L’isola delle rose, Nietzsche e i calci di rigore

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Arriva dicembre e con l’ultimo mese dell’anno arriva anche l’ultima newsletter per il 2020: mi raccomando, leggi tutto che alla fine c’è un premio.

Poco prima di iniziare a scrivere la newsletter ho letto che il ministro ha dichiarato che “nel nostro settore la ripresa sarà impetuosa e veloce“. Non ho capito se è una speranza o una solida certezza, o forse un’implicita giustificazione al fatto che per cultura e turismo si prevedano di impiegare solo 3 miliardi dei 196 del recovery fund.

Spesso, in Italia, ci approcciamo al turismo come se dovessimo affrontare la lotteria dei calci di rigore… se non fosse che anche nei calci di rigore i dati, se letti e interpretati in maniera corretta, aiutano.

È bene sapere che prima di iniziare a calciare i rigori, ci sono già tre fattori che ne hanno influenzato l’esito. Primo, il lancio della monetina. Se avete la possibilità di cominciare la serie, e segnate, il che è motivo più probabile perché il 75% dei rigori è trasformato, avrete il 60% di probabilità di vincere. La spiegazione qui è tutta psicologica: chi deve rincorrere ha addosso più pressione, e commette più errori. Dal quinto tiro in avanti le probabilità di segnare iniziano a diminuire fino a un misero 64,3% all’undicesimo rigore. Secondo, se siete mancini avete il 4% di probabilità in più di segnare rispetto ai destri (76% contro il 72%). I calciatori mancini sono solo il 15% e i portieri hanno meno familiarità con i loro movimenti, che risultano pertanto più imprevedibili. Terzo, il colore della maglia. Se potete mettetela rossa. Si presume che ciò aumenti la carica agonistica. Negli ultimi cinquant’anni le squadre con le casacche di questo colore hanno vinto più spesso, anche ai rigori. L’equazione del rigore perfetto esiste davvero a ha avuto il suo avallo niente meno che dal fisico Stephen Hawking. Per questo non è corretto parlare di lotteria dei rigori.” Vorrei essere più preciso sulla fonte ma è un appunto che qualche anno fa copiai dall’inserto culturale de Il Sole 24 Ore e insisteva sul desktop in attesa di un utilizzo adeguato.

Nel frattempo, arriva la fine di un anno tremendo e il periodo classico del fare bilanci. Sarebbe giusto non farne e nelle serie storiche saltare a pie’ pari questi 12 mesi, ma finiremmo per non imparare niente e fare gli stessi errori. Quindi ci provo lo stesso.

Nel 2020 segnerei tre momenti importanti: febbraio/marzo con la prima ondata della pandemia, il benedetto terzo trimestre (in sostanza l’estate) che ha permesso al turismo di tenere un po’ la barra a dritta e la barca a galla e il 10 dicembre giornata in cui si è potuta scattare la fotografia che annuncia un passaggio epocale nel turismo.

Il 10 dicembre scorso Airbnb (azienda che non ha mai fatto un dollaro di utile) è stata quotata al Nasdaq e ha raggiunto una capitalizzazione di 100 miliardi di dollari. In quello stesso giorno Booking Holdings (che di utili ne ha fatti regolarmente negli ultimi 10 anni) capitalizzava 86 miliardi. Ma come mi spiegava un giovane imprenditore, “non puoi capire come è bello il mondo delle startup e delle nuove aziende americane dove devi inventare un meccanismo scalabile senza vivere sotto la spada di Damocle del dover fare utili“. Allora qual è un parametro della scalabilità? Il fatturato? “Airbnb’s valuation is “more than stretched” compared with online travel-agency stocks. He noted that the stock as of Friday was trading at about 2 times estimated gross bookings value for 2022, compared with 0.6 times for the average company in the online travel group, with Booking.com (BKNG) at 1.0 times and Expedia (EXPE) at 0.2 times.” Eric J. Savitz su Barron.com

Infatti è per questo motivo, e cioè la comparazione dei multipli, che Airbnb nell’ormai consolidata agiografia markettara, che emerge su tutta la stampa mondiale più o meno specializzata, viene paragonata alle catene alberghiere con obiettive difficoltà di comparazione e non alle altre OTA come sarebbe giusto. Diversamente non sarebbe accettabile il fatto che il sito delle affittanze valga il 300 o 400% più delle altre agenzie online.

Il 10 dicembre è la fotografia che riassume il momento del turismo mondiale: nel giorno in cui Airbnb con la sua IPO raccoglie sul mercato finanziario 3,5 miliardi di dollari, la TUI annuncia perdite per 3,1 miliardi di dollari.

Nel terzo trimestre ci siamo salvati. Pensate, ha fatto un utile operativo anche Tripadvisor, azienda che ormai soffre stabilmente della sua crisi di identità. Le mie dieci azioni che comprai a 80 dollari sonnecchiano a 30 dopo essere arrivate ai bei tempi anche a 130 dollari. Mai porre limiti alla provvidenza diceva mia nonna…

Purtroppo se continueremo a cercare di aggirare la filosofia di qualsiasi Dpcm (che è quella sacrosanta del non muoversi) finirà che arriveremo malaticci con strascichi fino a dopo Pasqua. Se questo aprire e chiudere, spesso più da sconsiderati che da effettive necessità aziendali, se questo camuffare ristoranti a destra e a manca, se questo anticipare l’apericena ad minchiam continuerà, finirà che anche la prossima estate saremo costretti, nonostante il vaccino, a fermarci. Sia mai che il gucciniano pensiero “Di chi aspetta sempre l’inverno. Per desiderare una nuova estate” ci venga in soccorso.

