Portale chi?

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Il portale su internet é stato ed é, un immancabile ingrediente della dieta del marketing turistico contemporaneo. A che serve? E davvero un buon investimento?

Sono domande banali, ma così tanto banali che la maggior parte degli enti del turismo nazionali o locali non se le pongono ed investono milioni di euro a prescindere. Se ancora esiste l’ultimo dei “Mohicani” che il portale serve a vendere o, come si dice da noi, “serve per la promo-commercializzazione”, presentatemelo.

Serve ad ispirare la vacanza e/o accendere la miccia dell’interesse o della “fissa” per una destinazione? Può darsi, ma per chi partecipa nel mercato globale le probabilità di partecipare al gran ballo della festa sono davvero poche.

Guardate il grafico qui sotto: abbiamo preso la posizione di alcuni portali turistici nel ranking alexa.com, ne abbiamo ricavato il suo inverso (1/posizione) e il numero ottenuto lo abbiamo moltiplicato per 1 milione. Ad esempio, l’indice di popolarità di Google é 1 milione; essendo Google il numero 1 del ranking alexa, abbiamo 1/1=1 e visto che 1 per un milione fa un milione, abbiamo Google = 1 milione.

grafico_pezzano

Le cose interessanti del nostro indice sono due. La prima: farsi notare su internet é come cercare l’ago in un pagliaio. La seconda: la posizione interessante di Nuova Zelanda e Irlanda, relativamente elevata rispetto a destinazioni turistiche più’ importanti in termini di appeal (ho la fissa) e di presenze turistiche effettive. Insomma, i Davide che abbattono i Golia. Perché?

Per la Nuova Zelanda si tratta di un risultato frutto di una strategia studiata a tavolino. Il portale é indirizzato ad alcuni precisi segmenti di mercato con una funzione precisa: informare e ispirare soprattutto chi é già sul luogo. Da qui la scelta di lingue e contenuti, che a volte cambiano in funzione delle lingue e quindi dei mercati di riferimento (non dimenticare mai la dimensione culturale per i tedeschi!!!). Come sono arrivati: tanta ricerca e decisioni pragmatiche.

Cosa vuol dire tanta ricerca? Che il secchione che analizza i dati non é sempre e solo l’analista di una società di consulenza o di ricerche di mercato, ma é un team che ha una funzione centrale nelle attività dell’ente turistico. Cosa vuol dire decisione pragmatiche? Applicare il buon senso: se i turisti preferiscono le OTA per prenotare e sono ispirati da una miriade di strumenti (cronaca, cinema, letteratura, tv), perché creare alternative costose e inefficaci?

Cosa ci vuole per avere tanto buon senso? Un ente del turismo che non é il territorio per le strategie di consenso politico, ma un’organizzazione dinamica che deve fare l’interesse delle imprese del settore.

Come si fa ad avere questo tipo di organizzazione? Prima bisogna volerlo. Secondo, lo abbiamo già spiegato nelle puntate precedenti.

Antonio Pezzano

Antonio Pezzano

Antonio Pezzano assiste enti pubblici e organizzazioni turistiche a disegnare e attuare politiche e progetti che creino valore economico. Il suo ruolo é fornire dati e fatti concreti a chi prende le decisioni. E’ stato per conto della Commissione Europea coordinatore della rete di destinazioni turistiche europee di eccellenza EDEN.

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