Chi gestisce una pagina Facebook per un hotel, un blog o una destinazione in questi giorni potrebbe aver visto comparire un avviso: i post con link esterni sono limitati a due al mese e, per pubblicarne di più, è necessario un abbonamento. Non è un pesce d’aprile fuori stagione né una novità assoluta. È però il segnale più esplicito, finora, di una direzione che le piattaforme seguono da anni: tenere le persone dentro, e far pagare chi vuole portarle fuori.
Premessa personale, per trasparenza. Le pagine Facebook dell’Oasi e di Silvia’s Trips le ho fermate io, per scelta: quella dell’hotel a gennaio 2023, quella del blog a febbraio 2025, in entrambi i casi dopo circa due anni di riflessione. Il motivo non era né la portata calante né un presentimento di ciò che sarebbe successo. Era più semplice: non tutti i social vanno bene per tutti, e Facebook non rispecchiava più né l’Oasi né lo spirito di Silvia’s Trips. Le pagine esistono ancora: un ultimo post spiega perché ho deciso di “congelarle”, rimanda al sito e agli altri canali social attivi e promette che continueremo a rispondere ai messaggi privati. Lo racconto non per dire “ve l’avevo detto”, perché non l’avevo detto a nessuno e per molte strutture Facebook resta un canale sensato. Lo racconto perché questa notizia mette sul tavolo, in modo molto concreto, la domanda che mi ero fatta allora: su quale terreno sto costruendo la mia presenza, e perché proprio lì?
Cosa è successo, in ordine
La storia comincia a dicembre 2025, quando Meta confermò un test limitato che riduceva a due al mese i post organici con link esterni per le Pagine e i profili in modalità professionale senza abbonamento a Meta Verified. L’obiettivo dichiarato era capire se pubblicare più link potesse rappresentare un valore aggiunto per gli abbonati. Gli editori erano esclusi dal test.
Il 15 settembre 2026 è arrivato Meta One, l’abbonamento che riunisce funzioni a pagamento su Instagram, Facebook, WhatsApp e Meta AI, con piani per aziende e creator da 14,99 a 499,99 dollari al mese. Due giorni dopo, Social Media Today ha riportato che il limite è stato esteso a molte più Pagine, con un avviso che propone l’abbonamento a chi ha esaurito i due link del mese.
Il Centro assistenza di Facebook, anche in italiano, ora lo scrive chiaramente, e alcuni dettagli contano più del titolo.
Il primo: il limite riguarda i link nei post o nei commenti organici, massimo due al mese. Il trucco del “link nel primo commento”, usato da anni per non far crollare la portata, consuma la stessa quota.
Il secondo: il piano base non basta. Con Essential (14,99 dollari al mese) si resta a 2; si sale a 8 con Advanced (49,99 dollari), a 20 con Expert (149,99 dollari) e si arriva all’illimitato solo con Max (499,99 dollari). I prezzi si riferiscono a una singola pagina e possono variare in base all’area geografica.
Il terzo: il contatore si azzera il primo di ogni mese (con un abbonamento, alla data di rinnovo), e i link non usati non si accumulano.
Il quarto: non tutto conta. Restano esclusi i link alle tecnologie Meta (Facebook, Instagram, WhatsApp, Threads), i link dei partner di affiliazione di Facebook, i link nelle inserzioni e, dettaglio da non sottovalutare, i link aggiuntivi pubblicati nei commenti di un post che contiene già un link.
Instagram: il link nel post esiste, ma a pagamento
Su Instagram la novità ha il segno opposto, almeno in apparenza. Il link cliccabile nei post, richiesto da anni, arriva finalmente, ma solo per chi paga: con Advanced si possono aggiungere link a 4 post e 4 Reel al mese, che diventano 8 con Expert e 12 con Max. Il link in bio e lo sticker nelle storie restano come prima.
