I numeri dell’Italia turistica in un ebook

OTSTATS è un’analisi delle quote di mercato dell’Italia su vari mercati esteri. I numeri così non li avete mai visti!

Quanto vale l’Italia turistica sui mercati internazionali? Quanto cresce l’Italia rispetto alle altre destinazioni mondiali? Quali sono i nostri turisti più affezionati?

Il 2018 porta una novità per i lettori di Officina Turistica: una serie di statistiche aggiornate ogni sei mesi sulla posizione dell’Italia turistica nei mercati internazionali. I dati sul valore monetario delle dimensioni dei mercati e sulle attribuibili all’Italia sono pubblici ma poco noti. Destination Management Insighters li ha scovati, messi insieme e resi accessibili. Si tratta di informazioni essenziali per comprendere la competitività del turismo italiano nello scenario globale. Li pubblichiamo con lo scopo di accendere un dibattito sul tema, per questo aiutateci scovare errori, a migliorarli e a diffonderli.

I vostri commenti sono graditi.

Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

Leggi gli altri post di Robi Veltroni

2 Commenti
  • Oleg
    aprile 24, 2018

    Dai numeri si deduce facilmente che i turisti vanno nei paesi che sono vicini culturalmente e linguisticamente (UK – USA, Austria – Germania) oppure nei paesi, dove ci sono le infrastrutture di livello e con un alto tasso di popolazione che parla inglese (Germania dove turisti asiatici lasciano più soldi rispetto a noi).

    Possiamo dire, che problema linguistico e problema di una formazione scarsa e inadeguata pongono tanti limiti alla crescita del turismo in Italia?

  • Antonio Pezzano
    Antonio Pezzano
    aprile 24, 2018

    Gentile Oleg. Grazie per la sue osservazioni e la sua domanda.

    Partiamo da un dato: si tende a viaggiare nei paesi vicini (o regioni nel caso del turismo interno). Qualche volta con i paesi confinanti o vicini condividiamo lingua e cultura. Questa è (solo) una delle ragioni, ad esempio, dei flussi tedeschi in Alto Adige. I pochi storici e geografi che hanno studiato le ralazioni tra luoghi di origine (dei turisti) e destinazione, queste cose le hanno notate e studiate.

    Tuttavia, non mi sento di affermare che ci sia una regola del pollice per ogni mercato. Ad esempio, l’elevata presenza di turisti asiatici in Germania ha molto a che fare con i rapporti commerciali tra la stessa Germania e quei paesi. Grazie a questi rapporti l’aeroporto di Francoforte si è imposto come una delle principali porte di ingresso degli asiatici in Europa.

    Per rispondere alla sua domanda. Il turismo in Italia cresce anche se, evidentemente, in modo inferiore alle attese. Noi italiani vorremmo essere i campioni del mondo anche in questo campo. Il punto essenziale però è capire, che un paese destinazione come l’Italia è un contenitore di “prodotti”/destinazioni. In questo momento e per il futuro prevedibile due sono i “prodotti” che per dimensioni e margini di crescita possono incidere sulla crescita del contenitore: le grandi città e il mare. Le prime sono limitate in numero e hanno gia problemi di sovraccarico. Il mare ha un potenziale di crescita molto elevato, soprattutto nel Mezzogiorno.

    Come abbiamo scritto qualche giorno fa commentando un articolo che confrontava Italia e Spagna, le differenze decisive tra i due paesi sono 2 e mezzo. La Spagna ha una struttura turistica industriale sul prodotto mare, il più rilevante del mercato (ripudiata in Italia da una visione mainstream bucolica che punta tutte le fiches su beni culturali e piccolo è bello). La Spagna ha infrastrutture stradali e servizi di trasporto nel complesso molto più competitive delle nostre. Investire in Spagna è un po meno complicato che in Italia.

    Speriamo di aver risposto in modo esaustivo alla sua domanda e continui a seguirci!

Commenta il post

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*