Il problema non è #verybello, il problema è la governance

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A mio avviso, la cosa più interessante dell’operazione #verybello é il ricco e (anche) divertente dibattito che ne é seguito. Tuttavia, nei tanti interventi che ho letto, nessuno si è posto una semplice domanda: é compito del Ministero dei BBCC promuovere gli eventi? 

Lascio da parte la discussione di politica economica sui confini del ruolo dello Stato, ma voglio attirare la vostra attenzione su un punto: é convinzione diffusa che la nostra pubblica amministrazione sia capace di fare cose interessanti e utili, purché si seguano alcune indicazioni e linee strategiche. Si, è vero, in rarissimi casi succede; ma non è la regola.

Dobbiamo renderci conto che abbiamo istituzioni e organizzazioni fatte per non funzionare; guardare la mappa qui sotto per credere. Secondo l’indice della Banca Mondiale che misura l’efficacia dei governi non siamo degni dell’Europa che conta; siamo a livello di Messico, Brasile, Sud Africa, Turchia e paesi dell’Europa dell’est.

Farsi notare, ascoltare, farsi leggere è veramente una mission impossibile oggi. Si può fare promozione turistica (e culturale se volete) con pochi soldi e senza una struttura professionale che abbia l’agilità, le competenze e il tempo per crescere, sbagliare e imparare? La mia riposta è no.

E’ noto che il problema della nostra promozione turistica é che non c’é un soggetto professionale con il giusto mix di bastone e carote (compreso un rilevante investimento dei privati) per fare bene. Pensare che progetti innovativi ed efficaci possano germogliare e crescere nella nostra burocrazia é puro wishful thinking.

Il limite di tutte le strategie fino ad oggi elaborate (TDLAB compreso), come il limite delle critiche che ho letto su #verybello è che sono indirizzate al destinatario sbagliato. E’ da tempo che ministri e assessori al turismo si ostinano a fare i CEO di “aziende di promozione turistica” e noi ci ostiniamo a trattarli come tali. 

Ministri e assessori dovrebbero occuparsi di creare le condizioni perché le cose funzionino. E su quel piano che si misurano. Criticarli su questioni operative e strategiche vuol dire legittimarli a fare quello che hanno sempre fatto: i capitani di azienda con i soldi degli altri.

Antonio Pezzano

Antonio Pezzano

Antonio Pezzano assiste enti pubblici e organizzazioni turistiche a disegnare e attuare politiche e progetti che creino valore economico. Il suo ruolo é fornire dati e fatti concreti a chi prende le decisioni. E’ stato per conto della Commissione Europea coordinatore della rete di destinazioni turistiche europee di eccellenza EDEN.

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