Metamotori ovvero dall’ipermediazione alla truffa

Metamotori channel manager e turisti creduloni

Con l’avvento dei metamotori e dei comparatori tutto si è complicato. Parlo e scrivo spesso di quanto sia difficile doversi difendere da coloro ai quali paghi una commissione per farti aiutare a vendere (leggi ipermediazione), così come da anni sostengo che le OTA non vendono camere ai turisti e neanche esperienze ai viaggiatori – fatevene una ragione – vendono visibilità agli albergatori, visibilità che per giunta si riprendono anche con espedienti particolarmente estrosi e a volte poco seri.

Secondo il diritto italiano, se non erro e se non erra Wikipediala truffa è l’ottenimento di un vantaggio a scapito di un altro soggetto indotto in errore attraverso artifici e raggiri.

Rassegnatevi, non si può fare la guerra a Priceline o Booking.com che dir si voglia, così come è impossibile farla a Tripadvisor e a Expedia. L’unica cosa che possiamo fare è difendere il nostro marchio e il traffico internet di coloro che ci conoscono e ci cercano in rete. Le OTA stanno dirottando – con il consenso degli albergatori – traffico google pertinente dai siti proprietari degli hotel ai loro siti. Lo fanno con inserzioni a pagamento abbastanza aggressive che possiamo anche eguagliare come potenza e effetto esca. Ormai è famoso il “se tu mi provochi” presentato al BeWizard dall’amico Soffiato.

metamotori

Ma a parte l’estro che si può mettere nell’abbindolare i clienti per attirare traffico sul proprio sito l’importante sarebbe poter fare un po’ di protezione del proprio nome anche sui metamotori, ecco quindi che per difenderti da chi dovrebbe aiutarti (almeno sul tuo nome) spalmi un po’ di budget anche sui metamotori (per intenderci tripadvisor e google). Come dico sempre, non fatelo a meno che non possiate offrire un vantaggio tariffario altrimenti spendete soldi per informare i turisti che sulle OTA costate meno. A questo punto ognuno di voi mi dirà

Ma cosa fai? Non rispetti la parity?

Sarebbe bello rispettarla – la parity – ma se tu vai sui siti di comparazione e ti accorgi che Hotels.com (Gruppo Expedia) e Kayak.com (Gruppo Priceline) ciurlano nel manico cosa vai a fare? L’angioletto? Perché Hotels.com e Kayak.com dirottano traffico a nome di una struttura verso i loro siti promettendo tariffe che non possono garantire? Guardate bene:

Alle 17:53:37 cerco su google il nome della struttura e la griglia del comparatore mi restituisce i seguenti risultati per la notte del 16 aprile prossimo:

clicco su Hotels.com che offre uno sconto del 37% ma la pagina si apre su € 120 anziché il promesso € 74.

clicco su Kayak che offre uno sconto del 37% ma la pagina si apre su € 120 anziché il promesso € 74.

Mi sono accorto di ciò perché un cliente (di quelli che si sono fatti furbi) aveva visto su internet €74 e dopo una discussione nella quale sostenevamo che non poteva essere vero ci siamo accorti che, per certi versi, aveva ragione, ci aveva visti su internet a €74.  (N.B. sul nostro channel manager non esiste la tariffa €74 la sera del 16 aprile)

Se vogliamo essere pignoli anche il 117 di Expedia è una bufala.

Qualche post fa mi posi una domanda molto scomoda

Vista questa fiducia incondizionata che i viaggiatori riponevano fino agli ultimi anni del secolo scorso nei tour operator old style e negli albergatori, quante ne abbiamo combinate visto con quale facilità le OTA se la sono presa?

Ora mi chiedo per quanto tempo ancora i turisti/viaggiatori andranno sulle OTA convinti che i prezzi siano più bassi e che queste meritino effettivamente la fiducia della quale godono?

La domanda anche in questo caso è scomoda ma pensate se fossero gli albergatori a mettere un’esca a 74 per poi far arrivare un ospite sul sito dove il costo è 120. Non si griderebbe a tutto volume che l’albergatore è un ladro e un truffatore?

Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato scientifico degli eventi BTO – Buy Tourism Online, collabora con lo Studio Giaccardi & Associati di Ravenna. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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