LetsBonus: esempio di ascolto in rete e altre considerazioni su buone e cattive pratiche

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Negli ultimi tempi ho deciso di tirare il freno e di osservare in silenzio il lavoro dei siti di social commerce, tra gli altri LetsBonus. Ho cercato di “studiare i loro testi” come dice Gianluca Diegoli nel suo decalogo per il Social Commerce. La mia posizione in merito a questo tipo di vendite la conoscete, in particolare per quanto riguarda il settore travel. Non sono contrario all’utilizzo di questo canale, ma mi impegno affinché il mezzo venga utilizzato con la dovuta consapevolezza dagli operatori.

Ma veniamo ai testi dei siti di social commerce. Questa mattina noto che è partita quest’offerta. La destinazione la conosco benissimo, così come l’ubicazione della struttura oggetto dell’offerta.

La frase “Estate all’Elba: 7 notti, Cene, ombrellone e lettini sulla spiaggia della Biodola” è molto incisiva ma, c’è un però. Le notti e le cene non saranno alla Biodola ma a 5 km dalla famosa spiaggia elbana. È un’imprecisione perché, dietro mia segnalazione su Facebook, la redazione di LetsBonus ha subito posto rimedio. Peraltro le descrizioni all’interno dell’offerta e la posizione della struttura sulla mappa erano veritiere. Ma l’offerta adesso appare così: “Estate all’Elba: 7 notti e Cene. In più ombrelloni e lettini sulla spiaggia della Biodola

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Tra le altre cose, consiglio sempre agli operatori che decidono di avvalersi di questo tipo di commercializzazione di rivolgersi a operatori che siano OTA o agenti di viaggio come nel caso di Letsbonus.
Un’altra cosa che consiglio è che, durante la durata dell’offerta, tutti i canali di vendita, in particolare quello del sito dell’hotel siano prenotabili, così da sfruttare al massimo l’effetto Billboard.
Infatti è una tattica suicida quella di lanciare un’offerta che comporti grandi sacrifici tariffari in cambio di visibilità – come quelle sui Social Commerce – e non essere prenotabili su altre OLTA, proprio come accade oggi con la struttura oggetto dell’offerta per le date disponibili proprio nella proposta sopra citata.
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Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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1 Commento
  • Il Grouponista
    Luglio 12, 2012

    Se posso intervenire, in qualitá di uno che si occupa di marketing e comunicazione e si sente richiedere da, troppe davvero troppe, agenzie conoscenze economiche e informatiche avanzate, il problema di questi servizi sta tutto in due fattori uno che – ahinoi! – non da mai scampo: i NUMERI e un altro che dovrebbe essere l'essenza del marketing e della comunicazione web ma che sembra in questi casi un optional: il TARGET.
    Il modello di business dei daily deal si regge su delle falsita colossali a partire dai numeri. Se sconti un prodotto in maniera cosí selvaggia per prima cosa cancelli il valore reale del prodotto e, inoltre, i margini di guadagno diminuisco se non scompaiono del tutto, se ci aggiungiamo, anzi se sottraiamo il guadagno di Groupon e soci i margini di guadagno dei partner come per magia divengono i margini di PERDITA'.
    Ok, come ai giocatori di calcio si chiede di giocare per la maglia ormai siamo abituati che nel mondo si lavori per la maglia non per guadagnare quindi é giusto che i partner di Groupon e soci lavorino per questi siti e non per guadagnare.
    Ma veniamo al secondo punto, che si lega anche all'argomento di questo post, Groupon e soci sono l'esatto opposto di marketing e comunicazione web poiché il target che colpisceono questi siti non é mai e poi mai quello dei veri clienti dei loro partner. Marketing e comunicazione web equiivalgono a profilare i propri sforzi verso target commerciali ben precisi. Groupon e soci colpisco semplicemente i cosidetti "Bargain hunter" ovvero coloro che comprano solo e anche in maniera compulsiva "offerte".
    Non sono clienti che torneranno a prezzo pieno, non sono persone che riflettono prima di comprare, comprano subito perché dopo, forse é tardi.
    Siamo sicuri che i testi di questi annunci possano essere un modello valido? Siamo sicuri che essi funzioni su persone che aquistano solo cose e servizi di cui hanno veramente bisogno?
    Siamo sicuri che se si fanno i conti precisi di quanto costa una campagna con questi siti a un qualsiasi esercizio commerciale essi siano minori di quelli che si hanno nell'affrontare una comunicazione web seria ed onesta?

    Saró di parte, ma secondo me questi siti sono stati messi in pidei dalle grandi banche d'affari per fregare la povera gente con nuovi titoli tossici modello "subprime". Fateci caso, dietro Groupon sono sempre le stesse banche ed il titolo sta scendenop sempre piú…e domandatevi chi é che sta dietro all'IPO di Facebook, sempre loro… Tempo qualche mese, max un anno e poi scoppia la bolla 2.0 partendo da Groupon e la botta devastante sará data dal fallimento di Facebook.

    Un saluto,
    Il Grouponista
    http://opinionigroupon.wordpress.com/

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