Se 2+2 fa 4, il maltempo è l’ultimo dei problemi del turismo italiano.

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Premesso che un’analisi accurata sarà possibile solo tra alcuni mesi, quando Istat e Banca d’Italia avranno diffuso i loro dati su questa estate, oggi incrociando le informazioni di vari comunicati stampa, possiamo fare alcune interessanti inferenze.

Quest’estate c’è stato un movimento di persone (di poco) superiore a quello dello scorso anno.
Atlantia, che gestisce Autostrade per l’Italia (in Km, poco più della metà delle autostrade italiane), riporta un incremento dei Km percorsi dello 0,7% e un incremento di traffico dell’1,6%.
Anche Trenitalia rende noto un dato di passeggeri in crescita rispetto all’estate 2013
Secondo le statistiche di Assaereporti, nel periodo Giugno-Luglio, si registra un traffico passeggeri  in aumento del 4,2% rispetto al 2013
Nonostante il movimento di persone sembrerebbe essere in (leggero) aumento rispetto allo scorso anno, le associazioni di categoria del comparto turistico lamentano una stagione più magra di quella del 2013.

  • Secondo l’indagine sull’indice di fiducia del viaggiatore italiano elaborato da Confturismo-Confcommercio in collaborazione con l’Istituto Piepoli sulla base di interviste effettuate ad agosto, per la prima volta si registra una diminuzione della propensione degli italiani al viaggio (l’indice passa da 59 a 58 su 100)
  • Per l’ufficio studi della Fipe, l’estate 2014 si chiuderà con un calo delle presenze dell’1,4% come sintesi del -2,1% del turismo interno e di una sostanziale tenuta del turismo degli stranieri (+0,3%). La flessione delle presenze interne associata alla riduzione della spesa per presenza da 92 a 90 euro, dovuta principalmente all’effetto maltempo nelle destinazioni balneari, dovrebbe determinare una contrazione dei consumi per oltre 1,1 miliardi di euro, in parte compensata dall’aumento dei consumi degli stranieri per 170 milioni di euro. Il bilancio della stagione è negativo per 982 milioni di euro.
  • Federalberghi che il movimento turistico negli alberghi nel 2014 è lo stesso del 2013, determinato dall’ennesimo calo della domanda italiana (-0,6%) ed un lievissimo incremento di quella straniera (+0,6%).

L’incrocio di queste informazioni mi porta alle seguenti considerazioni:

  • nonostante il contesto (crisi economica, maltempo, situazione  geopolitica), si è viaggiato in misura di poco superiore allo scorso anno;
  • probabilmente nell’estate 2014 la domanda interna ha soggiornato in misurata superiore al 2013 in strutture non alberghiere e in ogni caso non ha speso di più dello scorso anno. Tradotto, il settore alberghiero dovrebbe aver fatturato meno dell’estate del 2013.
  • Il maltempo ha avuto un’ influenza minima sulle vacanze. Il dettaglio dello studio Confcommercio ci dice che per l’85% degli intervistati non ha cambiato i suoi piani, il 5% ha rimandato la vacanza ma comunque l’ha fatta o potrebbe farla (commento mio), il 4% ha cambiato la destinazione di vacanza (ma l’ha fatta), il 3% ha anticipato il rientro (insomma, qualche giorno in meno) e solo il 3% ha annullato la vacanza.

Una nota conclusiva sugli alberghi. La crisi, o meglio il lungo perdurare della stessa, sta cambiando stile e propensione al consumo della domanda interna. Se a questo si aggiunge la rivoluzione portata dalla sharing-economy, e mi riferisco ad Airbnb, la domanda alberghiera dovrebbe ridursi ulteriormente anche in presenza di un maggior movimento turistico. Se nel 2007 le strutture ricettive alberghiere ospitavano il 25% delle notti trascorse dai viaggiatori italiani in Italia, questo dato è oggi sceso al 20-22%. Le alternative all’albergo, oggi molto competitive, esercitano anche una pressione al ribasso sui prezzi. Il destino delle piccole strutture alberghiere che non hanno un carattere distintivo sembra segnato.Insomma non è il maltempo la causa dei problemi dell’industria dell’ospitalità.

Photo courtesy: MeteoWeb

Antonio Pezzano

Antonio Pezzano

Antonio Pezzano assiste enti pubblici e organizzazioni turistiche a disegnare e attuare politiche e progetti che creino valore economico. Il suo ruolo é fornire dati e fatti concreti a chi prende le decisioni. E’ stato per conto della Commissione Europea coordinatore della rete di destinazioni turistiche europee di eccellenza EDEN.

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