Il turismo italico va. Il 2017 è positivo

Dopo il 2016, anche il 2017 si appresta ad essere ricordato come l’anno dei record del turismo italiano.

Ecco in breve i segnali positivi sul traffico espressi in variazioni percentuali rispetto al 2016:
+2% traffico veicoli leggeri in autostrada  (dati a settembre 2017, fonte AISCAT)
+3,2% passeggeri aerei trasportati su voli nazionali (dati a novembre 2017, fonte ASSOAEREOPORTI)
+8,6% passeggeri aerei trasportati su voli internazionali nazionali (dati a novembre 2017, fonte ASSOAEREOPORTI)
+2% passeggeri trasportatati da Trenitalia su Frecce e Intercity nei primi nove mesi del 2017 (nostra elaborazione su dati comunicati da FSnews)

2017 sul mercato domestico 
Il mercato domestico rimane fondamentale per il turismo italiano. Secondo il Conto Satellite del Turismo pubblicato a dicembre 2017 (dati 2015) il 60% della spesa complessiva del turismo in Italia è alimentata dai turisti italiani. Le nostre elaborazioni, sulla base del Conto Satellite del Turismo di ISTAT, stimano che la spesa dei turisti italiani in Italia  si attesti nel 2017 ad un valore compreso tra 45,5 e 60 miliardi di EUR a seconda che nel paniere si comprendano voci quali  il carburante e servizi non prettamente turistici. Stimiamo quindi un aumento compreso tra il 3 e il 5% rispetto al 2016 in linea con le indicazioni provenienti da altre fonti. Le indagini di Federalberghi realizzate nei periodi di vacanza nel corso del 2017 segnano indici di crescita elevati del mercato domestico in tutti gli indicatori sia per quanto riguarda i volumi di traffico, sia per quelli di spesa. La crescita degli indici di spesa è confermata anche dal Barometro Cashless dell’Osservatorio Cartasi, che per l’estate 2017 rileva un +6% rispetto al 2016. ISTAT stima che nei primi dieci mesi dell’anno le presenze turistiche attribuibili al mercato domestico siano cresciute del 5%.

2017 sui mercati internazionali
Il 2017 è stato un anno molto positivo per l’Italia anche nei mercati internazionali. ISTAT stima che nei primi dieci mesi dell’anno le presenze turistiche attribuibili agli stranieri siano cresciute del 6%. Il fatturato turistico internazionale potrebbe invece toccare i 37 miliardi di EUR (+7% rispetto al 2016). Questo risultato ha due determinanti: la crescita dei mercati esteri e la tenuta dell’Italia delle proprie quote di mercato. In sostanza la fetta della torta nel 2017 è più grande perché è cresciuta la torta. Per aiutarvi a capire bene la posizione dell’Italia turistica nei mercati internazionali  abbiamo preparato per voi dei grafici che aggiorneremo ogni 6 mesi. Si tratta di una novità assoluta: vi offriamo infatti la possibilità di analizzare i mercati guardando sia alla loro dimensione assoluta, sia alla quota di mercato dell’Italia e dei suoi diretti concorrenti. Questo tipo di elaborazione consente di cogliere alcune sfumature. Ad esempio, è vero che in termini di crescita percentuale i mercati long haul sono i più interessanti, tuttavia, se guardiamo alla dimensione assoluta, i paesi UE rappresentano ancora il mercato più importante al quale guardare. Quindi se si vuole capire perché il turismo internazionale  in Spagna vale circa il doppio che in Italia (alla fine dell’anno circa 67 vs 37 miliardi di EUR), bisogna considerare che gli iberici sui mercati UE ci doppiano in termini di quota di mercato e continuano ad aumentarla. In sintesi, come negli ultimi due anni, la nostra conclusione è che l’Italia approfitti in misura minore di altri paesi del Mediterraneo di una congiuntura del tutto favorevole. Nel post dello scorso anno abbiamo anche spiegato il perché.

Le conseguenze sul fatturato degli hotel
Il fatturato dei servizi ricettivi– che comprende tutte le forme di alloggio gestite in modo imprenditoriale – dovrebbe aumentare a fine anno del 4-5% (l’ISTAT ha reso noti i dati provvisori dei primi 3 trimestri). Un aumento del fatturato a tassi simili o superiore a quello dei volumi fisici implica che finalmente i prezzi, dopo molti anni, non sono fermi. Infatti, i dati sull’inflazione rilevano che nei mesi di maggior traffico turistico l’aumento rispetto dei prezzi  degli hotel è stato del 3-4%. Incrementi di queste dimensioni non si registravano dal 2007.

Outlook a 7 anni
Date le dimensioni, il mercato domestico rimarrà fondamentale anche nei prossimi anni. Sulla base delle previsioni di crescita del PIL, di reddito e dell’occupazione, stimiamo una crescita annua fino al 2025 compresa tra il 2% e il 3%. Tradotto in  EUR, significa che nel 2025 la spesa dei turisti italiani in Italia (comprensiva di tutte le voci), nello scenario più roseo, potrebbe toccare il 75 miliardi di EUR.
Continuiamo a ritenere che l’assenza di un’offerta competitiva sul prodotto mare nel Mezzogiorno limiti le potenzialità di crescita dell’Italia nei mercati UE. Per questo motivo la crescita del fatturato alimentato dai turisti UE dovrebbe essere compresa tra i 4 e 10 miliardi di EUR. Quindi nello scenario più ottimistico il fatturato da paesi UE dovrebbe toccare i 32 miliardi di EUR nel 2025.
Decisamente migliori le prospettive di crescita nei mercati extra-UE dove l’Italia ha quote di mercato decisamente elevate. Considerando che la partita con i competitori si gioca sul prodotto culturale e grandi Città d’arte, dove abbiamo un indubbio vantaggio comparato, riteniamo attendibile un incremento di fatturato tra gli 8 e i 20 miliardi di EUR. Queste cifre non considerano del tutto i volumi del Tax Free Shopping. Nello scenario più ottimistico e considerando l’apporto del Tax Free Shopping, il fatturato turistico alimentato da turisti extra-UE potrebbe arrivare ai 40 miliardi di EUR nel 2025. C’è un però tuttavia. Lo avevamo già scritto lo scorso anno e per lo riscriviamo sottolineandolo:

Il tema è che i circa 1,5-2 milioni di turisti aggiuntivi che ci si aspetta da questi mercati si concentreranno per il 70% nel turisdotto (Roma, Milano, Venezia, Firenze).Il turismdotto sarà messo sotto pressione da flussi crescenti, per cui il tema dell’overtourism diventerà centrale. E non c’e’ piano strategico che tenga.

Photo courtesy: The Guardian

Antonio Pezzano

Antonio Pezzano

Antonio Pezzano assiste enti pubblici e organizzazioni turistiche a disegnare e attuare politiche e progetti che creino valore economico. Il suo ruolo é fornire dati e fatti concreti a chi prende le decisioni. E’ stato per conto della Commissione Europea coordinatore della rete di destinazioni turistiche europee di eccellenza EDEN.

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