giovedì 16 maggio 2013

Tripadvisor apre il 2013 in grande salute

Il gufo sta bene, gode di ottima salute e chi vorrebbe vederlo morto potrebbe aver fatto un patto per l'immortalità. Sarà un sistema da calibrare meglio, sarà un mondo da regolamentare, certo è che le recensioni e la rete ormai sono il fulcro attorno al quale il turismo percorrerà le sue traiettorie nell'immediato futuro.

I dati economici del primo quarto del 2013 di Tripadvisor sono impressionanti, non c'è crisi, non c'è recessione che tengano. Tutte le voci più significative dell'attivo di bilancio esprimono percentuali in crescita a doppia cifra mediamente tra il +20% e il +70% nel caso dell'Adjusted EBITDA rispetto allo stesso quarto del 2012 (se non ricordo male si tratta del margine operativo lordo).

Ma da dove vengono i maggiori ricavi di Tripadvisor? Nel primo quarto 2013 sono stati pari a poco meno di 230 milioni di dollari così suddivisi:


Click-based-advertising: gli introiti maggiori per Tripadvisor derivano dai clic degli utenti sul "Mostra prezzi" in sostanza questi ricavi derivano dai click generati verso le OLTA oppure verso quelle piattaforme che gli albergatori acquistano. Nel primo quarto i ricavi dal "Mostra prezzi" sono pari a 179,4 milioni di dollari, il 78% dei ricavi. Solo Expedia ha reso 60 milioni di revenue nel primo quadrimestre.

Per comprendere il fenomeno vi ricordo che, secondo Wordstream, nell'intero 2011 tutti insieme Expedia, Booking, Kayak, Marriott, Orbitz e Priceline spesero in Google Adwords 138,5 milioni di dollari. In tutto il 2011 Google incassò dalle principali piattaforme di prenotazione meno di quanto Tripadvisor ha realizzato nel primo quarto del 2013.

Display-based advertising: la pubblicità mirata, come spiega Tripadvisor, è quella che arricchisce l'esperienza complessiva del cliente, in pratica una forma aulica per definire i banner se ho compreso bene. Con questa soluzione Tripadvisor incassa poco meno di 25 milioni di dollari (il 14% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno passato). Questa parte del revenue rappresenta l'11% del totale dei ricavi.

Subscription, transaction and other: in questo calderone sono compresi i profili a pagamento e i revenue dalle nuove liste degli appartamenti (per intenderci i proventi derivanti dagli accordi con Interhome). Anche in questo caso i ricavi sono poco più di 26 milioni di dollari (11%).


Cade quindi un altro falso mito sbandierato dai detrattori di Tripadvisor, e cioè quello che tutto il marketing del gufo sia incentrato su una spasmodica vendita dei profili aziendali. Si è vero che Tripadvisor cerca di venderli ma il reddito principale è fondato sui pay per click delle OLTA, in sostanza l'impressionante margine operativo lordo di oltre 100 milioni - pari al 40% del fatturato - dipende in gran parte dall'allargamento degli allotment che gli operatori lasciano nella disponibilità delle OLTA che, come ripeto sempre, spesso non aiutano a aprire nuovi mercati ma a sguazzare nei mercati già costituiti dagli albergatori.

La potenza di Tripadvisor dipende in maniera direttamente proporzionale al numero delle camere che gli albergatori cedono alle OLTA.

Chi crede che il gufo possa morire si rassereni e cerchi di lottare per migliorarlo. Se infatti si interroga macroaxis.com - un fabbricatore di grafici finanziari - possiamo notare che scommettere sulla bancarotta del gufo è quasi simile allo scommettere sul fallimento di Google. Fate voi!


Come preannunciai il 30 marzo 2012 i titoli buoni, all'indomani dello spin off con Expedia erano proprio quelli del gufo. Ecco casa è successo nell'ultimo anno:


Chiudo con un po' di numeri circa il traffico del sito nel primo quarto 2013: 200 milioni di visitatori unici al mese, in pratica l'11% del  traffico mensile del travel on line, 60 contributi al minuto, 33 milioni di visitatori mensili su Facebook, prima travel app su Facebook, users via smartphone +300% pari a circa 62 milioni in questi primi quattro mesi del 2013. Se piove di quel che tuona...

mercoledì 15 maggio 2013

Intervista a Aldo Cursano di Fipe Toscana: le recensioni sono un patrimonio inestimabile per le piccole imprese

Ero sulle tracce di Aldo Cursano da un po' di giorni, per la precisione da quando è apparso l'articolo "Bugie a 5 stelle" su Wired di marzo 2013. Aldo Cursano è vicepresidente vicario nazionale e presidente in Toscana di Fipe-Confcommercio e interlocutore disponibile e cortese.

L'articolo di Wired era una folle sbandierata in favore di un fantomatico algoritmo che, imparato a riconoscere il linguaggio naturale, avrebbe scovato tutte le recensioni farlocche. Per caricare l'evento di sensazionalismo il giornalista riportava una frase che, non agli algoritmi ma agli addetti ai lavori, aveva fatto suonare qualche campanello dall'arme e ispirato un po' di ironia.
Un’inchiesta interna della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe) ha dimostrato che i due terzi delle review su Tripadvisor e su siti analoghi come Expedia e Booking sono farlocche.
Una frase del genere, palesemente errata per gli addetti ai lavori, se riportata in un giornale abbastanza generalista come Wired, serve solo a rinfocolare le polemiche su un sistema, quello della reputazione on line, che andrebbe trattato con più rispetto visto che in ballo ci sono il futuro e, appunto, la reputazione di migliaia di operatori e lavoratori del settore. Ma purtroppo in queste materia c'è troppa gente che generalizza, rendendo vani gli sforzi di coloro che cercano di rendere sempre più efficiente questo sistema.