Per un hotel indipendente, quindi, con il piano Advanced lo scenario è questo: circa 50 dollari al mese per pagina per 8 contenuti linkabili su Instagram (4 post e 4 Reel) e 8 post o commenti con link su Facebook, in un pacchetto che include anche altre funzioni (programmazione delle storie, analytics esportabili, badge verificato, assistente AI per i messaggi). Nemmeno il piano più caro rende illimitati i link su Instagram. Se le altre funzioni vi servono davvero, il conto può tornare utile. Se state pagando solo per i link, probabilmente no.
Il dato che ridimensiona tutto
C’è un numero, fornito dalla stessa Meta, che aiuta a leggere la notizia senza isterismi. Secondo il report sui contenuti più visti del primo trimestre 2026, il 98,7% delle visualizzazioni di post negli Stati Uniti riguardava post privi di link esterni. Nel 2022 la quota di contenuti visti tramite link era del 9,8%; oggi è dell’1,3%.
Tradotto: su Facebook i post con link erano già quasi invisibili. Il limite non chiude una porta aperta, ma mette un lucchetto a una porta che l’algoritmo teneva socchiusa da anni. E non è un incidente di percorso. Già nel 2016 Zuckerberg aveva descritto una strategia di monetizzazione in tre fasi: costruire un prodotto amato, favorire l’uso gratuito da parte delle aziende, poi offrire a pagamento le leve per crescere. Siamo nella terza fase, annunciata da dieci anni.
Gli altri social: stessa direzione, strumenti diversi
Facebook è il primo a mettere un prezzo esplicito sul link, ma non è l’unico a scoraggiarlo. Il quadro, oggi, è questo.
| Piattaforma | Link nei post organici | Cosa sappiamo |
|---|---|---|
| Facebook (Pagine) | 2 al mese gratis tra post e commenti, poi abbonamento | Limite ufficiale, con alcune esclusioni |
| Solo a pagamento (da Advanced) | Link in bio e storie invariati | |
| Liberi, ma con meno portata | Penalizzazione non ufficiale, misurata da studi indipendenti | |
| X | Liberi, ma deprioritizzati | Confermato dalla proprietà nel 2024 |
| Threads | Liberi, poco spinti dall’algoritmo | Esclusi dal conteggio del limite Facebook |
| Bluesky | Liberi, nessuna penalizzazione dichiarata | Pubblico più piccolo |
Su LinkedIn la questione è sfumata. Nel 2025 un dirigente di prodotto della piattaforma ha dichiarato che non esiste una penalizzazione algoritmica per i post con link, purché il contenuto abbia valore di per sé. I dati indipendenti raccontano altro: un’analisi di oltre 900.000 post ha rilevato che i post con link ottengono in media il 26,5% di portata in meno, e che le pagine aziendali sono colpite più dei profili personali, che non mostrano quasi alcuna penalizzazione. Il rapporto di Richard van der Blom su 1,3 milioni di post, ripreso qui, stima un calo della portata mediana del 18,8% con un link nel corpo del post, e segnala che anche il link nel primo commento non aggira più il problema. Leggo spesso numeri molto più catastrofici, come il 60%: il campione più ampio suggerisce prudenza, più che panico.
Su X la questione è chiusa da tempo: già nel 2024 Elon Musk aveva di fatto confermato che i post con link nel testo principale vengono deprioritizzati, suggerendo di mettere il link in risposta.
Bluesky si è posizionato esattamente sul lato opposto: la sua COO ha dichiarato che la piattaforma non declassa i link, e alcune testate hanno segnalato più traffico da lì che da Threads. Il pubblico è molto più piccolo, e per un hotel non è certo il canale principale; per un blog di viaggi o per chi scrive di settore, però, è un posto dove il link funziona ancora come dovrebbe.
