UGC per le destinazioni turistiche

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“Fra qualche anno il turismo in Italia sarà ridisegnato nella mappa da nuove destinazioni emergenti che hanno saputo allearsi e utilizzare correttamente i network turistici, sviluppare e utilizzare le conversazioni spontanee social per la promozione turistica del territorio”.

Il successo di una destinazione è sempre più una questione di UCG

E’ da un po’ di tempo che Trivago insiste su questo concetto, in particolare Giulia Eremita accennò a questa tendenza in un video che pubblicai qualche tempo fa su Officina.

Officina crede in questo concetto ed è riuscita a mettere in campo un esperimento in occasione della Festa dell’Uva a Capoliveri organizzando un social media team con una dozzina di bloggers. Adesso Trivago annuncia un accordo con Milano e la Valgardena: due partnership con destinazioni italiane per rafforzare la loro presenza online. Vi consiglio la lettura del post che appare sul blog Trivagando. Una località di mare si potrebbe affiancare a queste due partnership, io un’idea ce l’ho e voi?

Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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2 Commenti
  • Avatar
    Tiburzio
    Ottobre 21, 2010

    L'idea che lasci intendere è ottima
    (anche perché nel post su Trivagando si parla di questa opportunità come gratuita se ho ben capito), ma quale potrebbe essere l'ente promotore – per l'Elba – considerato che la nostra APT ha i giorni contati?

  • Avatar
    Robi_Veltroni
    Ottobre 23, 2010

    Sul web si possono attivare collaborazioni gratuite tra enti di promozione e portali se queste rappresentano utilità per la destinazione e non beneficio per qualche marpione.
    Per l'APT il discorso è un po' più difficile. Mi chiedo per quale motivo ci sia meno interesse a salvarla rispetto a quanto ce ne fu ad "occuparla". E se si volesse, metodi e necessità per attivare un ufficio di promozione turistica ce ne sono a sufficienza. Quello che manca è lo spirtito innovativo, la conoscenza dei mercati e la fantasia di chi occupa posizioni all'interno di enti e associazioni di categoria. Insomma secondo me è una questione culturale. Se qualcuno volesse approfondire io sono disponibile… questa volta a pagamento però!

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