Dieci anni sono un’eternità.

Non sono bravo a scrivere e non ho mai desiderato avere un blog. Mi piace ascoltare e mi piace domandare e se c’è una cosa che mi mancherà di BTO sarà proprio la possibilità di confrontarmi con tante persone straordinarie che ho incontrato in questo percorso.

I cambiamenti che ho visto in questi anni sono niente in confronto a ciò che ci aspetta nel futuro.

All’inizio del nuovo millennio le cose hanno cominciato ad andare davvero in fretta, mi rendevo conto che tutto ciò che avevo visto ed imparato sino ad allora sarebbe stato travolto da tantissimi cambiamenti e che il mio settore, l’hotellerie, ne sarebbe uscito con le ossa rotte.

Mi è sempre piaciuta la tecnologia e sono stato un fanatico del primo internet, tanto da aver avuto una delle primissime pagine web di un albergo in Italia grazie all’aiuto di tre giovani imprenditori che avevano fondato una cosetta da niente chiamata DADA. Mi restava però questa insoddisfazione di fondo che in Italia non si riuscisse bene a spiegare tutte le implicazioni e la velocità che questo nuovo mondo digitale avrebbe impresso sulle nostre vite.

La svolta ci fu un mattino, allora avevo in gestione un hotel di tre stelle, in cui venne nel mio ufficio un sedicente venditore di una famosa agenzia web proponendomi di spendere 20.000 euro per quello che (lui ignorava che un pochino ero preparato…) erano una massa di fandonie. Decisi di muovermi e cominciai a girare tutte le manifestazioni europee che parlavano di turismo online. All’estero all’ora ce n’erano due: Eye for Travel e Phocuswright. Cominciando a frequentarle nacque quindi l’idea di fare qualcosa in Italia e dopo un paio d’anni di tentativi finalmente nel 2008, tra la diffidenza di tanti, nacque la prima BTO.

Nel 2008 i social media erano ancora nella loro infanzia, Facebook era nato da poco e relativamente abbastanza poco usato in Italia (ma aveva già 200 milioni di utenti), YouTube era il sito “cool” del momento e l’interesse era soprattutto catturato da un sito che si chiamava MySpace. Il mobile serviva soprattutto per telefonare e l’Iphone era uscito appena un anno prima ed in Italia era ancora molto poco diffuso. Chiaramente io ce l’avevo, me lo ero comprato in America appena un mese dopo l’uscita, era “craccato” e non si potevano installare app di terze parti. E il mondo del turismo?
Eravamo in pieno sconvolgimento. I numeri delle prenotazioni online crescevano a cifre da far invidia al Bitcoin di oggi e si intravedeva fortissimo il duopolio Booking-Expedia che avrebbe dominato la scena di lì a tutto questo decennio. Inoltre c’era lui… Tripadvisor. La prima BTO del 2008 fa quasi sorridere se la ricordiamo com’era. C’erano una ventina di speakers, per lo più persone che già conoscevo nel mondo del turismo, ma già aziende che avrebbero segnato di lì a poco una totale rivoluzione. A Tripadvisor fu riservata un’accoglienza ‘speciale’ e quando Roberto Frua (il portavoce a quel tempo) scese dal palco fu quasi assalito fisicamente dagli albergatori furiosi per le recensioni.

Scusa gufo ma non eravamo abituati a stare sotto i riflettori. I miei direttori degli anni ’90 non erano abituati a confrontarsi con i clienti, ci rimanevano male poverelli e dovevamo spiegargli per filo e per segno che potevano “anche” rispondere. Ma non si fidavano (e forse ancora non si fidano). Invece di intuire lo straordinario strumento di marketing che gli si stava prospettando hanno preferito fare la guerra per quasi tutti questi dieci anni. Solo da un paio di anni si sono finalmente arresi anche perché nel frattempo hanno scovato un nemico diverso che li fa anche arrabbiare di più che si chiama Airbnb.
Ah già… Airbnb. Ne parlò un certo Marco Montemagno a BTO 2009. “State attenti che sarà un fenomeno distruttivo per la vostra industria” ci disse. Ma noi allora eravamo impegnati con la rate parity, per l’amor del cielo, battaglia importante ma vi faccio una domanda: E’ cambiato qualcosa nel mercato da quando l’hanno abolita? Ve ne siete accorti davvero?