Il vaccino sarà un beneficio per tutti, come lo sarà secondo me il passaporto sanitario o diario vaccinale che dir si voglia. Sei libero di non vaccinarti ma se non ti vaccini te ne stai a casina tua! Se due italiani su tre non vogliono vaccinarsi io sono disposto a farmene tre. Che si metta agli atti.

newsletter

Mentre sto per mandarvi la newsletter, gli annunci del vaccino hanno fatto del bene alle quotazioni di borsa e forse anche alle prenotazioni (Dati Duetto nel grafico), da queste al famoso recovery dell’economia mondiale ce ne corre. Quella sì che è una lotteria, a seconda delle fonti si va dal 2021 al 2025, verso l’infinito e oltre alla Buzz Lightyear. Ho già in bozza una newsletter pronta intitolata: Newsletter del recovery avvenuto. Non si sa mai. Se nel frattempo volete anche voi esercitarvi nell’ipotizzare il recupero potete studiare un bel po’ di dati raccolti, elaborati e interpretati da Damiano De Marchi per The Data Appeal Company.

Insomma quest’anno è andato così. Già vi ho detto che bisogna fare anche cose a caso. La lettura aiuta, per esempio questo mese mi ha soccorso Nietzsche che ne La gaia scienza spiega: “Saper sopportare la contraddizione costituisce un elevato segno di cultura“. Dev’essere per questo che turismo e cultura sono nello stesso dicastero. Infatti non si spiega perché ci si ostini a dire che la pandemia ha dimostrato che l’overtourism è morto e nello stesso tempo gli investitori assaltano letteralmente Airbnb e gli specialisti sostengono che le compagnie aeree low cost saranno le prime a riprendersi. Airbnb + Low cost = turismo di massa. Parlavamo di contraddizioni?

Veniamo all’Isola delle Rose (foto di copertina), se non lo avete ancora fatto guardatevi il film su Netflix, secondo me, lontano dalla qualità delle opere precedenti di Sydney Sibilia (Smetto quando voglio), ovviamente un po’ americanizzato e che in qualche maniera spernacchia un po’ la storia vera che, sempre secondo me, non rappresentava altro che una memorabile storia di destinazione turistica, fisco free e per giunta di successo. La dimostrazione definitiva, la micronazione Isola delle Rose, che per creare turismo sono necessarie infrastrutture e originalità. Un po’ come adesso stanno facendo i più facoltosi imprenditori con il turismo spaziale. Continuo a credere che il turismo di massa, se ben gestito, è una ricchezza e il turismo lento (sciccheria per pochi) ha dei ritmi con i quali difficilmente riusciremo a dar da mangiare a tutti in tempo utile.

Sul fatto che bisogna guardare al futuro ricordando solo le cose belle che dire? In questa newsletter che chiude il 2020 voglio ricordare insieme a voi che quest’anno figlio 2 si è diplomato, figlio 1 si è laureato e sono pure diventato nonno… tutto sommato non è andata poi così male, e voi cosa mi raccontate di bello?

Anche se siete stati cattivi, se non avete proprio letto tutta la newsletter, se avete aggirato più volte il Dpcm, se avete chiesto ristori che non vi spettavano, se per tutta la vita non avete fatto scontrini e adesso sì ma in Germania i soldi li danno subito, se siete sempre lì che ammattite con il cashback e guai a scaricare Immuni, noi, insieme al bravo editore abbiamo deciso di farvi una regalo e augurarvi delle vacanze saporite, gustose, stuzzicanti e a distanza debita. Vi vogliamo bene, continuate a leggerci e, mi raccomando, a fare anche cose a caso. La prossima newsletter a metà gennaio!

Per chiudere l’anno in bellezza (o almeno per provarci)

Vi regaliamo la guida gratuita “Dalla Reputazione alla Prenotazione – Un percorso in 5 tappe per convincere gli utenti a prenotare”, realizzata con i preziosi contributi di Emanuele Papi e il supporto del team di The Data Appeal Company.

Scarica la Guida  

L’immagine all’inizio del post è di pubblico dominio come recita Wikipedia

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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2 Commenti
  • Sonia Soncin
    Dicembre 21, 2020

    Piacevolissima lettura, grazie. Ed anche per la gradita Guida prontamente scaricata e messa al sicuro. Come contraccambiare? Potrei dire che dopo nove mesi in panchina, sarei anche pronta a scendere in campo ma temo non sia ancora giunto “il tempo” anche se mi risulta dopo il nono mese il tempo sia più o meno scaduto. Mentre cerco una maglia rossa da indossare sono convinta di una cosa: questo 2020 per me “fa curriculum”, più vitae che mai!

    • Robi Veltroni
      Dicembre 21, 2020

      Cara Sonia, comprendo il momento difficile. In un momento in cui in molti si sentono fuori dai giochi, sentirsi in panchina ha un significato importante. Essere pronti quando ci sarà da tornare in campo è un vantaggio importante. Bisogna riporre fiducia nell’allenatore. Buona fortuna.

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