mercoledì 9 aprile 2014

La banale semplicità del turismo.

I viaggiatori cercano su internet, cercano hotel, percorsi, strade, aerei. Cercano tariffe, comparano soggiorni, pesano reputazione, agiscono di filtri e snocciolano ranking, altro che poesia. La marginalità delle aziende che operano nel turismo va convergendo verso le piattaforme che offrono tali servizi e per vincere la partita abbiamo bisogno di infrastrutture online e offline.

Che le tariffe alberghiere, in particolare in America siano tornate sopra i livelli pre crisi non è una novità, il grafico dimostra però che la marginalità si è di molto deteriorata.


Marginalità che possiamo comprendere dove si sia spostata negli ultimi anni, se osserviamo l'andamento delle quotazioni del titolo Priceline (Società che controlla il 100% di Booking.com).


Ieri il Wall Street Journal ha pubblicato un interessante articolo su Google e il turismo. Big G, seppur lentamente (vedi il difficile caso ITA Software), ha iniziato a fare il suo "Check In" nel turismo. Una situazione particolare se si considera che Google è già il maggiore intermediario mondiale: si accaparra buona parte di quella marginalità che Priceline e altri sono costretti a "pagare" per la visibilità. Pensavo che Google si guardasse bene dal fare concorrenza ai migliori clienti ma pare che, con l'accordo recente con Room 77, Google abbia compiuto un altro passo verso la commercializzazione - o iperintermediazione - dei prodotti turistici.

Sulle interessanti qualità di Room 77 pubblicai un post qualche tempo fa - di recente Expedia ha acquisito una parte del capitale - il sito offre un simpatico concierge service molto ben strutturato.

Ma è possibile che tutte le più grandi operazioni finanziarie e le strategie dei grandi gruppi passino per internet, i viaggi e il turismo?

E' ovvio che la competitività turistica di uno stato/destinazione si gioca sull'efficienza delle infrastrutture online e offline. In entrambe i casi l'Italia appare, per dirla alla Franceschini, nella preistoria. L'aver perso quella marginalità nei bilanci delle aziende significa anche per lo Stato una perdita secca in imposte e tasse, posti di lavoro e possibilità di investimento.

Quel 20% (forse anche di più) che se ne va in commissioni, le tariffe pressate dai comparatori e dai siti che rendono efficiente il mercato, la scarsa capacità nella gestione delle politiche tariffarie da parte degli operatori e situazioni oserei dire al limite della demenza, come quelle che ho visto proporre in Sardegna e nell'entroterra pisano (giusta indignazione dell'amico Cesare), rendono il nostro "sistema turismo" sempre più povero e incapace di reagire.

Abbiamo venduto la prima OTA del mondo - Venere.com - a due bucce, non siamo riusciti a produrre piattaforme di e-commerce decenti, sottovalutiamo ancora l'internet e ci balocchiamo con tecniche di promozione a dir poco goliardiche.

Eppure ci sono persone che molto lucidamente e da tempo segnalano indirizzi, comportamenti e tecniche idonee per rimediare a questo stato di cose. Gli ultimi che ho letto e che spero vengano presi in considerazione da chi ha in mano le sorti del paese (leggi Ministro Franceschini) sono, in ordine di apparizione, il prof. Rodolfo Baggio che proprio su Officina Turistica scrisse Turismo online: che fare, un discorso che continua per linee dirette con Edoardo Colombo che, alla ricerca della marginalità perduta di cui sopra, di recente su Nòva ha pubblicato Dati standard per liberare valore, un lucido e importante riassunto dello stato dell'arte del settore e di ciò che sarebbe necessario fare;  ultimo in ordine di tempo il provocatorio, nel titolo, ma risolutivo, nei contenuti, Turismo: cambiamo tutto! di Antonio Preiti.


Credo che in questi tre scritti vi siano tutte quelle visioni e soluzioni necessarie per rimettere in piedi le cose con un importante equilibrio tra online e offline, oltre alla grande consapevolezza che il turismo ha bisogno di infrastrutture: quelle offline che consentano la fruizione dei territori e  quelle online che consentano la distribuzione dei prodotti turistici. Le destinazioni, di solito, le aprivano i Tour Operator da Thomas Cook con i treni, fino agli aerei, compreso Richard Branson con la Virgin Galactic.

