomoda ma vera: "i sacrifici si fanno per mangiare o per mandare i figli a scuola. Fare debiti per andare in vacanza non va bene".
L'ultimo resoconto di HotBooking.com, ne potete leggere un riassunto qui, registra un incremento del 30% delle ricerche, con una media di 5 preventivi per scegliere la vacanza. E se questo accade in rete vi posso assicurare che accade anche al telefono e sulle scrivanie degli agenti di viaggio, 6/7 preventivi.
Altri risultati del resoconto di HotBooking sono preoccupanti:
"Un andamento che si rispecchia nel calo di budget degli italiani da destinare alle vacanze. Per la famiglia con uno o due bambini (entro gli 11 anni) passa infatti da 900 euro a 700 euro (-22%) per vacanze nel mese di giugno e nei primi 10 giorni di settembre. Vedono invece calare la propria capacità di spesa da 1200 euro a 900 euro (-25%) i nuclei familiari che vanno in vacanza nel mese di luglio, mentre scende da 1800 euro a 1300 euro (-28%) la disponibilità per le ferie di agosto"
Ma quello che più preoccupa è questo:
"Ma in tempo di crisi, con i budget che si vanno assottigliando, cresce la spasmodica ricerca del miglior rapporto qualità/prezzo, una richiesta infinita di preventivi e di scontistica, fino a trovare la struttura disposta ad uniformarsi al budget del cliente e non viceversa"
Negli anni passati pubblicavo il resoconto degli occupati nell'industria alberghiera, assunse il ruolo di bollettino di guerra e decisi di smettere di contare morti e feriti non pubblicando più. Il low cost, il first minute e il last minute, le tariffe al ribasso, il social commerce esasperato, il lavoro interno alle strutture terziarizzato a ditte esterne hanno svilito e svalutato il prodotto alberghiero italiano.
Accettare la sfida al ribasso delle tariffe, semplicemente riducendo i costi del personale, dei servizi e delle manutenzioni, spesso crea povertà. Una povertà che però non è sottratta all'esame critico di recensori con potere d'acquisto bassissimo che faticano a godersi vacanze pagate troppo in rapporto al loro reddito.
Se poi si incrocia il resoconto di HotBooking con le previsioni del crollo degli occupati del settore - 2 milioni di persone che lavorano nel settore subirebbero un calo di almeno 50 mila unità (Bocca, aprile 2012) e con i pessimi dati sull'occupazione delle camere divulgati dall'ISNART (speriamo che nei prossimi mesi migliori la situazione) - c'è da mettersi le mani nei capelli.
Dare la colpa al clima credo serva a poco, ridurre i prezzi abbiamo visto che non porta a nulla se non alla bassa occupazione di camere e di dipendenti. Sui nuovi marketing e social commerce sapete come la penso. Il revenue? si basa sullo storico e sulla previsione di richiesta, un po' come i sistemi automatici di Wall Street e sappiamo come andò a finire...
Oggi ho ricevuto questa mail, seguiva un'offerta nella quale offrivamo uno sconto del 20% e il passaggio traghetto fortemente scontato, offerta che il nostro gruppo "spara" in perfetta parity in tutta Italia on e off line:
... la ringrazio dell'offerta, sono molto tentata dalla Vostra struttura ma devo ammettere di aver ricevuto delle proposte molto più vantaggiose a parità di servizi. Essendo quattro le camere, se le è possibile, la pregherei di rivalutare quanto preventivato, riprenderei in considerazione la proposta.
Sarebbe lecito chiedersi se, una volta portato lo sconto oltre il 30%, il "potenziale ospite" accetterebbe di buon grado una riduzione della qualità del 30%.
Quali possono essere i rimedi? Una riqualificazione delle strutture, una maggiore professionalità, in particolare nella filiera della vendita, e iniziare a prendere in considerazione il fatto che non tutti i "potenziali clienti" possono essere ospiti e possano comprendere la salsa soubise e la sella di vitello alla Orloff, ché sono storie che mettono i brividi solo a sentirle raccontare.
Altri risultati del resoconto di HotBooking sono preoccupanti:
"Un andamento che si rispecchia nel calo di budget degli italiani da destinare alle vacanze. Per la famiglia con uno o due bambini (entro gli 11 anni) passa infatti da 900 euro a 700 euro (-22%) per vacanze nel mese di giugno e nei primi 10 giorni di settembre. Vedono invece calare la propria capacità di spesa da 1200 euro a 900 euro (-25%) i nuclei familiari che vanno in vacanza nel mese di luglio, mentre scende da 1800 euro a 1300 euro (-28%) la disponibilità per le ferie di agosto"
Ma quello che più preoccupa è questo:
"Ma in tempo di crisi, con i budget che si vanno assottigliando, cresce la spasmodica ricerca del miglior rapporto qualità/prezzo, una richiesta infinita di preventivi e di scontistica, fino a trovare la struttura disposta ad uniformarsi al budget del cliente e non viceversa"
Negli anni passati pubblicavo il resoconto degli occupati nell'industria alberghiera, assunse il ruolo di bollettino di guerra e decisi di smettere di contare morti e feriti non pubblicando più. Il low cost, il first minute e il last minute, le tariffe al ribasso, il social commerce esasperato, il lavoro interno alle strutture terziarizzato a ditte esterne hanno svilito e svalutato il prodotto alberghiero italiano.
Accettare la sfida al ribasso delle tariffe, semplicemente riducendo i costi del personale, dei servizi e delle manutenzioni, spesso crea povertà. Una povertà che però non è sottratta all'esame critico di recensori con potere d'acquisto bassissimo che faticano a godersi vacanze pagate troppo in rapporto al loro reddito.
Se poi si incrocia il resoconto di HotBooking con le previsioni del crollo degli occupati del settore - 2 milioni di persone che lavorano nel settore subirebbero un calo di almeno 50 mila unità (Bocca, aprile 2012) e con i pessimi dati sull'occupazione delle camere divulgati dall'ISNART (speriamo che nei prossimi mesi migliori la situazione) - c'è da mettersi le mani nei capelli.
Dare la colpa al clima credo serva a poco, ridurre i prezzi abbiamo visto che non porta a nulla se non alla bassa occupazione di camere e di dipendenti. Sui nuovi marketing e social commerce sapete come la penso. Il revenue? si basa sullo storico e sulla previsione di richiesta, un po' come i sistemi automatici di Wall Street e sappiamo come andò a finire...
Oggi ho ricevuto questa mail, seguiva un'offerta nella quale offrivamo uno sconto del 20% e il passaggio traghetto fortemente scontato, offerta che il nostro gruppo "spara" in perfetta parity in tutta Italia on e off line:
... la ringrazio dell'offerta, sono molto tentata dalla Vostra struttura ma devo ammettere di aver ricevuto delle proposte molto più vantaggiose a parità di servizi. Essendo quattro le camere, se le è possibile, la pregherei di rivalutare quanto preventivato, riprenderei in considerazione la proposta.
Sarebbe lecito chiedersi se, una volta portato lo sconto oltre il 30%, il "potenziale ospite" accetterebbe di buon grado una riduzione della qualità del 30%.
Quali possono essere i rimedi? Una riqualificazione delle strutture, una maggiore professionalità, in particolare nella filiera della vendita, e iniziare a prendere in considerazione il fatto che non tutti i "potenziali clienti" possono essere ospiti e possano comprendere la salsa soubise e la sella di vitello alla Orloff, ché sono storie che mettono i brividi solo a sentirle raccontare.