Ecco lo scambio che ho avuto con Aldo Cursano che poi è diventata quasi un'intervista.

Dunque quante sono le recensioni farlocche secondo la vostra inchiesta interna?
Secondo la nostra inchiesta interna le recensioni infondate sono pari a un terzo. E' evidente che il giornalista di Wired ha preso un abbaglio. E' comunque un dato preoccupante se si considera che fino a qualche anno fa il livello, sempre secondo i dati in nostro possesso, si attestava a una su dieci. Il fenomeno è in crescita e siamo molto preoccupati.

Qual è stata la metodologia con la quale avete condotto la vostra indagine?
Abbiamo intervistato telefonicamente i nostri associati nelle provincie toscane, la stragrande maggioranza ristoratori (quindi Booking e Expedia non c'entrano niente - ndr). Cinque persone hanno condotto le interviste invitando gli associati a segnalare quali e quante fossero le recensioni che oggettivamente potevano ritenersi in qualche modo infondate e non pertinenti. Una indagine oggettiva dalla quale sono emerse situazioni di palese falsità, incongruenza, errori evidenti tra esercizi, portate inesistenti sui menu.

In effetti un dato vicino al 30% fu segnalato anche qualche anno fa da Zoover. Ma perché l'allarme è così forte? E il mondo delle recensioni è proprio così pericoloso per il settore della piccola impresa dell'ospitalità?
Le recensioni, quel 70% di buone, i giudizi degli ospiti siano essi on o offline rappresentano un patrimonio inestimabile per i nostri associati e come tale deve essere tutelato, incoraggiato e garantito. Insomma gestito in condizioni di maggiore garanzia per utenti e gestori. La recensione falsa deve essere combattuta in tutti i modi. Sono infinite anche le offerte di recensioni da parte di sedicenti agenzie pubblicitarie e di fornitori compiacenti. Un utilizzo simile delle recensioni fasulle rappresenta una vera e propria concorrenza sleale nei confronti di colleghi onesti che operano con coscienza.

Personalmente ritengo che le recensoni false rappresentino delle vere e proprie procedure commerciali scorrette e servirebbe una campagna congiunta con tutte le associazioni di categoria per sensibilizzare gli operatori e per colpire con durezza chi mette recensioni false: gestori o viaggiatori. Le faccio una domanda un po' scomoda. Quale posizione dovrebbe avere un'associazione di categoria come quella che lei rappresenta nei confronti degli associati che facciano uso di queste manipolazioni della reputazione?
La nostra associazione rappresenta esercizi commerciali che sono luoghi di socialità e sana convivialità. Chiunque bari, danneggi i colleghi con pratiche e concorrenza sleali non è degno di essere rappresentato. 

Una posizione perentoria, la posso riportare proprio in questi termini così netti?
La deve!

Termino la telefonata soddisfatto. E' una risposta importante quella di Cursano. Come ho sempre sostenuto, solo una operazione di tutela del sistema volta a smascherare tutti i manigoldi renderà credibile il sistema, in particolare Tripadvisor che dovrebbe fare tesoro di questa affermazione per intraprendere un percorso condiviso assieme alla sua community e alle associazioni di categoria, per il bene di tutti.

E tornando all'articolo di Wired mi viene in mente una frase di Mark Twain: "La gente di solito usa le statistiche come un ubriaco i lampioni: più per sostegno che per illuminazione".

lunedì 13 maggio 2013

tHPI Trivago: in maggio Venezia al record storico, male Torino e Milano

Qualche nota positiva dopo anni drammatici, ma il sereno è ancora lontano da venire per le tariffe alberghiere in Italia, all'estero timidi segnali positivi da Londra e Parigi.

E' stato pubblicato da poco il tHPI di Trivago di maggio. Un riferimento importante che tutti i mesi consente di fare un'analisi sull'andamento delle tariffe in alcune città italiane. Dopo molto tempo sono felice di poter annunciare il nuovo record, negli ultimi quattro anni, per Venezia. Si preannuncia un ottimo maggio in laguna.

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Il maggio veneziano è sempre stato un mese importante e regolare nell'ascesa. Secondo Trivago Venezia è la città più costosa d'Europa.

Roma: anche se recupera qualche euro rispetto agli anni precedenti questo maggio è per la capitale il peggior maggio degli ultimi quattro anni, è confermata la debolezza rilevata nel primo quadrimestre.

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Firenze: recupera dai minimi di inizio anno e si posiziona, in maggio, 4 euro sotto al 2012 dopo un inizio d'anno abbastanza debole.

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Milano: è entrato nella sua classica fase discendente che di solito tocca il suo minimo ad agosto. Il maggio 2013 è il peggiore degli ultimi tre anni così come i primi quattro mesi del 2013 non riescono a superare la soglia delle tariffe 2011.

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Torino: secondo il tHPI di Trivago il capoluogo piemontese continua la sua striscia negativa confermando il 2013 come l'anno più debole dell'ultimo quadriennio.

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Londra: recupera e si avvicina alle tariffe 2012 (eravamo in pieno effetto olimpiadi) posizionandosi sopra ai prezzi del 2011.

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Parigi: recupera il passo falso di aprile e si porta vicino ai massimi del 2012 facendo immaginare una seconda metà 2013 abbastanza positiva.

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