Riflessioni sparse su Tripadvisor e booking.com

“Chi te lo fa fare? Perché non attacchi di più Tripadvisor?
Avresti un sacco di albergatori dalla tua parte”
Un amico albergatore
No, non mi dilungo su Tripadvisor, mi spiace… lo so basterebbe rincarare la dose dopo gli accadimenti di oggi sulle recensioni dell’albergo chiuso per fare una caterva di Mi Piace come non ho mai realizzato. Ma una riflessione me la concedo. Se su Tripadvisor ci sono 15 milioni di recensioni false su oltre 150 milioni significa che abbiamo un 10/15% di truffaldini in giro nella community.
Se pensiamo che in Italia, secondo i dati dello stesso quotidiano che ha evidenziato il numero delle recensioni false, ci sono un centinaio di parlamentari inquisiti, pregiudicati, amnistiati e oltre 500 consiglieri regionali indagati potremmo dire che percentualmente Tripadvisor è più onesto dei rappresentanti di fiducia che il popolo italiano in qualche modo si sceglie. Insomma abbiamo i governanti e il sito di recensioni che ci meritiamo. Volete per esempio dimostrarmi che nella vita reale ci sono meno del 10% di bugiardi, e sono di meno o di più del 10% quelli che non fanno lo scontrino?
Ecco, internet è come la vita di tutti i giorni con il vantaggio che ladri cretini e imbecilli puoi anche scegliere di non frequentarli.
contro booking
Un’altra cosetta sulla quale riflettere è la questione della cattiveria di booking.com (in questo caso in Italia e all’estero). E’ vero che sta prendendo il sopravvento della distribuzione ma è anche vero che lo fa con perizia e prende terreno lasciato sguarnito da operatori e associazioni di categoria. Quest’ultime colpevoli di non essere ancora riuscite a mettersi a un tavolo e costruire una piattaforma continentale “interoperabile” (termine che qualcuno odia ma è il pane del futuro) che possa competere alla pari con le OTA.
Per adesso, chi deve vendere camere ai turisti, quelli che macinano bilanci che rimpinguano il PIL nazionale e danno lavoro a più di un nucleo familiare* si trovano di fronte un panorama molto chiaro. Ecco, per i comuni mortali “commerciali” il panorama operativo della distribuzione intermediata è quello nella tabella sotto (compilata nel modo più semplice possibile, con dati medi di un piccolo campione di strutture). Voi che ne dite? Conviene fare la guerra a booking.com prima di realizzare un sistema di vendita alternativo e efficace a livello europeo?
Nella tabella i dati riferiti al TO riguardano uno dei distributori internazionali più importante al mondo. Entrambi, OTA e TO pagano le tasse sugli utili fuori dall’Italia.
ota_contro_to
Questa mia riflessione potrebbe apparire in contraddizione con le problematiche dell’iperintermediazione che spesso evidenzio, quei rischi però sono relativi all’utilizzo dei marchi degli hotel da parte delle OTA e dalle spese di “difesa” che certe pratiche comportano ai bilanci degli operatori.
* escludiamo quelli bravi, quelli di un altro pianeta, quelli che vendono esperienze ai viaggiatori e vendono tutto senza intermediari.
Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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