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Sì, da qualche settimana può farlo anche un qualsiasi hotel italiano. Dal 18 agosto ChatGPT Ads è arrivato in 31 Paesi europei, Italia compresa, e dal 31 agosto la piattaforma si può usare da soli, senza passare da un’agenzia o dal team commerciale di OpenAI. Basta un sito e una carta di credito.

Ho letto le pagine di spiegazione, ho capito il meccanismo, e a quel punto la domanda era una sola: ma per un hotel come il mio, ad Arezzo, ha senso? L’unico modo per saperlo era aprire Ads Manager e provare. Ecco com’è andata.

Un hotel può fare pubblicità su ChatGPT? Vediamo un esempio concreto di test realizzato da Michele Passalacqua nel suo hotel.

Come funziona la pubblicità dentro ChatGPT, in breve

Gli annunci compaiono sotto la risposta, in un riquadro separato, con la scritta che è contenuto sponsorizzato. Non entrano nel testo che ChatGPT scrive. Se qualcuno chiede “un hotel con piscina vicino ad Arezzo” e l’assistente ne consiglia tre, nessuno dei tre ha pagato per esserci. L’annuncio, se c’è, sta sotto e si vede che è un’altra cosa.

Il targeting non si basa sulle parole chiave come su Google, ma sull’intento della conversazione. L’inserzionista dà dei “suggerimenti di contesto”, e il sistema decide se il suo annuncio ha senso in quella chat. Chi ha lavorato con Google Ads ritrova la struttura campagna, gruppo di annunci, annuncio, e i modelli a impression o a clic.

Tre cose da sapere prima di iniziare:

  • gli annunci li vedono solo gli utenti dei piani gratuiti (Free e Go), chi paga l’abbonamento non li vede;
  • in Europa, per adesso, la personalizzazione è spenta: l’annuncio si aggancia solo alla conversazione in corso, non alla storia dell’utente;
  • non compaiono nelle chat temporanee e non compaiono vicino a conversazioni delicate, salute in testa.

Il primo annuncio te lo scrive lui

Il percorso di ingresso è pensato per chi non ha mai fatto pubblicità. Chiede solo l’indirizzo del sito. Metti www.aschotel.com, premi un bottone e per qualche secondo compare la scritta “Sto pensando”.

Poi arriva l’annuncio, già fatto. Nel mio caso ha pescato dal sito due temi, “hotel ad Arezzo per sportivi, team e viaggiatori smart” e “soggiorni con piscina, palestra e coworking”, ha preso la foto della piscina e ha scritto: “Arezzo per sportivi. Piscina, padel e palestra per il tuo soggiorno”.

Devo essere onesto: non male. È quello che scriverei io per una campagna di partenza, e ha capito in tre secondi qual è il posizionamento dell’hotel. 

Chi ha letto qui come ottimizzare l’hotel per la ricerca AI sa perché: se il sito dice chiaramente cosa sei, la macchina lo legge. Se non lo dice, l’annuncio ti viene generico, e la colpa non è della macchina.

Il piano consigliato, e dove bisogna stare attenti

Dopo l’anteprima arriva la schermata “Ecco il piano consigliato”. Qui bisogna leggere ogni riga, perché due su sei erano sbagliate per me.

Il piano proposto era questo:

  • obiettivo: clic;
  • posizioni: Stati Uniti;
  • URL di destinazione: la home page;
  • strategia: risultati massimi;
  • budget giornaliero: 100 dollari.

Se premi “Continua” senza guardare spendi 100 dollari al giorno per farti vedere a Denver.

Ho cambiato le località, ho portato il budget a 25 euro al giorno (il minimo consentito) e ho lasciato il resto. 

Cosa succede dopo il “Continua”

Si finisce nell’Ads Manager vero e proprio, che assomiglia a quello di Meta più che a quello di Google: pulito, poche voci, campagne, gruppi, annunci, fatturazione. La campagna c’è, ma è in stato “non in erogazione” per due motivi.

