Di foche e merluzzi: considerazioni ecologiche

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Che la situazione del turismo italiano non sia delle più rosee lo si sa da tempo, e da tempo si assiste a tentativi di vario genere per cercar di risollevarne le sorti. Purtroppo molto spesso vediamo tentativi abbastanza risibili e privi di vera efficacia. Pare che lo sport principale sia quello di individuare, di volta in volta, un nemico da combattere e di scagliarsi contro di esso senza però pensare alle possibilità reali o alle conseguenze.

Un vecchio e aureo libretto attribuito a tale Sun Tzu quasi duemilacinquecento anni fa contiene molti utili consigli per affrontare competizioni di vario genere. Lui in realtà parlava di guerra, ma le sue considerazioni sono applicabili in maniera generale. Un paio mi sembrano molto appropriate:

“chi affronta lo scontro con sole truppe leggere, perderà per mancanza di mezzi”

“chi, senza sostegno e senza strategia, attacca un nemico sottovalutandone la forza, sarà sicuramente fatto prigioniero”

Mi fan pensare a quel che è successo e sta succedendo nel mondo travagliato del turismo online, dove mi pare manchi proprio quella visione strategica (e realistica) che Sun Tzu invoca.

Che il turismo sia un ecosistema complesso lo sappiamo da tempo, ma pare che la cosa serva solo a enunciazioni di principio e non se ne valutino bene le implicazioni. La prima delle quali dovrebbe essere l’osservazione che non è possibile adottare atteggiamenti semplicistici. Sappiamo bene che intervenire senza criterio su un elemento qualunque di un ecosistema e dell’intricata catena alimentare che lo sostiene può provocare la distruzione del sistema stesso.

Un esempio mi pare illuminante.

Il merluzzo, come bene racconta Mark Kurlansky nel suo libro Merluzzo. Una storia del pesce che ha cambiato il mondo (se lo trovate ancora ne consiglio caldamente la lettura), ha un ruolo importante nella storia. Noto in tutto il mondo, il pesce (con i suoi derivati: stoccafisso e baccalà) è stato per quasi mille anni, uno dei componenti più importanti del commercio internazionale. E molti paesi devono a lui parti importanti della loro ricchezza (digressione natalizia: il baccalà fritto è piatto essenziale nella cena napoletana della vigilia.

Uno di questi paesi è il Canada. Per centinaia di anni i grandi banchi del nord Atlantico, al largo dell’ isola di Terranova, hanno sostenuto l’economia dell’area e di tutto il Paese (vedi http://journal.nafo.int/J23/lear.pdf). Tecniche di pesca sempre più raffinate e efficaci hanno però portato, dopo anni di record di catture, a una drastica diminuzione. Quasi un deserto, svuotato di merluzzi e popolato di pescatori disoccupati. Il grafico qui sotto è eloquente.

NorthwestAtlanticCodProduction

Siamo negli anni ottanta del secolo scorso e, ovviamente bisognava trovare una soluzione. L’idea brillante è quella di trovare il nemico da combattere. Facile: le foche, che, come noto, sono particolarmente ghiotte di merluzzi.

E qui la geniale soluzione: se diminuiamo il numero di foche, i merluzzi torneranno a crescere. Cosa, peraltro molto ben vista per via del valore commerciale delle pelli di foca, soprattutto quelle giovani. Parte così una caccia spietata e feroce, per la quale molti nel mondo sono inorriditi (vedi http://www.cbc.ca/news/canada/faqs-the-atlantic-seal-hunt-1.803159).

I risultati sperati però non solo non arrivano, ma anzi la situazione degenera ancor di più e oggi il merluzzo è specie quasi estinta (vedi ancora il grafico sopra). Si, perché ci si è dimenticati di che cosa sia un ecosistema, e soprattutto di cosa siano i rapporti nella catena alimentare (vedi qui sotto).

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E’ vero che le foche si nutrono di merluzzi, ma non solo, mangiano anche molti altri pesci che a loro volta predano uova e larve di merluzzo. E questi ultimi, avendo visto un drammatico incremento di nemici naturali, oltre alla scellerata intensificazione della pesca, hanno continuato a diminuire (vedi Sable Island’s cod killer?, Seals, Cod, Ecology and Mythology e The Decline of Atlantic Cod – A Case Study.

La storia dovrebbe insegnar qualcosa, e lascio a chi legge le ovvie analogie. Mi ripeto: “chi, senza sostegno e senza strategia, attacca un nemico sottovalutandone la forza”, non può che accelerare la propria disfatta.

Volendo potete anche adattare le morali di questa famosa storiella (sicuramente le prime due): https://www.youtube.com/watch?v=DtIoOENzgyw

Rodolfo Baggio

Rodolfo Baggio

Rodolfo Baggio ha una laurea in Fisica e un PhD in Tourism Management. Dopo aver lavorato per più di vent’anni come informatico in alcune note “aziende leader del settore”, da una decina d’anni si è dedicato all’insegnamento universitario, in Italia e all’estero, e alla ricerca sui sistemi turistici complessi e sulle loro relazioni con le tecnologie informatiche. Ha pubblicato una mezza dozzina di libri e un centinaio di articoli per conferenze e riviste scientifiche internazionali.

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