Le catene alberghiere in Italia secondo Horwath

Le catene alberghiere in Italia si stanno consolidando ma la loro incidenza, in confronto al resto d’Europa, è ancora poco rilevante sul totale dell’offerta italiana.

Secondo l’ultimo resoconto di Horwath le catene alberghiere in Italia si stanno consolidando. Le proprietà e le strutture aziendali si stanno portando verso dimensioni industriali. Pian piano la sua spina dorsale competitiva non è più tra hotel a conduzione familiare ma tra gruppi: le attività principali però restano nelle mani di centinaia di piccoli operatori e proprietari degli immobili.

Nel 2018 la domanda alberghiera è cresciuta del 2,3%, in particolare grazie ai flussi internazionali. C’è da dire subito però che gli incrementi che vedremo, come precisa Horwath, dipendono dal fatto che diversi gruppi alberghieri hanno superato la soglia dei 4 alberghi – requisito minimo per essere considerati catena secondo la società di consulenza alberghiera – e anche da un rinnovato interesse da parte dei fondi d’investimento per l’Italia con operazioni di acquisto o fusione che sta continuando anche nell’anno in corso, come per esempio l’operazione di Oaktree che ha rilevato da Castello sgr un gruppo di alberghi italiani per 300 milioni di dollari.

Grazie a queste operazioni, nel corso del 2018, il numero totale di marchi e operatori ha raggiunto 240, rispetto ai 227 dell’anno scorso. I paesi di origine di questi marchi sono molto diversi: non solo quelli nostrani (143 marchi), ma anche USA (36), Francia (13) e Spagna (13), Regno Unito (12), Germania (7), Austria (4), Belgio (2), Israele (2), Taiwan (1) e molti altri paesi.

Nell’espandere la propria impronta globale – spiega Zoran Bačić, Senior Partner & Managing Director Horwath HTL Italy – le catene internazionali sono riuscite ad avere almeno una proprietà in Italia che, nel suo territorio ha il maggior numero di hotel e camere in Europa (Eurostat).Guardando al futuro, mentre il numero di hotel diminuirà (come registrato negli ultimi 10 anni) a causa del progressivo abbandono di immobili che non sono attraenti per operazioni né indipendenti, né per affiliazioni, le catene continueranno a consolidarsi e avvicinarsi a un quinto dell’offerta totale di camere (adesso è il 15,8% cresciuto del 5,1% dal 2017 al 2018).

Se si analizza il numero di camere per categoria alberghiera si nota che, più ci si avvicina alta gamma, il luxury per intenderci, più questa percentuale cresce fino al 50% e il 33% nel segmento medio alto.

Nel confronto con il resto d’Europa l’Italia appare molto debole: a livello di penetrazione delle catene alberghiere sul totale dell’offerta di alberghi siamo al 5%, dietro di noi c’è solo l’Albania, così come per quanto riguarda l’incidenza per numero di camere siamo al 16%, poco sotto Cipro e sempre prima dell’Albania.

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Immagine di copertina MaxPixel (1)

Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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