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Sì, i social riscrivono le mappe del turismo.

Quest’estate i giornali sono stati pieni di titoli sul cosiddetto “nuovo turismo”. Fenomeni virali, folle improvvise, borghi e laghi trasformati in mete da sightseeing mordi e fuggi.
Ma prima di gridare al miracolo (o alla catastrofe), conviene guardare le cose con un po’ di freddezza: non è nato un nuovo turismo, sono vecchi meccanismi che si ripetono in un contesto diverso.

Un tempo c’erano i grandi media: pochi canali, tanta audience. Broadcasting.
Oggi abbiamo i social: tanti piccoli canali, ognuno con la sua micro-audience. Narrowcasting.
Gli influencer, in fondo, sono questo: micro-media diffusi. Nessuno ha la portata della RAI, Cnn o del Corriere, ma a forza di tanti rivoli l’effetto si sente.

Ma attenzione: non stiamo assistendo a un “nuovo turismo” e non c’è nulla da demonizzare sui social. I media hanno sempre orientato i flussi: prima guide, rotocalchi, TV; oggi TikTok e reel. Cambiano i mezzi, non il meccanismo.

La differenza è che oggi i turisti hanno molti più giorni di vacanza da spendere, spesso spezzettati in weekend, ponti, fughe brevi. E a questo si sommano le escursioni giornaliere, che non figurano nelle statistiche ma in termini di pressione contano come multipli. In pratica, la stessa molla mediatica agisce su una base di viaggi molto più ampia e più mobile. Un mio calcolo molto veloce suggerisce che oggi ci sono il 40% di giornate di viaggio in più in tutta Europa rispetto al 2010.

Insomma: non è nato un nuovo turismo. Sono vecchi meccanismi in un contesto diverso – media più frammentati e più viaggi in circolazione. Il che significa che anche una piccola scintilla può incendiare un borgo o un piccolo lago.

Non parliamo quindi di “nuovo turismo”, ma di vecchi meccanismi in un contesto con più viaggi e media più frammentati. La vera questione non è demonizzare i social, ma capire come gestire un turismo più mobile, più rapido e più esposto alle fiammate.
Gli influencer portano scintille, ma la differenza la fanno le destinazioni che sanno se – e come – trasformarle in valore.

Antonio Pezzano

Antonio Pezzano

Antonio Pezzano assiste enti pubblici e organizzazioni turistiche a disegnare e attuare politiche e progetti che creino valore economico. Il suo ruolo é fornire dati e fatti concreti a chi prende le decisioni. E’ stato per conto della Commissione Europea coordinatore della rete di destinazioni turistiche europee di eccellenza EDEN.

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Antonio Pezzano

Antonio Pezzano assiste enti pubblici e organizzazioni turistiche a disegnare e attuare politiche e progetti che creino valore economico. Il suo ruolo é fornire dati e fatti concreti a chi prende le decisioni. E’ stato per conto della Commissione Europea coordinatore della rete di destinazioni turistiche europee di eccellenza EDEN.

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