La settimana dei matrimoni d’interesse nel turismo

[Expedia + Marriott] e [Booking.com + Amazon] In questi giorni si sono consumati due matrimoni molto significativi per il panorama della distribuzione internazionale.

L’accordo tra Expedia e Marriott non è un semplice calumet della pace acceso sul livello commissionale più o meno conveniente. La lotta si è inasprita sempre di più da quando Marriott acquistò Starwood – nel 2016 – diventando la catena alberghiera più grande al mondo. Pare che, dietro al recente accordo, si celi un piano distributivo a tutto campo che mescola effetti sulle spese del marketing con privilegi distributivi per prodotti inclusi nelle piattaforme Expedia e quelle di Marriott come, per esempio, Marriott Vacations che pescherà i voli dei suoi pacchetti sul database della OTA. Per approfondire vi consiglio il post molto dettagliato di Dennis Shaal su Skift. Non solo commissioni quindi, ma legami sempre più “mischiati” a livello distributivo e pubblicitario. C’è già chi si chiede cosa cambierà nella distribuzione per gli agenti di viaggio che, in alcuni casi, si ritengono immuni, in altri preoccupati.

Se Expedia e Marriott puntano sulla fluidità e l’efficienza distributiva, il matrimonio tra Booking.com e Amazon è molto più rivolto a perseverare nella più truce lotta di prezzo. Tutti i clienti Amazon Prime diventano automaticamente Genius. Ma non è finita, non solo gli utenti Prime (per adesso solo in Austria e Germania) avranno lo sconto del 10% riservato alla geniale platea di Booking.com, ma anche un 10% di rimborso sul valore della prenotazione da consumarsi sul prossimo viaggio. Siamo al massimo livello di quella che qualche anno addietro definii ipermediazione (suscitando, allora, l’ilarità di qualche guru professionale). Allora sostenevo l’assurdità nel continuare a finanziare (anche con vantaggi tariffari) piattaforme che non erano in grado di aumentare i flussi turistici, ma solo a dirottarli verso chi avrebbe pagato il più possibile per la visibilità su internet. Nel mentre anche Antonio Pezzano proprio, su questo blog, immaginava il supermercato turistico di questi giorni, lui lo scrisse nel 2015.

Mentre su Facebook – qualche ora fa – invitavo i colleghi a ragionare sul fare sconti ai clienti abituali come fossero i nostri “Genius”, altri albergatori annunciavano il ritiro da campagne Genius e altre amenità legate alle scontistiche delle OTA, altri annunciavano la riduzione degli allotment sui portali e altre pindariche e funamboliche soluzioni che, compreso quella da me indicata, non so bene quanto potranno cambiare le sorti di questo caos calmo come lo chiama l’amico e collega Giancarlo Carniani.

le OTA non vendono camere ai turisti, vendono visibilità su internet a quegli albergatori disposti a pagarla di più

Dopo questa patetica autocitazione da anziano operatore e dopo avervi rovinato il week end mi taccio e vi lascio nelle confortevoli braccia di coloro che, da lunedì e per tutta la settimana prossima e per gli anni a venire, continueranno a cullarvi tra le “experience”e il “piccolo è bello” e nel frattempo fanno i soldi con le vostre camere. It’s about selling, darling!

Immagine di copertina MaxPixel (1)

Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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