Come utilizzare al meglio il potenziale dei social media? Alla fine si sbatte sempre là: fare rete.

La settimana scorsa è apparso su tnooz un articolo stimolante che discute i risultati di una ricerca condotta da Bizible sul ruolo dei social media come primo momento di contatto on-line del cliente/viaggiatore/turista/quello che volete.

I dati e le riflessioni della ricerca sono molto interessanti da molti punti di vista. Ovviamente il dato che accende subito la spia d’allarme – con lo stesso effetto di una sveglia alle sei di mattina – riguarda il ruolo marginale che i social media hanno come canale di primo contatto nel settore “Travel”.

Come sottolineato dai commentatori dell’articolo, ci sono tante spiegazioni al dato. La più essenziale è che nel “tortuoso” viaggio della decisione ad intraprendere un viaggio (ad esempio) ci sono diverse tappe. Per ognuna c’è uno strumento adatto ad indirizzare la direzione della decisione.

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Lo strumento cambia, non solo in funzione del settore, ma anche della stessa impresa/organizzazione. In sostanza, le ricette non sono generalizzabili.

Ma non è di questo che voglio parlare, bensì del fatto che questa conclusione accende i riflettori su una questione – secondo me – rilevante. Trattare il marketing per quello che è, un insieme di arte e scienza dove la gestione sistematica dei dati (non solo numerici) gioca un ruolo fondamentale.

I social media hanno di fatto incrementato esponenzialmente la disponibilità di tali dati, ma la capacità di gestirli e interpretarli – nel nostro settore – non si è adeguata di pari passo. Quel suk di industrie al quale comunemente ci riferiamo con il termine turismo – se escludiamo qualche compagnia aerea e alcune catene alberghiere – è un concertato di piccolissime imprese che non possono singolarmente permettersi persone e software per gestire intelligentemente tanti dati. 

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Sono sicuro che nei prossimi anni vedremo processi di aggregazione molto più consistenti di quelli che abbiamo notato finora. Tuttavia mi chiedo se non sia giunto il momento di pensare che fare rete non è solo un mantra generico, ma può partire dalle basi come avere un sistema comune di intelligence capace di trasformare dati in valore aggiunto per le singole piccole imprese (sotto forma di consigli, indicazioni, informazioni, fotografie, ecc).

La battaglia con i grandi intermediari comincia da li. Pensare che bastino le leggi è – a mio avviso – wishful thinking.

Antonio Pezzano

Antonio Pezzano

Antonio Pezzano assiste enti pubblici e organizzazioni turistiche a disegnare e attuare politiche e progetti che creino valore economico. Il suo ruolo é fornire dati e fatti concreti a chi prende le decisioni. E’ stato per conto della Commissione Europea coordinatore della rete di destinazioni turistiche europee di eccellenza EDEN.

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