Expo 2015: la leggenda metropolitana delle tariffe scandalose degli hotel milanesi

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Expo: se le tariffe non salissero alle stelle in queste occasioni, quando e come le economie locali potrebbero recuperare gli investimenti fatti in eventi internazionali?

Sapete che raramente difendo gli albergatori e che spesso sono critico nei loro confronti ma questa storia delle tariffe vergognosamente alte a Milano in occasione di Expo si basa su valutazioni poco precise e in alcuni casi farlocche.

Da anni lavoro sulle tariffe fornite dal tHPI di trivago e assillo Giulia Eremita e gli altri ragazzi dello staff per analizzare dati e sentiment dei mercati. Senza dubbio i rilevamenti di trivago, in particolare quelli relativi al periodo dell’Expò, dimostrano una poco saggia e assai schizzofrenica gestione del revenue, ma questo è un errore tattico. In parte ascrivibile ai fanfaroni che annunciavano 26 milioni di visitatori senza specificarne, provenienza, soggiorno medio previsto e potere di acquisto.

La strategia di innalzare i prezzi invece è cosa buona è giusta, dovrebbe dipendere sì dall’esistenza dell’evento ma in particolare dal progressivo diminuire delle disponibilità. In sostanza i prezzi dovrebbero alzarsi all’aumentare delle prenotazioni effettivamente arrivate. E’ un revenue minimalista ma avrebbe evitato i ribassi che pare si siano fermati – fortunatamente – solo nelle ultime ore.

Due sono le supercazzole (passatemi il termine) che sono girate negli ambienti dell’ospitalità e di Expò. La prima è che durante le Olimpiadi di Londra i tassi di occupazione furono bassissimi, la seconda che le tariffe alla fine crollarono.

Ecco come ce l’ha raccontata Sala:

«Lo spauracchio è quello delle Olimpiadi di Londra: i prezzi delle stanze erano schizzati e la sera della finale dei 100 metri metà degli alberghi erano vuoti. Il motivo? Troppo cari». Sala ne ha parlato anche durante il recente road show in Cina: «Gli albergatori sarebbero pazzi se alzassero i prezzi durante i sei mesi.»

Ecco come andò nel 2012: secondo uno studio di STR Global, nel periodo delle Olimpiadi l’occupazione media a Londra salì del 4,8%, i prezzi salirono dell’86,1% e il RevPar del 95%.

expo-revenue-londra
 E a Milano cosa è successo? Milano, secondo il tHPI di trivago di maggio (dati provvisori, si raccomanda di precisare Giulia Eremita) salirà a 225,00 euro, in pratica il 47% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Londra, nel luglio 2010 – sempre secondo Trivago – era prevista a 261 euro contro gli attuali 225 previsti a Milano, tre anni dopo.
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Visto che i due eventi sono stati paragonati, ci siamo divertiti a calcolare lo spread Milano/Londra dal 2010 ad oggi (sempre con il tHPI di trivago). Da anni il punto minimo dello spread (attualmente attorno ai 30 euro) si sta orientando a favore di Londra (ché rispetto a Milano ha il vantaggio sia  di essere la capitale politica sia la capitale finanziaria), il massimo storico è stato raggiunto proprio in occasione delle Olimpiadi del 2012 superando i 132 punti. Le previsioni di maggio segnalano Londra a 263 contro i 225 di Milano con la capitale britannica che guadagna 7 punti rispetto a aprile. Insomma, nonostante Expò, la differenza tra le tariffe di Londra con quelle di Milano sono al minimo della forbice. Secondo me, la storia del caro tariffe degli hotel in occasione di Expò ha pieno diritto di entrare a far parte delle leggende metropolitane.

Immagine di copertina Pixabay (1)

Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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