venerdì 9 novembre 2012

Kayak, Priceline, Tingo, Travtar ovvero l'analisi semiseria della distribuzione.

Ho scritto molto di disintermediazione e di quanto sia tortuoso il viaggio di una prenotazione nel mare magnum della distribuzione turistica, un vero e proprio ecosistema come l'ha nominato qualcuno.


Che di soldi in ballo ce ne sono un bel po' lo dimostrano le lotte intestine tra Google e Fairsearch - affaire ITA Software - oppure la recente acquisizione di Kayak da parte di Priceline. Ma c'è di più, nel settore del Travel si registra grande e strana fibrillazione.  Questa che segue è parte di una nota pubblicata ieri al termine della giornata di borsa da Forbes, dopo che Priceline aveva lanciato l'offerta su Kayak a 46 dollari per azione (Kayak fu quotata a giungo debuttando a 26 dollari). Loro che di investimenti dovrebbero intendersene si chiedono cosa stia accadendo con le quotazioni in preda a vere e proprie scosse:
- Kayak shares are up $8.14, or 26.2%, to $39.18. (Which would suggest limited expectations for any rival offers.)
- Priceline is down $15.36, or 2.5%, to $612.51.
- Who else might get acquired? The Street seems to think the answer is Priceline rival Orbitz, which in late trading is up 26 cents, or 12.3%, to $2.38.
- Expedia, on the other hand, is trading off on the news: the stock is down $1.89, or 3.3%, to $56.30.
- Travelzoo, which published a collection of email travel deal newsletters, is unchanged at $17.34.
- TripAdvisor, which was spun off by Expedia, is down 82 cents, or 2.4%, to $33.35. 
 
If you were looking for a Kayak analog, it might actually be privately held Hipmunk, which has a super cool graphic interface that aggregates travel information from multiple sites. Hipmunk, based in San Francisco, has raised $20.2 million from a group of investors that includes Institutional Venture Partners and Ignition Partners.
Quindi, secondo Forbes, il prossimo pesce a esser mangiato sarà Hipmunk, un altro aggregatore del travel.

E così, mentre la filiera si allunga, mi viene da pensare a quale ruolo hanno gli albergatori in tutto questo pantagruelico banchetto milionario.

Quest'anno di cose nuove ne sono accadute diverse:

1 - La gran paura per l'avvento di Tingo, il castigatore dei last minute devastanti, che annunciava risparmi impressionanti in un mercato di furbetti, ma che in home page dichiara, ad oggi, di aver restituito poco più di 182 mila dollari.

2 - La sempre più pressante raccolta di allotment minimi garantiti e non bloccabili da parte delle Olta in generale;

3 - La riutilizzazione delle camere annullate da parte di Booking.com;

In sostanza un costante e pressante pericolo per gli albergatori che perdono sempre più spesso potere sulle loro camere e, in buona sostanza, sul loro albergo.

La reazione che ho registrato a questo stato di cose è assai esilarante e rischia di rendere questo post tragicomico. Ecco la strategia messa in campo per contrastare quest'onda che allunga sempre più la filiera del turismo:

Contromossa al punto 1 - Mettere in confusione Tingo variando le tariffe 45 volte in 30 giorni, forse sperando che l'algoritmo non creda ad un evento così folle.


Contromossa al punto 2 - Bloccare l'allotment mettendo in vendita camere a tariffe più che astronomiche, peccato che sia vietato dalla legge.


«Alcuni siti impongono agli hotel di dar loro la disponibilità di una o due stanze durante l’intera estate, a prezzi bassi. Nei periodi di piena, tipo ferragosto, gli albergatori non vogliono renderle disponibile al prezzo dei periodi ‘magri’, e per evitare sorprese ‘sparano’ richieste stellari». Capita di vedere cifre di 1.900 euro a notte in un quattro stelle, o 999 euro per un tre stelle. «Lo fanno perché sono certi che così la stanza resta vuota, e possono affittarla a un prezzo congruo senza svenderla», osserva l’Aia. La Rinaldis rileva anche un paradosso: «Mentre contro chi spara prezzi esagerati c’è lo strumento della sanzione, non si riesce purtroppo a far nulla contro chi fa prezzi stracciatissimi, e dequalifica l’intera riviera con servizi inadeguati».
Contromossa al punto 3 - Utilizzare le tariffe non refoundable, si incassano subito tutti i soldi e se i clienti annullano perdono tutto senza poter riutilizzare la camera.

Ecco la terza mossa, la non refoundable, in effetti funziona da un annetto, la suggerirono proprio le OLTA. Ma la festa è finita. Ecco la OLTA che rimette in commercio le camere non refoundable. Si chiama Travtar e si pubblicizza così: "a market place for travelers to buy and sell prepaid rooms".


Scusatemi se ieri sera, quando Mirko Lalli ha condiviso la notizia, mi sono piegato dalle risate!