Noi siamo anche quelli che, per fortuna, hanno fatto vivere una stagione breve, ma comunque intensa, al cosiddetto ‘Social Commerce’. Non ve ne ricordate più?

Non eravamo noi albergatori e ristoratori a distribuire un sacco di buoni di Groupon e compagnia? Era il 2012, ci facemmo una edizione intera, ma poi sappiamo tutti come è andata a a finire.

Ho capito tantissime cose in questi dieci anni. Ho capito per esempio quanto sia difficile per la parte pubblica comprendere il mercato.

Nelle mie frequentazioni estere ho imparato di come nella maggior parte dei paesi ad alta concentrazione turistica la parte pubblica abbia imparato a stare in sottofondo. Non è che non ci sia o non sia efficace, ma ha la capacità di “stare” sotto gli operatori ed operarsi a controllare, legiferare e proporre un marketing efficace. Il mio pensiero è che occorre una parte pubblica molto efficace e coesa con gli operatori per promuovere un prodotto Italia, un prodotto che avrebbe bisogno di essere protetto ed aiutato nel confronto con le grandi major straniere che dominano i mercati del turismo.

Mi sono imbattuto anche in tantissimi operatori illuminati, lungimiranti e pieni di idee sia nel pubblico che nel privato. Manca soltanto un terreno un po’ più fertile per crescere.

Ho visto anche tantissimi operatori bizzarri ed assolutamente fuori luogo e gente che da un momento all’altro pensava di essere diventata come Booking.com o Airbnb, poi quei personaggi che insistevano su idee utopistiche ed irrealizzabili.

Ma la cosa che mi rende più fiero di questi 10 anni è aver creato una “comunità” che cerca di ragionare sulle problematiche del turismo in modo moderno e senza coprirsi gli occhi. Una comunità che ha sempre cercato di portare ottimismo e voglia di crescere e che mai si arresa agli ostacoli del mercato. In dieci anni abbiamo imparato a convivere con Tripadvisor, abbiamo compreso bene il cambiamento che Airbnb sta portando nel mondo dell’ospitalità ed abbiamo anche compreso che nessuna legge, leggina o regolamento riuscirà a fermare i processi. Pensate che le nuove regolamentazioni su Uber lo limiteranno? E’ solo questione di tempo anche in Europa ma la legislazione al limite ne rallenterà il processo ma è indubbio che se non sarà Uber saranno le auto in sharing o forse qualcos’altro.

In dieci anni abbiamo imparato che un fenomeno si ferma solo con un altro fenomeno e che non sempre diventare più grandi aiuta davvero, serve diventare più efficaci. Cosa potrà succedere ancora? Sinceramente non sono un futurologo e tutti coloro che hanno provato a fare previsioni di solito hanno sbagliato.

Può darsi che la rete Blockchain cambi completamente il mondo bancario o può darsi di no. Può darsi che Google finalmente si decida ad entrare direttamente nel mondo del travel e spazzare via gli intermediari o può darsi di no. Può darsi che l’intelligenza artificiale sostituisca in pochi anni i nostri centri prenotazioni o può darsi di no.

Può darsi che tra le migliaia di startup nel mondo ce ne sia una che ancora non conosciamo che distruggerà il mondo delle big four (Apple, Amazon, Google, Facebook) o quello delle big four nel travel (Booking, Expedia, Airbnb, Ctrip) o può darsi di no.

Può darsi che in futuro sia scoperto il teletrasporto e che alberghi ed aerei diventino inutili… ma speriamo di no, e di sicuro non sarò qui a vederlo.

Buon 2018.

Giancarlo Carniani

Giancarlo Carniani

Giancarlo Carniani e direttore d'albergo a Firenze dove gestisce tre importanti strutture, è ideatore e direttore scientifico di BTO il più importante evento italiano dedicato alla distribuzione online dei prodotti turistici.

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