Il Piceno cerca il turismo

A Comunanza, cittadina nel Parco dei Monti Sibillini, si è svolto il convegno “Nuove tendenze del turismo della montagna”. Un pomeriggio trascorso a discorrere di quello che il sistema turistico piceno è, e quello che vorrebbe essere.

Manco a dirlo, la parte più ampia del convegno è stata “occupata” dalle schermaglie tra politici e associazioni varie. Uno spaccato preciso e puntuale della situazione italiana. Mal celate posizioni opposte e qualche abbaglio di troppo tra i politici. Non curanti del pericolo, come d’uso, si inerpicano in vetuste e superate teorie del mercato turistico. 
Per non parlare del “one man show” del Presidente della Provincia Piero Celani, debole nel suo intervento per aver infilato quattro banalità in rapida successione: la nostra terra è la più bella del mondo (l’ho già sentita dire a centinaia di assessori al turismo); le Marche sono l’unica regione italiana dove si può andare al mare e in montagna (ne abbiamo contate almeno altre cinque); attenzione, attenzione, attenzione, attenzione a internet (per la verità la parola attenzione è stata pronunciata almeno sette volte); dobbiamo imparare dalla Toscana a vendere, loro si sono venduti anche quello che non hanno (queste frasi fanno il paio con “il portafoglio con le gambe” e non so perché, o forse si….).
Appena dopo, proprio due toscani – Francesco Tapinassi e il sottoscritto – che si erano sorbiti 350 chilometri, erano chiamati a illustrare proprio due best practice della terra di Dante, insieme a Lidia Marongiu anche lei proveniente da una regione che sa come vendersi, l’Emilia Romagna.
I luoghi e la gente sono invece molto genuini, siamo entrati nelle Marche passando dall’umbra Norcia, forse dalla porta di servizio delle Marche, oltrepassata la quale ti trovi in un paesaggio montano tra falchi che, incuranti dei passanti se ne stanno appollaiati sui rami, cavalli, picchi e anche la neve sui duemila metri. Non posso dimenticare gli spaghetti agli spinaci selvatici della cuoca Maria e la panzanella col trito di mentuccia, una specie di bruschetta aromatizzata.
Sarà una banalità ma le Marche ci guadagnerebbero un sacco nel raccontare gli spaghetti di Maria piuttosto che far leggere l’Infinito a Hoffmann.
Tre cose sono mancate sul palco del convegno: i numeri e i risultati conseguiti dalle varie operazioni di marketing, i giovani – erano due soli e hanno detto o fatto vedere le cose migliori, le donne – seppur brave, c’erano solo due: Lidia Marongiu e la moderatrice Natalia Encolpio, capo redazione del Resto del Carlino di Ascoli Piceno.
Al termine del convegno è stato presentato il back stage di #dreamingpiceno un blog tour ben riuscito realizzato da Luca Marcelli. Fatto da giovani, uomini e donne e che ha realizzato buoni numeri a livello di visualizzazioni e materiali foto e video che il territorio potrà usare per raccontarsi.
Ecco, il turismo piceno potrebbe partire proprio dai numeri, dai giovani e dalle donne. Auguri e buon lavoro.

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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