Che fine hanno fatto i portali di prenotazione sulla Blockchain?

Portali Blockchain, un post nato da una provocazione social del fondatore di Officina Turistica.

Mi immagino Robi Veltroni che in una calda notte d’estate si sveglia tutto sudato e ansima: “Ma che fine hanno fatto tutti ‘sti cacchio di progetti rivoluzionari che dovevano cambiare il mondo?

Tira fuori lo smartphone, lancia Facebook e scrive:
Suvvia, doveva essere la panacea del turismo mondiale: criptovalute + blockchain.
Tutti quei ragionamenti e quei meccanismi ingegneristici per tirare fuori una piattaforma – leggasi OTA – che vende prodotti scontati fino al 60%.
Dai grafici non dev’essere stata una bella esperienza neanche per chi ha finanziato l’operazione. Ma sicuramente mi sfugge qualcosa. Cosa nota che di questa roba ci capisco veramente poco.
Robi sta commentando il prezzo del token LOCK, di LockTrip.com, uno dei progetti che ci dovevano salvare dalle OTA.
Il prezzo del token LOC (il token di LockTrip) quel giorno stava a 0,37 U$ rispetto ai 0,72U$ del lancio a Dicembre 2017 e i 2/3 U$ dei picchi.
Disclaimer: io ho investito nella ICO di LockTrip, e al momento sono a -22% in Euro e -5% in ETH.

portali blockchain
https://coinmarketcap.com/currencies/lockchain/

Oggi, 8 Agosto, sta a 0,47 U$, è cioè cresciuto del 30% da quella notte. Un fallimento? Un successo?
A mio avviso, il prezzo non basta a definirlo. In questo articolo cercherò di chiarire alcuni concetti perché so già che molti si butteranno in questo strano mondo delle criptovalute non appena i prezzi iniziano a salire.
Occhio ragazzi, è roba pericolosa. Entrare nel mondo della blockchain dalla porta speculativa è la cosa peggiore (e quello che purtroppo fanno il 95% delle persone) perché nei mercati ci sono tutti: sia gli sviluppatori seri che gli squali peggiori.
I secondi però fanno molto più rumore e hanno delle sirene a pagamento che ci attirano con messaggi suadenti.
Lavoro in questo settore da tre anni e posseggo Bitcoin dal 2013, per cui faccio fatica a sintetizzare.
È letteralmente un universo. Mi accontenterò per ora di condividere alcuni concetti che spero vi aiutino ad evitare gli errori più comuni e farvi un’idea generale della situazione.
(Ovviamente non prendete queste righe come suggerimenti finanziari, sono solo mie opinioni).

1) Il Prezzo del token non è indicativo del valore del progetto.

Giudicare un progetto blockchain solo dal prezzo è sbagliato perché, ad oggi, dipende in minima parte dal valore del progetto stesso.

Non sempre infatti i mercati hanno successo nell’assegnare il giusto prezzo: 
un po’ come quando a fine luglio il valore delle azioni della Kodak è passato da 2,6 U$ a 33 U$ grazie ad un annuncio di Trump relativo ad un prestito di 765 U$ da parte del governo.
  O come quando il prezzo delle azioni della Hertz a Giugno, è raddoppiato poco dopo la bancarotta. Un eccesso di liquidità e di speculazione tende a distorcere la realtà, sia in borsa che nei mercati cripto. Ecco da cosa dipende veramente il prezzo dei token oggi:

Dipende dal prezzo del Bitcoin

Se il Bitcoin sale, sale anche tutto il resto.
Principalmente per due motivi:

