martedì 26 maggio 2015

Portale chi?

di Antonio Pezzano*

Il portale su internet é stato ed é, un immancabile ingrediente della dieta del marketing turistico contemporaneo. A che serve? E davvero un buon investimento?

Sono domande banali, ma così tanto banali che la maggior parte degli enti del turismo nazionali o locali non se le pongono ed investono milioni di euro a prescindere. Se ancora esiste l’ultimo dei “Mohicani” che il portale serve a vendere o, come si dice da noi, “serve per la promo-commercializzazione”, presentatemelo.

Serve ad ispirare la vacanza e/o accendere la miccia dell’interesse o della “fissa” per una destinazione? Può darsi, ma per chi partecipa nel mercato globale le probabilità di partecipare al gran ballo della festa sono davvero poche.

Guardate il grafico qui sotto: abbiamo preso la posizione di alcuni portali turistici nel ranking alexa.com, ne abbiamo ricavato il suo inverso (1/posizione) e il numero ottenuto lo abbiamo moltiplicato per 1 milione. Ad esempio, l’indice di popolarità di Google é 1 milione; essendo Google il numero 1 del ranking alexa, abbiamo 1/1=1 e visto che 1 per un milione fa un milione, abbiamo Google = 1 milione.



Le cose interessanti del nostro indice sono due. La prima: farsi notare su internet é come cercare l’ago in un pagliaio. La seconda: la posizione interessante di Nuova Zelanda e Irlanda, relativamente elevata rispetto a destinazioni turistiche più’ importanti in termini di appeal (ho la fissa) e di presenze turistiche effettive. Insomma, i Davide che abbattono i Golia. Perché?

Per la Nuova Zelanda si tratta di un risultato frutto di una strategia studiata a tavolino. Il portale é indirizzato ad alcuni precisi segmenti di mercato con una funzione precisa: informare e ispirare soprattutto chi é già sul luogo. Da qui la scelta di lingue e contenuti, che a volte cambiano in funzione delle lingue e quindi dei mercati di riferimento (non dimenticare mai la dimensione culturale per i tedeschi!!!). Come sono arrivati: tanta ricerca e decisioni pragmatiche.

Cosa vuol dire tanta ricerca? Che il secchione che analizza i dati non é sempre e solo l’analista di una società di consulenza o di ricerche di mercato, ma é un team che ha una funzione centrale nelle attività dell’ente turistico. Cosa vuol dire decisione pragmatiche? Applicare il buon senso: se i turisti preferiscono le OTA per prenotare e sono ispirati da una miriade di strumenti (cronaca, cinema, letteratura, tv), perché creare alternative costose e inefficaci? Cosa ci vuole per avere tanto buon senso? Un ente del turismo che non é il territorio per le strategie di consenso politico, ma un’organizzazione dinamica che deve fare l’interesse delle imprese del settore. Come si fa ad avere questo tipo di organizzazione? Prima bisogna volerlo. Secondo, lo abbiamo già spiegato nelle puntate precedenti.

 *Antonio Pezzano ha maturato più di dieci anni di esperienza come consulente nel settore delle politiche pubbliche per il turismo lavorando sia in Italia, sia all´estero. Attualmente è Team leader di un gruppo di lavoro che supporta il Dipartimento Turismo della Regione Sicilia a programmare, gestire e valutare le politiche regionali di sviluppo turistico nell’ambito di un Accordo di Programma Quadro Stato Italiano-Regione Sicilia. E’ stato per conto della Commissione Europea, coordinatore della rete di destinazioni turistiche europee di eccellenza, EDEN. Inoltre, ha collaborato con Think Tank, Università e NGO (tra i quali il CEPS di Bruxelles, University of Surrey, Sustainable Travel International, Intasave) nell’ambito di progetti di ricerca commissionati dalla Commissione Europea quali la valutazione d’impatto del Marchio del Turismo Europeo e lo Studio di Fattibilità per un sistema di indicatori relativi al turismo sostenibile. Laureato in Economia e Commercio a Firenze (1998), ha conseguito un Master Degree in Management presso l´Asian Institute of Management di Manila (2008) e un Master Diploma in Management del Turismo alla Scuola Internazionale di Scienze Turistiche di Roma (1999).

