Saranno gli operatori locali i nuovi destination manager?

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In questo periodo di crisi, di incertezze economiche, mentre enti locali e istituzioni, vedi le provincie, stanno chiudendo, più o meno dolcemente, i battenti, è difficile prevedere se, in un prossimo futuro, “enti superiori” saranno in grado di promuovere realtà territoriali di dimensioni relativamente piccole.

Ben vengano dunque progetti come quelli della Maremma che, grazie alla lungimiranza della Provincia di Grosseto, con Network for Tourism, e grazie alle piattaforme social, sta cercando, con segnali d’avvio assai positivi, di creare una rete di operatori (300 sparsi per tutto il territorio) che non solo offrirà un’ospitalità di qualità, ma che potrà promuovere le storie e le immagini della destinazione facendo parlare i locali e mettendo in condizione i turisti di condividere le loro esperienze online con facilità, magari taggandole con #maremmans.

Instagram, Pinterest, Facebook, Twitter, Foursqaure, You Tube e altri ambienti social e poco costosi, possono consentire agli operatori di diventare protagonisti della destinazione, valorizzando il complesso dei prodotti e dei servizi che la stessa offre, ad esempio i centri storici, gli stabilimenti balneari, le escursioni all’aria aperta, gli itinerari eno-gastronomici, i musei e l’arte, le terme, gli sport ed i percorsi in mountain bike, solo per citare alcune opportunità.

Un esempio illustre e di successo è l’operazione a livello nazionale del Canada 35milliondirectors.com o quella della community di Paesaggi di Abruzzo che Emma vi ha già raccontato su Officina.

Ma come può una piccola struttura gestire una fase così importante della comunicazione di un territorio? L’importante è definire quali sono gli obiettivi della nostra comunicazione, decidere una strategia basandoci su dati oggettivi, scegliere la rotta e seguirla con coerenza per il tempo che sarà necessario.

La prima strategia che mi viene in mente sarebbe quella di destrutturare al massimo la comunicazione lasciandola, dove possibile, alla capacità di condivisione di chi quella terra la sta vivendo con occhi nuovi: i turisti. Ecco che è determinante che ogni struttura liberi il suo wi-fi il più possibile (e che gli operatori lo chiedano anche alle istituzioni di liberare internet almeno nelle piazze principali dei paesi, lungo i litorali e dove possibile).

La seconda idea sta nella possibilità di ispirarsi a strutture che hanno già percorso e sperimentato queste vie  di promozione “alternative” eccone alcune.

Di recente Four Seasons e la Città di Toronto hanno lanciato un contest: bastava seguire @FourSeasonsFotog su Instagram e pubblicare immagini di Toronto con l’hashtag #UncoverToronto: ecco l’immagine che ha vinto il contest.

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Immagine tratta da Four Seasons Magazine

Oppure prendere spunto dal W Hotel in Times Square che ha creato una mostra fotografica Instagram, in collaborazione con la comunità Instagram di New York, l’evento durato una settimana ha riscosso grande successo.

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Immagine W Hotel Times Square

Oltre alla destinazione possiamo fare in modo che gli ospiti promuovano anche la nostra struttura o la nostra attività online o off line fa poca differenza. Per esempio come ha fatto Rubio’s con #ILoveRubios invitando i clienti a condividere immagini usando un semplice hashtag.

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Immagine Rubio’s su Facebook

Non vi resta che liberare internet e invitare i vostri ospiti a condividere:

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Immagine sul blog di Megs Firiel Orton

Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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