    • Cresce l’ansia da “ho perso il treno” (FOMO: “Fear of Missing Out”) rispetto a questa cosa del Bitcoin che ogni volta deve morire e non muore mai, anzi continua a crescere.
    • Chi aveva già investito in Bitcoin quando sale ne vende un po’ e reinveste in Alt (token alternativi) con la speranza che si moltiplichino per 10 o per 100 in poco tempo. Per quanto uno possa credere nel Bitcoin solo i pazzi credono che possa salire di 100 volte in un mese (andrebbe a 1 Milione).
      Non avete letto male: non ho scritto “che facciano il 10% o il 100%” ma che si moltiplicano.
 Questo perché in effetti a volte succede. Come resistere all’idea di mettere 1000 € e portarsene a casa 100.000 € dopo un mese? Di fronte a queste opportunità il cervello umano spesso si spegne e si comincia a comprare a caso.
      Quando qualcuno porta davvero a casa 99.000 € in un mese, se ne parla ovunque, ma i soldi non vengono creati dal nulla (ad eccezion fatta delle banche centrali): quei soldi li ha persi qualcun altro. È molto facile perdere il 99% del valore dell’investimento in poche settimane.
      Di questo ovviamente si parla meno (chi ha voglia di ammettere le sconfitte?).

In alcuni casi, poi, se il Bitcoin sale, spinge chi è già nelle Alt a venderle per comprare Bitcoin: e quindi le Alt scendono.
In altri casi, come descritto sopra, accade esattamente il contrario.
Possiamo però dire che in generale se siamo in una Bull Run (euforia) delle cripto, tutti i token tendono a salire.
Spesso a caso.

Ora sembra (e dico sembra) che stiamo per entrare in una Bull Run.
Da qualche mese c’è una forte speculazione nel mondo Ethereum con la DeFi (Finanza Decentralizzata) e si sono fatte fortune e rovinate famiglie (come se non bastasse il Covid).
 In buona parte è fuffa, stateci alla larga se non siete esperti.
L’ultima Bull Run, per capirci è quella del 2017, quando appunto sono nati questi progetti che contribuiscono all’insonnia di Robi.

Dipende dall’Hype

E cioè dal marketing.
Quando il prezzo del Bitcoin è relativamente stabile (come nel periodo 2017-2020) un progetto come LockTrip o Travala può fare tutto il rumore che vuole ma il prezzo del token non si muoverà. Possono dire di avere più prenotazioni al giorno di Booking.com ma il prezzo del token non si muoverà. Possono dire di aver ottenuto l’esclusiva su 40 milioni di Hotel ma il prezzo del token non si muoverà. Possono dire di avere trovato il vaccino al Covid19 e che lo si potrà acquistare solo con i loro token e il prezzo non si muoverà.

In una Bull Run invece basta annunciare che la settimana prossima “ci sarà un annuncio importante su un argomento importante relativo ad un futuro annuncio importante in data da destinarsi” e il token farà +30%.
Così, a caso. Benvenuti nel mondo speculativo delle cripto.
Vediamo un esempio recente: Travala.com, un progetto di OTA con elementi di blockchain.
In questi giorni ha annunciato una partnership con Agoda e l’aggiunta di un milione di case in 195 paesi.

portali blockchain

Il prezzo è subito passato dai 0,36 U$ del 18 Luglio ai 2,17$ del 6 Agosto. In altre parole chi ha messo 1000 € il 18 Luglio poteva uscirne con 5800 € pochi giorni dopo.

portali

https://coinmarketcap.com/currencies/travala/

Questo vuol dire che fino a un mese fa era un fallimento e adesso un progetto di successo? Assolutamente no.
Il prezzo, come dicevo, non vuol dire molto. O meglio, è uno dei tanti elementi da considerare.
Spesso, dopo una salita del genere, c’è un crollo o un aggiustamento del prezzo. Gli speculatori tirano fuori parte dei loro 5800 € (o i loro 580 € o i loro 58.000 € o i loro 580.000 €), sulle spalle dei “buoi” (che comprano i token in vendita), quelli cioè che entrano adesso perché credono di aver trovato il token del futuro.
Gli speculatori a questo punto vanno da qualche altra parte e loro restano con questo token che vale la metà del prezzo al quale l’hanno acquistato e così resterà per due anni, quando decidono di accettare la sconfitta ed uscire a 1 U$. Dopo un mese va a 5 $ e si mangiano le unghie. Altre volte invece il prezzo continua a salire.
La verità é che non si sa come andranno le cose con i prezzi ed è meglio lasciare questi giochi agli speculatori.
Oppure, se si decide di entrare, farlo per restarci, ma solo dopo aver analizzato bene il progetto ed essere giunti alla conclusione che ha delle buone chance di avere successo nel lungo termine (minimo 5 anni a mio avviso).

