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immagine rubata dal blog di Danilo Pontone

C’è gran fermento in rete sulla questione travel blogger e blog tour. I blogger che vogliono esser pagati, chi dice che i blog tour rendono meno degli educational fatti bene – audace paragonare una panda mal riuscita allo shuttle migliore – altri blogger, quelli che hanno meno visibilità, che si affannano a dire – e non a torto – che in questo caso i numeri non contano nulla.

Altri che dicono che tutti giorni muore qualcosa che non è mai esistito. Qualcuno mi dice “hai fatto scoppiare un bubbone” altri “hai aperto un mercato” per il semplice fatto che in una mattina assonnata ho aperto #tuttoblogtour che da aggregatore/agenda quale voleva essere – per evitare che l’organizzatore del blog tour sulle banane lo organizzasse in concomitanza con quello delle mele – è diventato un commentario sui diritti dei blogger invece di come i blog tour avrebbero potuto migliorarsi (anche se c’è da dire che nei giorni la discussione è leggermente migliorata).

Che ci fosse da dire qualcosa sul tema era certo e che legare ai blog tour organizzazione e qualità fosse necessario anche. Che, nella maggior parte dei casi, è la destinazione che offre visibilità al blogger e non viceversa potrebbe apparire una provocazione ma potrebbe non esserlo… insomma ci sarebbe da aggiustare la mira.

Ma quello che mi chiedo è perché, negli ultimi giorni anche i grandi specialisti di marketing e comunicazione si sono buttati a capofitto su questa discussione, liberi di farlo, ma mi aspettavo analisi e frasi meno scontate.  Vorrei avvisarli però che, nella maggior parte dei casi, i blog tour sono organizzati con budget limitati e privati e che nel frattempo i cecchini miopi – felice titolo che la Prof. ganziale usò per un panel in BTO – stanno massacrando, armati di soldi pubblici, il turismo. E allora continuiamo a schiacciare i moscerini… ma vi chiedo: è più pericoloso un blog tour o un cecchino miope? Parliamone qui se volete, grazie.

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

9 Comments

  • Maurizio Goetz ha detto:

    Credo che il blogtour sia più pericoloso, perchè non sempre il cecchino miope agisce in buona fede. Il blogtour costituisce un ottimo alibi per non cambiare il resto e per non affrontare i veri problemi di competitività. Il blogtour sta alla competitività come la piattaforma di CRM sta alla cura della relazione con il cliente

  • sergio cagol ha detto:

    Personalmente, capisco solo in parte questa ostinazione contro i blogtour.
    Certo non sono la soluzione di tutti i problemi di comunicazione, certo sono di gran moda ed in alcuni casi sono buttati lì a caso, peró dire che sono peggio delle campagne "miopi" mi pare esagerato.
    Vogliamo parlare dei budget a confronto?
    Un blogtour, quando è "fallimentare", produce una tonnellata di tweet (inutili) e qualche micro post qua o là subito dopo l'evento. Viene seguito solo dai diretti interessati e lascia poco nel medio periodo. Però è un evento singolo, dai costi contenuti, che nessuno (credo, spero) usa come sostitutivo di tutta l'altra comunicazione.

    Invece una campagna impostata sulla auto celebrazione, secondo me, ha un impatto decisamente più critico.

    E poi, qualche blogtour organizzato con scrupolo, con una strategia dietro, e che un po' funziona c'è…

    • Robi_Veltroni ha detto:

      Grazie Sergio, il tuo commento ha completato la questione inerente l'aspetto economico che ho liquidato con quel semplicistico "armati di soldi pubblici". Continua a seguire e a commentare 🙂

  • fratapi ha detto:

    il problema vero è che spesso non ci sono strategie ma solo attenzione ai mezzi di comunicazione, nel caso dei blog sono ormai è una moda e pochi hanno piena consapevolezza di come costruire un percorso che lasci al territorio competenze e non qualche effimero post, per i cecchini basterebbe spostare l'attenzione dalla propria visibilità ad azioni volte alla crescita di una destinazione.

  • Michele Aggiato ha detto:

    Mannaggia ho scoperto adesso che abbiamo scelto lo stesso theme di WP! A mio avviso Tuttoblogger è una iniziativa molto valida (solo "recommended" si scrive così). In merito a tutta la polemica saltata fuori sui blogtrip ecc. era questione di tempo che ci si facesse giustamente delle domande. Gli stessi blogger per primi. Personalmente sono felice che ci si interroghi e spero che questa discussione possa anche coinvolgere chi vorrebbe organizzare dei blogtrip, in particolare facendoli capire che il blogtour/blogtrip è energia sprecata se non integrato in un piano strategico. In questo senso, spero che il cecchino miope almeno non sia sordo. Saluto.

  • Robi_Veltroni ha detto:

    Ciao Michele, è un gran piacere leggere il tuo commento. Hai colto il significato e l'intento di quel blog. Correggo subito l'errore, e mi fa piacere che abbiamo anche gli stessi gusti con i theme di WP 🙂

  • veru ha detto:

    Mi ripeto per l'ennesima volta: il blogtour funziona se pianificato e sostenuto da altro, non come evento che nasce e muore per generare un pochino di passaparola sul breve periodo. Quella è solo la maniera spicciola e veloce di portare attenzione su di sé e non funziona perché il blogger coinvolto mai e poi mai criticherà negativamente quanto gli viene proposto che di solito è il top di gamma. Il blogtour è pericoloso se non è affrontato con cognizione di causa e diventa così una marketta senza essere utile, quanto ad informazione, al lettore che è poi il destinatario finale di tutto ciò (cosa di cui ci si dimentica sempre più spesso).

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