domenica 24 maggio 2015

Tripadvisor compie 15 anni: storia e numeri in una infografica

La platea dei viaggiatori è divisa in due: c'è chi lo usa con soddisfazione e chi lo ritiene poco affidabile. Tra i gestori c'è chi lo osanna e chi lo vorrebbe vedere cadere in disgrazia. Comunque la pensiate ecco come Tripadvisor racconta i suoi primi 15 anni e i suoi 200 milioni di contributi degli utenti.


15° anniversario di TripAdvisor


Prima di TripAdvisor, molti viaggiatori si affidavano alle agenzie e alle guide per pianificare i loro viaggi. Oggi, è molto più facile per loro scoprire e trovare la vostra struttura. Ogni nuova recensione e ogni attenta replica della direzione è un passo avanti in questo viaggio entusiasmante. Siamo orgogliosi di aver aiutato negli ultimi 15 anni i viaggiatori a pianificare e prenotare il viaggio perfetto. Significa molto che milioni di viaggiatori e strutture in tutto il mondo si affidano a TripAdvisor. Mentre continuiamo a lavorare per il futuro, per aiutare sempre di più le strutture a comunicare con i viaggiatori, vi offriamo un riepilogo del meglio di questi ultimi 15 anni.

15° anniversario: il percorso


  • Febbraio 2000 – Nasce TripAdvisor. 
  • Novembre 2002 – Viene lanciato l'indice di popolarità, la classificazione delle strutture basata sul feedback dei viaggiatori. 
  • Giugno 2004 – I ristoranti vengono inclusi su TripAdvisor. 
  • Maggio 2006 – TripAdvisor si espande in Regno Unito, Irlanda, Italia e Spagna. 
  • Giugno 2007 – TripAdvisor raggiunge i 10 milioni di recensioni e opinioni. 
  • Novembre 2009 – Vengono creati i Profili Aziendali per offrire agli alloggi un modo per ottenere prenotazioni dirette dalla pagina della struttura su TripAdvisor. 
  • Maggio 2010 – Viene lanciato il portale TripAdvisor for Business, per offrire alle strutture ricettive gli strumenti e i consigli per interagire con i viaggiatori di tutto il mondo. 
  • Marzo 2013 – TripAdvisor raggiunge i 100 milioni di recensioni e opinioni. 
  • Giugno 2014 – Viene lanciata la Prenotazione rapida di TripConnect sui dispositivi mobili negli Stati Uniti per aiutare i viaggiatori a prenotare hotel direttamente su TripAdvisor. 
  • Dicembre 2014 – TripAdvisor supera i 200 milioni di recensioni e opinioni. 

Lo sapevate?


TripAdvisor è stato fondato in un piccolo ufficio situato sopra una pizzeria (se ve lo state chiedendo, era la pizzeria Kosta, che ora vanta un punteggio di 4,5).

La prima recensione pubblicata su TripAdvisor era dedicata al Captain’s House Inn, Stati Uniti. Da allora, la struttura ne ha ricevute altre 800.

Abbiamo impiegato 13 anni prima di raggiungere il record di 100 milioni di recensioni e opinioni, e solo un anno e mezzo per raddoppiarlo.

Il membro di TripAdvisor BradJill di Hong Kong ha contribuito con oltre 3.200 recensioni finora, 21.000 pubblicazioni nel forum e 40.000 foto. Gli piacerà TripAdvisor?

