Turismo spaziale #1

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Perché tre imprenditori come Richard Branson di Virgin, Elon Musk di Tesla, e Jeff Bezos di Amazon si ritrovano in competizione nella corsa al turismo spaziale?

Ci sarà un perché se tre personaggi del calibro di Bezos, Musk e Branson cercano con le loro imprese aeronautiche e spaziali di trovare sbocchi commerciali e turistici nello spazio. Proprio partendo da loro e dal Virgin Galactic, da SpaceX e da Blue Origin ho indagato questo settore abbastanza da appassionarmi e scoprire che da molto tempo, imprenditori più o meno evoluti, scienziati o semplici appassionati, si sono cimentati in questo contesto.

C’e sempre stato qualcuno che ha “sognato” di intraprendere iniziative commerciali nello spazio, spesso con finalità turistiche. Forse i tre grandi imprenditori del momento lo fanno per lo stesso motivo per il quale, ad un certo punto, gli USA decisero di andare sulla Luna. Così John F. Kennedy spiegò agli americani quali erano, allora, i motivi che spinsero l’America in tale impresa.

“’But why, some say, the moon? Why choose this as our goal? And they may well ask, why climb the highest mountain? Why, 35 years ago, fly the Atlantic? Why does Rice play Texas? We choose to go to the moon. We choose to go to the moon in this decade, and do the other things, not because they are easy, but because they are hard. Because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept.”

Forse è proprio la difficoltà di questa impresa che appassiona e incentiva imprenditori così rilevanti. Ed è stato sempre così…

Wernher Von Braun presenta il modellino della Stazione spaziale a forma di ruota

Basta pensare che la prima base spaziale fu disegnata da Wernher von Braun nel 1963, Stanley Kubrik con Arthur C. Clarke nel 1968, in 2001 Odissea nello spazio, immaginarono addirittura una base spaziale con una hall nella quale era presente l’ufficio accoglienza Hilton per prenotare la Space Station 5. Proprio Barron Hilton iniziò a parlare di alberghi spaziali e sulla Luna nel 1967. Poi russi, americani, tedeschi, giapponesi si sono cimentati nella progettazione e parziale realizzazione di modelli di navicelle per il trasporto di turisti, alberghi orbitanti, e alloggi su Marte o sulla Luna.

2001 Odissea nello spazio. L’ufficio Hilton sulla base spaziale orbitante.

Film, avventure, libri esistono su questo particolare settore. Attualmente sono una ventina le aziende che si cimentano in questa forma di turismo. Ci sono già alcuni turisti spaziali e per loro è stata coniata una vera e propria definizione. I turisti spaziali detti anche “Space flight participant” sono, secondo la NASA e l’agenzia spaziale russa RKA, coloro che viaggiano nello spazio e allo stesso tempo non sono astronauti professionisti.

Di turisti spaziali ce ne sono già stati 7 tra il 2001 e il 2009. Hanno viaggiato nello spazio volando con Soyuz, hanno soggiornato per un totale di 94 giorni nella International Space Station, spendendo circa 180 milioni di dollari. In pratica 2 milioni di dollari al giorno, in pensione completa!

Di turismo spaziale parleremo su Officina con una serie di post, quasi fossero capitoli d’un libro, cercando di comprendere quanto sta accadendo oggi e ripercorrendo tutti i passaggi dai quali questa eccezionale impresa è partita.

Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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