2) Poche Prenotazioni

Stiamo parlando di portali di prenotazione, quindi vale la pena capire se generano prenotazioni, giusto?
Così, giusto per parlare di cose importanti.

Ecco i dati ufficiali:

  • Travala: da luglio 2019 ad oggi hanno fatturato 2.390.000 U$ in prenotazioni. Ci sono state 16.180 notti prenotate (circa 40 al giorno). Faccio notare che quel fatturato sono le prenotazioni, non le loro commissioni che dovrebbero invece aggirarsi circa sui 200.000 U$ (hanno delle commissioni variabili per cui non è facile calcolarle).
  • LockTrip: nell’aggiornamento sull’ultimo quadrimestre 2019 parlava di 72 prenotazioni per un totale di 18.200 €.
    Nell’ultimo aggiornamento di fine Luglio 2020, indicano 64 prenotazioni per un totale di 11.000 €.
    In breve: poca roba, praticamente nulla, rispetto alle OTA centralizzate.
 Questi numeri Booking li fa in quanto?Un’ora?

3) L’Inventario: a letto con le OTA.

Travala ha circa 3 milioni di annunci, Locktrip ne ha circa 2,1 milioni. Sono bei numeri, ma da dove li hanno presi?
 Dalle Bed Banks e dalle OTA.
Urgh…
Recentemente Booking, Expedia e Agoda hanno infatti iniziato delle partnership con queste piattaforme, probabilmente per espandere il loro reach a nuovi clienti che preferiscono pagare con criptovalute.
O per avvicinare progetti potenzialmente pericolosi per la serie “tieni i tuoi nemici vicini”. C’è da domandarsi quanto sia sostenibile per queste nuove OTA sulla blockchain essere allo stesso tempo in partnership e in competizione con le OTA classiche.
Non dovevano, appunto, liberarci dalle OTA e far dormire sogni tranquilli a Robi?
 Cosa succede nel momento in cui Booking.com le percepisce come una minaccia e decide di accettare criptovalute direttamente? O di rallentare l’accesso alle API? O di cambiare le condizioni? Credo che le OTA sulla blockchain si rendano conto benissimo dei pericoli legati alla collaborazione con le OTA. Sono persone intelligenti e capiscono che è un gioco sul filo del rasoio.

Forse scommettono sulla capacità di attirare direttamente le strutture e creare una relationship diretta con esse.
Travala ci sta provando in Vietnam e questo è anche nei piani di LockTrip. Le OTA dal canto loro in questo modo possono iniziare ad accettare indirettamente le criptovalute, evitando le problematiche tecniche e legali.
Expedia aveva a quanto pare smesso di accettare Bitcoin perché non sapevano bene come tenerli al sicuro.
Che succederà quando le demografiche che preferiscono pagare in cripto passeranno dallo 0,1% al 10%?
Staremo a vedere: io intanto mi immagino le OTA legacy a letto con le OTA blockchain. Entrambe col coltello sotto il cuscino.
Anzi, le OTA legacy col bazooka. Le OTA blockchain col coltello del pane.

4) Il Prezzo Degli Alloggi: Non Sempre Più Basso.