Cosa significa per hotel e destinazioni
Il link nel feed non è mai stato un canale di distribuzione. Era un canale di relazione con un po’ di traffico come effetto collaterale. Se per voi Facebook serviva a “portare gente sul sito”, guardate i dati prima di decidere: in GA4, le sessioni e le conversioni da facebook.com, l.facebook.com e m.facebook.com negli ultimi dodici mesi. In molti casi scoprirete che il limite toglie poco.
Il conto dell’abbonamento si basa sul valore di un clic, non sul prezzo. Circa 50 dollari al mese sono pochi se Facebook vi porta anche solo una prenotazione diretta ogni due o tre mesi. Sono molti se il traffico da Facebook non converte, o se lo pagate solo per non sentirvi esclusi. Avevo già scritto di quanto le OTA investano per presidiare ogni punto di contatto: noi non possiamo inseguirle su quel terreno, ma possiamo decidere, con i numeri, dove vale la pena spendere.
Due link al mese vanno trattati come una risorsa limitata. Se restate gratuiti, usateli per ciò che converte davvero: un’offerta con booking diretto, l’apertura delle prenotazioni per un evento, una pagina con date e disponibilità. E sfruttate l’eccezione prevista da Meta: un post che contiene già un link può ospitarne altri nei commenti senza consumare la quota. Meglio un post ricco e ben costruito che tre post con un link ciascuno. Tutto il resto diventa contenuto nativo: foto, video, testo che funziona anche senza clic.
Attenzione alle destinazioni e agli enti locali. Per un Comune o una Pro Loco che su Facebook pubblica decine di eventi al mese, ognuno con il link al programma o alla prenotazione, due link sono un limite pesante, e non è detto che un ente pubblico venga trattato come “editore”. Vale la pena pianificare adesso: calendario eventi sul sito, un’unica pagina aggiornata a cui rimandare, e un canale proprio (newsletter, canale WhatsApp) per chi vuole ricevere gli aggiornamenti.
Occhio all’effetto collaterale: Meta vi spinge a restare in casa Meta. I link verso WhatsApp, Instagram e Threads non consumano la quota. È comodo, ma significa rimandare le persone da una piattaforma Meta a un’altra, non a voi. Un canale WhatsApp è utile; un canale WhatsApp al posto del sito, della newsletter e della scheda Google è un’altra forma di affitto.
Rafforzate i canali che sono vostri, o quasi. Il sito, la newsletter, la scheda Google Business Profile, i dati coerenti che alimentano motori di ricerca e assistenti AI. È lo stesso ragionamento che facevo parlando di TikTok che prova a diventare metasearch: le piattaforme spostano continuamente il punto in cui nasce la prenotazione, e l’unico modo per non inseguirle è avere una base solida che non dipenda da loro.
E se la pagina è ferma, come le mie? Non va cancellata per forza, ma va chiusa bene. Un ultimo post che spiega la scelta e indica dove trovarvi (sito, blog, newsletter, email, WhatsApp) fa il lavoro di un cartello sulla porta. Un dettaglio curioso: i miei due post di congedo contengono diversi link esterni, ma, essendo tutti nello stesso post, avrebbero consumato un solo link della quota. Chi deve ancora scrivere il proprio può fare lo stesso: tutto in un unico post, eventualmente con altri link nei commenti (personalmente non sopporto i link nei commenti e, di fatto, li ignoro perché mi impongono di “fare un lavoro” che non mi va di fare…). Due cose da non trascurare: tenere aggiornati orari, contatti e indirizzo, e continuare davvero a rispondere ai messaggi, perché chi vi cerca per nome dentro Facebook esiste ancora, ed è spesso un ospite già deciso.
La mia lettura
Non credo che questa mossa sia uno scandalo, né che Meta stia “tradendo” le aziende: sta facendo esattamente ciò che ha sempre dichiarato di voler fare. Credo però che sia un ottimo promemoria per chi ha costruito la propria comunicazione su un terreno altrui dando per scontato che le regole restassero ferme. Non restano mai ferme, e quasi mai cambiano a nostro favore.