Grazie alla presenza di infrastrutture importanti, in rete e fuori, potranno avere un senso percorsi virtuosi per il lancio, la promozione e il racconto dei territori e delle persone, come hanno fatto ultimamente British Airways e Visit Australia con la campagna Australia has everything, except you. (Prodotto, racconto, destinazione, compagnia aerea, booking on line).

Ringrazio Rodolfo Baggio, Edoardo Colombo e Antonio Preiti per quello che vanno dicendo perché, purtroppo o per fortuna,  i miei clienti da sempre hanno bisogno di vendere le camere, tante camere. Possibilmente continuando a guadagnarci.

P.S. Mentre Branson va sulla luna un turista straniero che vuol venire in Italia con la sua auto o con quella noleggiata in aeroporto trova così il sito Autostrade

 

giovedì 3 aprile 2014

La Puglia su Facebook: intervista a Carlo Caroppo

Proseguono le interviste con i social media manager delle pagine nazionali del turismo su Facebook. Questa volta arriva dalla Puglia Carlo Caroppo che ci spiega come funziona il lavoro sui media sociali di Viaggiareinpuglia e qualche altra bella news da una delle regioni italiane più attive online.

Carlo Caroppo, 34 anni, social media manager di Puglia Events dal 2011 ed anche di Viaggiareinpuglia dal 2013. Si trasferisce a Pavia nel 1998 dove si laurea in economia. Frequenta un master in marketing, comunicazione e nuove tecnologie nel 2007 a Milano, dove lavorerà, poi, per 4 anni in Expedia. Decide che prima o poi dovrà tornare a vivere in Puglia, la sua terra, quando a Sydney si rende conto di aver controllato, per un intero anno, le condizioni meteo del tacco d'Italia.

Tra le pagine regionali su FB quella di ViP ha un buon successo e indici in crescita negli ultimi mesi, some sempre ci interessano quali sono gli obiettivi e la vostra strategia social in generale.

L'obiettivo primario è certamente promuovere e far conoscere turisticamente la Puglia, a 360°. Partiamo da due presupposti:
- La comunicazione turistica della Puglia passa imprescindibilmente dai social network
- La Puglia è ricca di storie da raccontare.
Quello che raccontiamo è il territorio, attraverso i canali social di Viaggiareinpuglia.it, e gli eventi, con Puglia Events, mettendo in atto una strategia integrata. La nostra attività social parte da un attento ascolto della rete, su base quotidiana, volto a individuare le conversazioni che parlano di Puglia, di vacanze, di turismo e, più in generale, di tutto ciò che può portare l'interlocutore a diventare membro della nostra community. Le nostre attività social puntano, inoltre, a comunicare la Puglia attraverso i racconti di chi la vive e a fornire noi stessi delle storie da raccontare. Come accennato in precedenza, tutte le campagne di comunicazione sono legate ai social network attraverso l'utilizzo di un hashtag specifico che ci impegniamo, di volta in volta, a popolare di contenuti.
I social network, quindi, sono diventati il punto di incontro tra online e offline. Un esempio sono #WeAreinPuglia, #weekendPuglia e, a breve, anche #PasquainPuglia.


Su quali social network siete attivi? Avete delle iniziative in corso, appuntamenti fissi con i vostri followers? 

Siamo presenti sui principali social network: Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, Youtube, Vine, Flickr ed anche Issuu e Slideshare. Il canale più importante in termini di interazioni e contenuti è certamente Facebook, seguito da Twitter. Una community che insieme a quella di Puglia Events raggiunge numeri molto soddisfacenti per il nostro team e, crediamo, per la Puglia intera. Grazie agli inisight di Facebook e ad altri tool dedicati, formuliamo un piano editoriale su base settimanale con diverse rubriche e appuntamenti fissi con la community: dal quiz alla scoperta della Puglia, passando dalle foto d'epoca della nostra regione fino ad arrivare a #VieniaMangiareinPuglia, l'attesissima rubrica dedicata alla tradizione culinaria pugliese che, da qualche mese, si è arricchita della collaborazione con i food blogger locali.
Ogni appuntamento fisso è scandito da un hashtag specifico, tra cui svetta #WeAreinPuglia che racchiude un po' tutti gli altri. Legato alla nostra campagna di comunicazione all'estero, #WeAreinPuglia rappresenta una finestra aperta sulla Puglia da cui far guardare tutta l'Europa.

Tra le vostre azioni social, quali sono quelle preferite dagli utenti? 

