Turismo e internet all’Isola d’Elba

Google se ne intende di turismo! Sono arrivato a questa conclusione dopo aver letto il bollettino di guerra apparso quasta mattina su Il Tirreno: duecentomila vacanzieri in meno rispetto a quelli del 2009. Si parla di arrivi con i traghetti per circa un -20%, se però si calcola che la durata media del soggiorno va tendenzialmente a contrarsi e che la spesa procapite destinata alle vacanze si riduce sempre più, i fatturati delle aziende dovrebbero aver preso delle briscole niente male. Era tutto previsto in questo post dove Big G faceva notare che, per le chiavi di ricerca Isola d’Elba, ci sarebbe stato un calo come accaduto dal 2004 a
questa parte. Continuo a pensare che la crisi economica non c’entri niente.


Il problema pricipale resta la percezione che i viaggiatori hanno dell’Isola o meglio la non-percezione. E non parliamo della reputazione (e sia chiaro di reputazione ce n’è una sola, non una on line e una off line (cit. Milano/Marongiu Ravenna Future Lessons 2010). Quella dell’Elba è inesistente. Vi faccio due esempi: la pagina del forum di TripAdvisor dedicata all’Isola d’Elba conta come migliori risponditori e specialisti della destinazione tali Dany60 di Firenze e Girella di Bergamo che ringrazio a nome degli operatori turistici per la meritoria opera di volontariato a sotegno delle attività locali (delle quali si parla senza che i titolari lo sappiano); la pagina dell’Isola d’Elba su Wikitravel è di una povertà unica e tra le altre cose le indicazioni alberghiere linkano un sito di intermediazione di un’azienda di Ischia (bravi, gli ischitani!! che comprenderanno perché da qui non li linko). Queste pagine dovrebbero essere “presidiate” (è brutto ma rende l’idea) dagli enti pubblici, dagli uffici stampa dei Comuni e dalle Associazioni di Categoria. Dovrebbero essere quelle le sedi dove pubblicizzare i nuovi traghetti a basso costo (qualcuno l’ha pubblicizzato sul Corriere Mercantile – a Oxford direbbero “sticazzi”). La nave a basso costo ha smosso un mercato ingessato su tariffe “pesanti” ma non ha aperto nuovi mercati, così come la pubblicità dell’APT pare che abbia influito poco sulla somma totale (se qualche albergatore ha ricevuto prenotazioni che originavano dal sito delle offerte me lo faccia sapere). In maggio abbiamo ospitato BTO delle Isole dove Paolo Iabichino ha parlato delle Asfissioni (a San Paolo del Brasile tolgono i cartelloni pubblicitari) e noi nel bel mezzo del Parco Nazionale (che a livello d’immagine per il turismo sostenibile non ha fatto niente) schiocchiamo sulla strada principale d’ingresso all’Elba un bel cartellone pubblicitario luminoso in pieno stile Las Vegas. Complimenti!!

Quindi le cose sono due, o ci mettiamo a riparare questo turismo offrendo nuovi prodotti innovativi e di qualità – per innovativi intendo anche la riscoperta delle tradizioni – e comunichiamo tutto ciò utilizzando i mezzi e vivendo i luoghi che effettivamente i viaggiatori utilizzano per scegliere le loro vacanze oppure possiamo anche cambiare lavoro. Internet non è tutto, ma se oltre il 60% dei turisti lo usa per scegliere le vacanze che facciamo? Io un’idea ce l’ho e voi?

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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