Per questo credo che il criterio giusto per scegliere dove esserci non sia la paura di restare fuori, ma l’affinità: con il proprio pubblico, con il proprio tono, con ciò che si vuole costruire. Una piattaforma che non ci somiglia ci costa tempo anche quando è gratuita.
La domanda utile, quindi, non è “pago o non pago Meta One?”. È: se domani ogni piattaforma su cui pubblico cambiasse le regole, cosa mi resterebbe in mano? Se la risposta è “poco”, il problema non è Facebook.
Per un punto di vista diverso, più operativo e da chi i social li gestisce di mestiere, consiglio la lettura dell’articolo di Veronica Gentili sul suo blog: Facebook limita i link delle Pagine: 2 al mese, commenti compresi.
Domande frequenti
Quanti link si possono pubblicare gratis su una pagina Facebook?
Due al mese, contando sia i post sia i commenti organici. Il limite si azzera il primo di ogni mese e i link non utilizzati non si accumulano. Per superarlo serve un abbonamento Meta One Advanced, Expert o Max.
Quali link non rientrano nel limite?
Secondo il Centro assistenza di Facebook, non contano i link verso Facebook, Instagram, WhatsApp e Threads, i link dei partner di affiliazione di Facebook, i link nelle inserzioni e i link aggiuntivi nei commenti di un post che contiene già un link.
Quanto costa Meta One per le aziende?
I piani vanno da 14,99 a 499,99 dollari al mese per pagina. Il limite di due link su Facebook resta invariato con Essential e passa a 8 con Advanced (49,99 dollari), a 20 con Expert (149,99 dollari) e diventa illimitato con Max (499,99 dollari). I prezzi possono variare a seconda dell’area geografica.
Conviene abbonarsi a Meta One per i link in un hotel?
Dipende da quanto valgono i clic su Facebook e Instagram. Se il traffico da Meta genera prenotazioni dirette misurabili, il costo può essere giustificato; altrimenti conviene puntare su contenuti nativi, sito, newsletter e scheda Google.
Anche LinkedIn e X penalizzano i link?
X ha confermato di deprioritizzare i post con link nel testo. LinkedIn nega una penalizzazione ufficiale, ma studi indipendenti su centinaia di migliaia di post rilevano un calo medio della portata tra il 19% e il 27%, più marcato per le Pagine aziendali.
Fonti
- Centro assistenza di Facebook, limiti ai link sulle Pagine: https://www.facebook.com/help/1929252614431792?locale=it_IT
- Meta, piani Meta One: https://www.meta.com/it-it/meta-one-plans/
- Meta Newsroom, Introducing Meta One: https://about.fb.com/news/2026/09/introducing-meta-one-subscription-service-more-features-ai/
- Social Media Today, Facebook Pages get charged for link posts: https://www.socialmediatoday.com/news/facebook-pages-get-charged-for-link-posts/830743/
- Social Media Today, Meta launches Meta One for Business add-on packages: https://www.socialmediatoday.com/news/meta-launches-meta-one-for-business-add-on-packages/830469/
- MediaNama, Meta Tests Monthly Pay-Wall on URLs in Facebook Posts: https://www.medianama.com/2025/12/223-meta-pay-wall-urls-facebook-posts-verified-subscribers/
- Meta, Widely Viewed Content Report: https://transparency.meta.com/reports/widely-viewed-content-report/
- Ordinal, LinkedIn Link Penalty: 900K Post Study: https://www.tryordinal.com/blog/linkedin-link-penalty-study
- All In, LinkedIn’s algorithm reset in 2026: https://media-all.in/en/blog/linkedin-fall-2026-algorithm-changes/
- Mediagazer, Musk e i link su X: https://mediagazer.com/241125/p11
- NBC News, Bluesky e il declassamento dei link su X: https://nbcnews.com/tech/social-media/bluesky-x-becomes-social-media-rcna181685
*immagine di copertina generata con l’AI