TripAdvisor è stato il primo marchio legato ai viaggi a raggiungere i 40 milioni di visitatori unici mensili. Oggi ne abbiamo più di 300 milioni.

lunedì 18 maggio 2015

Grandi e piccoli eventi, grandi e piccoli abbagli

di Antonio Pezzano*

Leggo sulla stampa che il tema forte della 65ˆ assemblea di Federalberghi é il valore dei grandi e dei piccoli eventi.

Ammesso che gli eventi portino dei benefici, chi paga il conto? Ovvio, Pantalone. In un paese che ha, nonostante un livello di tassazione esoso, il 132% di debito pubblico o, in altri termini, tasse differite, la soluzione ai problemi del turismo é ulteriore spesa e quindi maggiori tasse per il futuro? Sia chiaro, non intendo discutere il valore simbolico, culturale e anche di identità di molti eventi, tuttavia - da un punto di vista economico - dai mondiali di calcio del 90’ ad Expo, non mi sembra ci siano buoni argomenti per sostenere che i benefici siano stati superiori ai costi sostenuti dalla collettività.

Gli studi sui benefici economici degli eventi tendono a sottostimare i costi (ad esempio maggiori tasse in futuro) e a sovrastimare i ricavi; per considerare l’efficacia turistica di un evento bisogna valutare tanti aspetti. Primo, quanta parte dei flussi turistici é realmente attribuibile all’evento?

Come scriveva il prof. Perotti su EXPO in un articolo che vi invito a leggere per intero, [..] si attendono 20 milioni di visitatori, di cui circa 15 milioni italiani. I loro consumi non sono tutti aggiuntivi. Ovviamente nei due giorni che visita l’Expo il visitatore riduce altri tipi di consumi: se non avesse visitato l’Expo, magari sarebbe andato al ristorante nella sua città, oppure allo stadio, oppure a un museo. Tutti questi consumi mancati dovrebbero essere conteggiati in riduzione dei consumi aggiuntivi. 

Inoltre, quanti investimenti privati addizionali sono attribuibili all’evento? La pubblicità generata dall’evento ha cambiato la percezione e l’appeal di una località o un paese? Mi rendo conto che spesso ci sono strumenti limitati per rispondere a queste domande, tuttavia in passato ho utilizzato una cartina tornasole che va dritto al punto. In alcuni studi ho chiesto ai principali operatori turistici fino a che punto ritenessero fosse necessario co-finanziare con i propri soldi l’evento oggetto dell’analisi. La risposta la potete immaginare. Ovviamente, ci sono le eccezioni. Oggi, sono pochi i paesi sviluppati disposti a sostenere i costi dei mega eventi. Perché nessuno vuole ospitare le Olimpiadi? Forse é il caso di non farsi abbagliare dalle luci di studi che promettono i miracoli, di porsi maggiori domande o, semplicemente, in molti casi si dovrebbe dire di no.

*Antonio Pezzano ha maturato più di dieci anni di esperienza come consulente nel settore delle politiche pubbliche per il turismo lavorando sia in Italia, sia all´estero. Attualmente è Team leader di un gruppo di lavoro che supporta il Dipartimento Turismo della Regione Sicilia a programmare, gestire e valutare le politiche regionali di sviluppo turistico nell’ambito di un Accordo di Programma Quadro Stato Italiano-Regione Sicilia. E’ stato per conto della Commissione Europea, coordinatore della rete di destinazioni turistiche europee di eccellenza, EDEN. Inoltre, ha collaborato con Think Tank, Università e NGO (tra i quali il CEPS di Bruxelles, University of Surrey, Sustainable Travel International, Intasave) nell’ambito di progetti di ricerca commissionati dalla Commissione Europea quali la valutazione d’impatto del Marchio del Turismo Europeo e lo Studio di Fattibilità per un sistema di indicatori relativi al turismo sostenibile. Laureato in Economia e Commercio a Firenze (1998), ha conseguito un Master Degree in Management presso l´Asian Institute of Management di Manila (2008) e un Master Diploma in Management del Turismo alla Scuola Internazionale di Scienze Turistiche di Roma (1999).