Il primo è che l’azienda va verificata. Un banner giallo lo ricorda in cima a ogni pagina, e senza verifica gli annunci possono partire ma poi si fermano. Il secondo è che l’annuncio generato in anteprima non è finito dentro la campagna: chiede di “aggiungere contenuti creativi”. Un piccolo salto nel percorso, il tipo di cosa che in una piattaforma di due settimane ci sta.

C’è anche una promozione: chi spende 500 euro entro il 24 settembre riceve 500 euro di credito. È la classica spinta per far provare la piattaforma e, per una struttura piccola, è la cosa che rende sensato il test.

La verifica non la fa OpenAI ma Persona, un fornitore esterno che controlla che l’azienda esista e non sia in qualche lista di sanzioni. Si apre una finestra in inglese e la prima cosa che chiede è un EIN o un TIN, i codici fiscali delle imprese americane. Accanto, un riquadro ti invita a “passare a privato” se non li hai.
Andando avanti appena si indica l’Italia come Paese, il modulo cambia faccia e chiede le cose nostre, codice fiscale o numero REA, partita IVA con il prefisso IT, sito, settore e indirizzo della sede.

Cosa costa e cosa ci si può aspettare

Sul costo dei clic non ho ancora numeri, la campagna non ha ancora speso un euro e non voglio inventarne. Posso dire cosa ho impostato: 25 euro al giorno, obiettivo clic, un mese di prova. Se la promozione viene riconosciuta, il test mi costa la metà.

Su cosa aspettarsi ragiono così. Chi entra su ChatGPT e scrive “cerco un hotel ad Arezzo dove portare la squadra, con piscina, mezza pensione e orari flessibili per gli allenamenti” mi sta dando molte più informazioni di chi digita “hotel Arezzo” su Google. È il tipo di cliente che voglio, e lo dice in una frase.

Il dubbio è sui volumi. Quante persone in Italia fanno quella domanda a ChatGPT, con un piano gratuito, in un mese? Visto che in Europa siamo partitti praticamente ieri con queste campagne, non so cosa aspettarmi e sono anche un po ‘ curioso.

Vale la pena provare?

Se hai un posizionamento chiaro e un sito che lo dice, sì, con un budget da esperimento. Non per sostituire Google, almeno non adesso, ma per capire in tempo se questo diventa un canale, e per avere dei dati propri quando qualcuno, tra un anno, verrà a proporti un pacchetto “AI advertising”.

Se il sito è una vetrina generica con “camere confortevoli nel cuore della Toscana”, aspetta. L’annuncio ti verrà generico come il sito, e i 25 euro al giorno li spendi meglio a sistemare i testi.

Su queste pagine si è scritto di come Meta abbia superato Google nella pubblicità digitale e di cosa questo cambia per chi vende camere. ChatGPT Ads è il terzo tavolo che si apre, e per una volta un albergatore piccolo può sedersi il primo giorno, con gli stessi strumenti dei grandi. Tra un mese vi dico se la spesa ha portato qualcuno a dormire da noi..

 

*immagine di copertina generata con l’AI

Michele Passalacqua

Michele Passalacqua

Michele Passalacqua è albergatore ad Arezzo, dove dal 2015 guida ASC Hotel, una struttura che ospita atleti e squadre in raduno. Presidente dell'Associazione Albergatori di Confcommercio Firenze-Arezzo, forma gli operatori del settore sull'intelligenza artificiale applicata all'hotel. Su Officina Turistica racconta quello che prova sulla sua pelle: automazioni fatte in casa, posizionamento, esperienze al posto delle camere.

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Michele Passalacqua è albergatore ad Arezzo, dove dal 2015 guida ASC Hotel, una struttura che ospita atleti e squadre in raduno. Presidente dell'Associazione Albergatori di Confcommercio Firenze-Arezzo, forma gli operatori del settore sull'intelligenza artificiale applicata all'hotel. Su Officina Turistica racconta quello che prova sulla sua pelle: automazioni fatte in casa, posizionamento, esperienze al posto delle camere.

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