Ce ne sono diverse. La parete di foto e cartoline della Puglia che portiamo in giro in ogni manifestazione o fiera a cui partecipiamo è sicuramente molto apprezzata. Abbiamo chiesto alla nostra community di inviarci una foto attraverso cui far vedere la loro Puglia. Le più votate, poi, sono diventate delle vere e proprie cartoline che chiunque può scrivere al nostro stand. La spedizione, poi, è a nostro carico, viene effettuata in Puglia e può raggiungere qualsiasi destinazione nel mondo. Anche i live twitting di Puglia Events con annessi video blogging degli eventi sono molto apprezzati da chi vorrebbe seguire dal vivo la manifestazione e non può farlo.


Come scegliete i temi che trattate? 

I temi sono legati ai prodotti turistici che la nostra regione ha da offrire: dalla spiritualità alla natura, dal mare alle tradizioni, dall'enogastronomia all'arte e alla cultura. Nel fare ciò, ci teniamo molto a promuovere la Puglia per intero, comunicando le bellezze che tutta la nostra regione ha da offrire, non solo i luoghi già conosciuti da un punto di vista turistico, ma anche quelli da scoprire e che possono essere dei tesori dal punto di vista paesaggistico e culturale.

Avete dei benchmark di riferimento? Come monitorate le vostre attività? 

Personalmente, seguo molto i canali social dell'ente del turismo australiano e, da qualche tempo, anche Italia.it con molto orgoglio. Per quanto riguarda il monitoraggio, abbiamo sempre sott'occhio gli insight di Facebook e i nostri tracker su Tweetreach. Abbiamo una rassegna stampa social che ci arriva ogni mattina e che ci aiuta nella sentiment analysis, Su base mensile, poi, analizziamo nel dettaglio i report Facebook e Tweetreach per migliorare la strategia.

Ci racconti la giornata tipo del social media team della Puglia? 

Appena arrivati in ufficio diamo un'occhiata generale ai nostri account, in base a quello che sono gli incarichi di ciascuno. Rispondiamo a tweet, commenti e post che sono arrivati durante la notte. Ci teniamo a farlo con tutti e a non lasciare domande o richieste inevase. Siamo in tre a gestire sia i canali di Viaggiareinpuglia.it che quelli di Puglia Events e abbiamo deciso di suddividere i nostri incarichi in base alle proprie attitudini con i diversi social network, cercando comunque di scambiarci quante più informazioni possibili in modo da avere sempre una visione generale consapevole di tutta la nostra comunicazione social. Grazie a dei team meeting settimanali, poi, riesco ad avere la visione generale su quello che sta succedendo nel team e a condividere news e progetti speciali che ci vedono coinvolti.

Grazie Carlo.

Le interviste già pubblicate: Toscana, Liguria, Abruzzo e Marche.

Se volete seguire l'andamento delle pagine Facebook del turismo regionale italiano non perdetevi la rubrica mensile che curo per lo Studio Giaccardi & Associati di Ravenna. Il report, da novembre 2013 è stato arricchito con l'analisi dalle performance di 21 pagine Facebook delle maggiori nazioni UE scelte per numero di presenze turistiche. Vi ricordo anche, come vedete nell'immagine a lato, che è in corso una campagna a sostegno della pagina Facebook dell'Italia per raggiungere quota 200mila like. #Ilikeitaly e voi? Avete messo il vostro like? La pagina Facebook di Italia.it va molto bene, con tassi di engagement veramente degni di nota. E, se funziona, è meglio per tutti!

Il prossimo mese intervista con un altro social media manager del turismo italiano, c'è qualcuno che si offre volontario?

venerdì 28 marzo 2014

Do it for Denmark

Lo spot della Spiess Travel in pochi giorni sfiora un milione di visualizzazioni. Mentre tutti si affannano - in Italia - a voler salvare il bilancio con l'industria turistica, i danesi addirittura, col turismo, vogliono risolvere il problema delle nascite.


Se in vacanza concepite un figlio avete vinto. E' da un po' che lo vado dicendo: una volta durante le vacanze si facevano meno recensioni e si faceva molto di più all'amore... E se non potete fare figli perché siete anziani o perché amate e basta?

Nessun problema, nell'amore si vince semplicemente partecipando. Siate felici, andate in vacanza fatelo per la Danimarca - ma fatelo in Italia, mi raccomando :-)


Segnalato da Simona, visto su video.corriere.it