Turismo online in Italia secondo Phocuswright

Turismo online in Italia: ecco il 14° rapporto Phocuswright

Come ogni anno Phocuswright studia il turismo online in Italia e nei vari mercati locali e la relativa penetrazione. Quello relativo al 2018 riserva alcune sorprese che mi preme condividere con i lettori di Officina Turistica.

La prima informazione che mi lascia un po’ stupito è che PW ha rivisto al ribasso le stime relative al business totale del travel italiano. Fino al resoconto passato si immaginava per il turismo italico un totale di 27,6 miliardi di cui il 35% online. Nel rapporto 2018 si prevede per l’anno prossimo un totale di 25,5 miliardi con una penetrazione dell’online pari al 43%.

Scrissi già delle mie preoccupazioni circa i costi più o meno occulti del “trasloco” dall’offline all’online. Internet allunga la filiera dei costi aumentando gli intermediari, online la fanno sempre più da padrone i metamotori che dirigono gran parte dei flussi nei canali meno remunerativi e meno produttivi (commissioni) per i fornitori di servizi. PW precede per il 2021 un fatturato globale del turismo online in Italia pari a 29,6 miliardi. Il fatturato online nel 2022 sarà così ripartito: 29% diretto online, 21% intermediato online (OTA), 50% offline.

I settori indagati da PW, relativamente al turismo online in Italia, sono: linee aeree, linee aeree low cost, hotel, linee ferroviarie, autonoleggio, tour operator.

Turismo online in Italia

Italy Online Travel 2018: By the Numbers

Il fatturato online del turismo italiano vedrà aumentare sempre più il peso delle prenotazioni fatte da device mobili che passerà dal 27% del 2018 al 34% del 2022 con 5 miliardi di euro fatturati, anche se questa penetrazione non appare omogenea in tutti settori, come vedremo dopo, in particolare per il segmento alberghiero.

Mobile first? Anche no…

La maggiore penetrazione del mobile interesserà nel 2022 gli alberghi (49%), le ferrovie (46%), gli autonoleggi (44%), le OTA raggiungeranno il 24%. Quindi quando sentite parlare di mobile first senza dubbio è interessante ma è bene avere la consapevolezza che per gli alberghi, per esempio nel 2022 il 54% del turismo transiterà offline, di quello che passerà da internet il 28% transiterà attraverso le OTA e il 19% dai siti degli hotel. Di quel 19% la metà deriverà dai device mobili. Quindi nel 2022 il transato dai telefonini rappresenterà il 10% del fatturato di un albergo, pari 2,5 miliardi di euro per l’intero comparto.

Se esiste una priorità nella allocazione degli investimenti, a mio parere, cercherei di addestrare al meglio le persone che vendono i nostri servizi – le camere in particolare – al telefono con veri e propri training formativi e poi cercherei di fare in modo che il nostro sito sia ben gestibile attraverso i telefonini. Quello telefonico è un canale un po’ sottovalutato ma che continua a dare le migliori soddisfazioni, controllate le vostre medie ricavo al netto delle commissioni se non ci credete… leggete questo articolo Telephone channel is still king for hotel bookings.

Nel 2022 secondo PW saranno queste le quote di fatturato offline per settore: linee aeree 43%, linee aeree low cost 49%, hotel 54%, ferrovie 52%, autonoleggi 56%, tour operator 82%.

Alberghi vs OTA, chi vincerà?

Analizzando il settore alberghiero possiamo notare che l’incremento delle prenotazioni online passerà per la maggior parte per i siti internet degli alberghi. La quota di vendite online diretta passerà dal 13% del 2018 al 19% del 2022 (se adesso le vostre vendite dirette dal sito di proprietà sono inferiori al 13% del fatturato della struttura fate due chiacchiere con la vostra web agency e con il fornitore del motore di prenotazione o con chi vi cura le campagne online). La massa intermediata dalle OTA resterà invariata fino al 2022 al 28%, per questo le aziende leader di settore tendono a crescere tramite acquisizioni o iniziano a pensare di gestire marchi alberghieri oppure unità abitative direttamente. Una dinamica identica a quella che interessò i tour operator qualche decina di anni fa.

Nel prossimo futuro, anche se più lentamente del previsto, le vendite dirette online degli alberghi faranno registrare una crescita annua tra il 16 e il 13%, le OTA si attesteranno sul 4%. La crescita media dalla fusione dei due canali sarà tra il 12 e il 7% annuo nei prossimi 4 anni. Nel 2022 il transato online alberghiero sarà per il 40% diretto e per il 60% intermediato.

I segmenti dove ci sarà più possibilità di crescita per le OTA saranno quello delle ferrovie, Google e Expedia se ne sono già accorte, inoltre potrà essere vincente per i TO saper restare il più possibile offline ma in particolare saper governare il passaggio da offline a online. Dal 2016 al 2022 il settore dei tour operator passerà da una quota dell’8% al 18%. Questo è l’unico settore, tra quelli presi in esame, che crescerà oltre il 100% e le OTA se ne sono già accorte offrendo alle agenzie di viaggi canali privilegiati di prenotazioni.

Ultimo dato interessante, tra le OTA Bookings ha una quota di mercato pari al 57%, Expedia il 24%, eDreams Odigeo il 6%, Lastminute.com Group il 7%, gli altri si suddividono il 6% del mercato.

Lo studio completo di Phocuswright lo potete trovare qua.

Immagine MaxPixel (1)

Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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