Turismo spaziale #5

La strana storia dell’uomo che crede nell’esistenza degli alieni, vende moduli spaziali gonfiabili alla Nasa e sogna gli hotel nello spazio.

Nel 1999 Robert Bigelow fondò la Bigelow Aerospace e dopo cinque anni la compagnia ha lanciato in orbita il suo primo modulo gonfiabile. Bigelow ha avuto un positivo secondo lancio orbitale del suo modulo abitativo gonfiabile, ha sviluppato i progetti per una base lunare gonfiabile e ultimamente ha concluso un contratto da 17 milioni di dollari con la NASA per portare uno dei suoi moduli sulla Stazione Internazionale Spaziale.

Bigelow ha già lanciato il suo Modulo Bigelow di Attività Espandibile (BEAM) sull’ISS a bordo del razzo SpaceX, attaccato alla stazione spaziale e gonfiato con successo per il collaudo.

Secondo un’intervista di Bigelow su Fortune, in seguito alla positiva esperienza di BEAM, saranno sviluppati altri due habitat gonfiabili per il 2020. Ogni habitat misurerà all’incirca 330 metri cubi (equivalenti a un modulo sulla ISS) e può essere utilizzato fino a 3 persone. Costerà circa 60 milioni di dollari a persona all’anno, ma è relativamente economico se si considera che un posto su un razzo Soyuz verso l’ISS costa circa 80 milioni di dollari.

Fino a ora gli ostacoli maggiori al sogno di Bigelow di costruire un impero alberghiero in orbita è la logistica dei trasporti – ma dato che compagnie come SpaceX continuano a spingere i costi dei lanci sempre più in basso, Bigelow pensa che ciò potrebbe cessare di essere una barriera ai viaggi spaziali commerciali prima del 2018.
Nonostante i progetti di Bigelow per gli hotel spaziali siano al momento i più avanzati, i suoi alberghi orbitali potrebbero avere dei competitori.

Sulla scena aerospaziale si è affacciata una nuova compagnia aerospaziale denominata Axiom che ha svelato i suoi piani per la propria stazione spaziale commerciale. Il piano è quello di utilizzare la stazione per tutto, dal turismo spaziale alle missioni degli astronauti per conto di paesi che ancora non hanno mandato nessuno in orbita. Includerà un laboratorio spaziale, così come macchine capaci di produrre tutto, dalla fibra ottica a piccoli satelliti.

Secondo il sito di Axiom, presto inizieranno gli allenamenti per i viaggi verso la stazione spaziale, con missioni che cominceranno nel 2019. Ciò è ambizioso ma il CEO di Axiom è Michael Suffredini, per 10 anni manager della Stazione Spaziale Internazionale della NASA. Il piano è di attaccare il primo modulo Axiom alla ISS nel 2020 e continuare a costruire la stazione spaziale Axiom dalla ISS. La ISS sarà smantellata, nel 2024, Axiom spera di essere pronta da sola con la sua prima stazione spaziale commerciale in orbita.

E’ una prospettiva eccitante. Ma se 50 anni di storia degli hotel spaziali ci hanno insegnato qualcosa, c’è di che essere scettici sui grandiosi progetti per il futuro del turismo nello spazio. Nel 1967 Barron Hilton pensava che l’avvento del turismo spaziale fosse così vicino da poter lui stesso tagliare il nastro nel suo primo hotel lunare. Cinquanta anni dopo, comunque, solo sette turisti sono stati sulla ISS, un’iniziativa commerciale che è morta insieme al programma della navetta spaziale.

La compagnia spagnola di hotel spaziali Galactic Suites ha annunciato i suoi progetti per un hotel spaziale nel 2007. Ha cominciato ad accettare prenotazioni nel 2009 per un lancio promesso nel 2012. La compagnia ha raccolto 4,4 milioni di dollari per un piano che non si è mai realizzato.

L’industria privata spaziale è fiorente e il turismo nello spazio non è così impensabile come sembrava nel 1967 o perfino nel 2009. I voli privati nello spazio però presentano ancora un numero di difficoltà tecniche ed economiche (nel 2009 l’ultimo turista nello spazio ha pagato 30 milioni di dollari per questa opportunità), per non parlare delle sfide economiche per la costruzione di una stazione spaziale privata.

Ma torniamo a Bigelow Aerospace che ha presentato il 20 febbraio la controllata Bigelow Space Operations (BSO). La BSO si sta dedicando al marketing e al funzionamento dei nuovi moduli spaziali che potrebbero essere utilizzati per applicazioni scientifiche e militari. Ma è solo l’inizio. Nel lungo periodo, i “gonfiabili” verranno utilizzati per il turismo spaziale con la creazione degli “hotel spaziali”, questo è almeno quello che Robert Bigelow immagina per il futuro immediato. BSO, tra le altre cose conduce ricerche di mercato approfondite per valutare la domanda per questa nuova tecnologia. I moduli B330-1 e il B330-2 sono habitat commerciali di 16,7 metri, sono collegabili e gonfiabili e ognuno può ospitare fino a sei persone alla volta. Quando sono collegati insieme, le unità sono quasi un terzo del volume della Stazione Spaziale Internazionale.

Potrebbe essere piccolo per un hotel, ma non ci si aspetta che molti ospiti vengano con la fascia di prezzo astronomica della sua prenotazione. BSO ha in programma di vendere queste capsule in paesi che hanno bisogno di laboratori spaziali simili alla ISS. Questa accessibilità all’orbita terrestre bassa potrebbe aiutare le nazioni straniere a far ripartire i propri programmi spaziali ad un costo molto più basso.

Una nuova struttura di produzione per queste stazioni dovrebbe essere costruita in Florida, Alabama, o in altri luoghi adatti per un lancio nello spazio. L’obiettivo è un lancio previsto per 2021. Questi moduli spaziali opereranno a 250 miglia sopra la Terra e sarà possibile prenotare queste esperienze multimilionarie negli Stati Uniti. L’offerta è per il momento rivolta a enti governativi, ricercatori privati, scienziati e privati cittadini. I responsabili di BSO hanno detto: “Queste singole strutture che ospitano gli esseri umani su base permanente saranno le strutture più grandi e complesse mai conosciute come stazioni per uso umano nello spazio”. Su YouTube c’è anche un video che spiega il funzionamento.

Il gruppo è dedicato al marketing e al funzionamento dei nuovi contenitori spaziali di Bigelow Aerospace, che potrebbero essere utilizzati per applicazioni scientifiche e militari. Ma è solo l’inizio. Nel lungo periodo, i “baccelli” verranno infine utilizzati per il turismo spaziale con la creazione di “hotel spaziali”.

BSO è incaricato di condurre ricerche di mercato approfondite per valutare la domanda di questa nuova tecnologia.

Si conclude con questo post il racconto che in gran parte è liberamente tradotto da “The never ending quest to built a hotel in space” di Daniel Oberhaus. La prossima puntata dedicata al turismo spaziale sarà on line il 5 maggio. Vi parlerò di una giovane italiana che ha progettato l’hotel spaziale della Nasa, è di Alessandria e ha firmato il progetto del Mit di Boston che ha vinto il concorso dell’ente spaziale americano. Se non hai letto le puntate precedenti ecco la home dedicata al turismo spaziale.

Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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