Un po’ di numeri del travel da #BTO2015

Si parte subito con i numeri del travel. Il primo panel della BTO2015 – dopo la magnifica ouverture musicale di Gigi Tagliapietra – è stato affidato a Lorraine Sileo Senior Vice President, Research di Phocuswright.

In un contesto che si sviluppa dalla fine degli anni novanta tutto cambia rapidamente: gli agenti di viaggio spariscono, le OTA dettano legge nel mondo dei viaggi e tutto è prenotabile online.

Durante la pianificazione del viaggio si usano PC, tablet e smartphone. Ognuno di questi device ha un suo momento da protagonista: il padrone è ancora il PC che viene usato l’80% delle volte in tre fasi importanti come la scelta della destinazione, il travel shopping e la prenotazione. Tablet e smartphone vengono usati (nel mercato europeo: UK, Germania e Francia) dal 27% dei viaggiatori per scegliere la destinazione e, sempre attorno al 20%, per prenotare o comparare tariffe.

Tra i dati più significativi vi segnalo il fatto che Expedia, Priceline e Tripadvisor rappresentano una capitalizzazione al Nasdaq di circa 90 miliardi di dollari. Il revenue globale del turismo mondiale ammonta a mezzo trilione di dollari, la crescita annuale è dell’11%. Ma la cosa più affascinante, a mio avviso, non è il fatto che in rete passi il 37% del turismo mondiale… ma che ancora là fuori ci sia il 63% pronto per essere traghettato online. Chi se lo accaparrerà?

Passiamo all’Italia: 8 miliardi il fatturato online, crescita del 10%, 1,5 miliardi transitano da mobile.

In questo contesto – quello internazionale per intenderci – il fatturato aggregato di Priceline + Expedia rappresenta il 65% (2015) del fatturato di tutte le OTA, era il  47% nel 2013 e il 38% nel 2011.

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Tornando in Italia la Sileo comunica con una slide molto significativa che a Roma sono 8181 le proposte di case e appartamenti, un dato che serve per comprendere l’impatto dei vari operatori specializzati in questo segmento (Airbnb, Homeaway, e altri).

Ma come è messa l’Italia rispetto all’Europa a livello di distribuzione online? Non bene! Nel 2013 l’Italia transava su internet il 32%, 9 punti percentuali sotto l’Europa, distanza che si amplierà a 10 punti nel 2016 e a 11 nel 2017.

Il dato più preoccupante è invece quello che riguarda la quota intermediata dalle OTA: in Italia le vendite online passano per 59% attraverso le OTA, dato che in Europa si ferma al 43%.

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Secondo Phocuswright l’Italia è fortemente intermediata a causa della sua estrema frammentazione che la pone di fronte alle OTA con scarsa forza contrattuale. L’offerta di alloggi da parte delle grandi catene è del 43% in Inghilterra, del 41% in Spagna, 37% in Francia, 33% in Germania e 11% in Italia. L’offerta indipendente più alta in Europa è quella italiana con l’89% contro la più bassa che si registra in U.K. con il 40%.

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Analizzando l’offerta italiana si nota che: le strutture indipendenti sono il 98% (95% gli hotel) e rappresentano il 89% dei posti letto, l’84% dei ricavi e l’81% delle prenotazioni dirette online.

Una situazione abbastanza lenta (l’Italia cresce l’1% in meno del resto del mondo) con una platea di operatori con scarso potere contrattuale e ancora una larga fascia di mercato offline pronto per passare in rete. Saremo pronti, noi italiani, a difendere questa quota di mercato senza cedere posizioni alle OTA internazionali?

Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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