Ma costano davvero meno le OTA sulla blockchain? A volte sì, ma non sempre.
 Io per esempio avevo prenotato l’Hotel Adriatico a Firenze su LockTrip risparmiando il 13%. In altri casi il prezzo non era inferiore.
Ora, con la recente aggiunta di milioni di strutture ci sarebbe da fare un’analisi approfondita. Io ne ho appena fatta una casuale, senza pretese scientifiche.
Ho cercato un alloggio a Roma dall’1 al 2 Settembre, per due persone. Per prima cosa noto la velocità:
Booking.com è quasi immediato (4 secondi), mentre gli altri due ci mettono dai 30 ai 40 secondi prima di farmi vedere i risultati. Booking.com (o gli altri provider), possono giocare con questi parametri?
Possono rallentare le ricerche se decidono che queste nuove OTA sono una minaccia?
 Probabilmente sì.

Effettuo il login in tutti e tre i siti e parto col test:

PRIMO TEST

Inizio scegliendo il primo risultato in Travala, che si suppone preferisca far vedere quelli per i quali è più competitiva: Palazzo Naiadi. In Booking non ci sono disponibilità. Ooopss…
Mi rendo poi subito conto che è impossibile paragonare i prezzi di Travala con LockTrip perché i nomi delle stanze non corrispondono. LockTrip ha 36 tipi di stanze, Travala ne ha 45 e non trovo nomi simili.
In ogni caso la più economica in LockTrip costa 398 U$ e in Travala 433 U$ (una Summer Sale), entrambe rimborsabili.
Le stanze hanno nomi molto simili ma in LockTrip non ci sono foto della stanza. In LockTrip posso pagare anche con criptovalute e risparmiare 8 U$, praticamente il costo delle fee della carte di credito. Questo perché le criptovalute in genere hanno fee molto inferiori alle carte di credito. In Travala ottengo un Giveback del 2% che farebbe scendere il prezzo a 424 U$. Il Giveback è in token AVA. Il sistema è interessante perché se ricevo AVA inizio a sperare che salgano di prezzo e comincio a fare il tifo per il progetto.
Travala ha anche una Best Price Guarantee per la quale se pago di più mi promettono di rimborsare la differenza.
Se questa Best Price Guarantee funziona bene (andrebbe verificato sul campo) la domanda successiva è: a parità di prezzo mi conviene usare Booking.com o Travala? Travala ha anche un sistema chiamato SMART Program nel quale acquisti (o ottieni) dei token AVA, li blocchi (lock) per un certo periodo e in cambio ottieni sconti dall’1% al 5% in base a quanti ne hai messi in lock. Ottieni inoltre dei token aggiuntivi.
Sono tutti sistemi pensati per farti acquistare token e non venderli, in modo da farne aumentare il prezzo.
Nessuno dei due siti ha recensioni per cui suppongo l’utente medio se le vada a leggere nelle OTA prima di prenotare.

SECONDO TEST

Adesso parto dal primo Hotel che mi propone LockTrip, il Termini Colosseum Rome, che non ha disponibilità su Booking. Passo al secondo, il Lydka Domus. Non c’è in Travala. Costa 64 € sia in Booking che LockTrip.
Questo fatto che Booking non abbia disponibilità fa riflettere: come mai?
 Non era il portale che aveva tutto, tutti e sempre? Disclaimer: non sono assolutamente un esperto di distribuzione alberghiera, sicuramente qualche lettore avrà la risposta o perlomeno delle teorie.

TERZO TEST

Cerco appartamenti (più facili da paragonare) e il primo risultato in Booking è il Restart Accommodation Rome.
113 € su Booking dopo sconto Genius (altrimenti sarebbe 132 €) per una Non Refundable. 132,10 € su LockTrip.
Non disponibile su Travala. In questo caso vince Genius.

QUARTO TEST

Cerco altri appartamenti presenti su Booking ma dopo cinque tentativi per i quali non trovo nulla in Travala o Locktrip, decido di tornare agli alberghi.

QUINTO TEST

Riprovo con l’Hotel Adriatico di Firenze: 75 € con Genius su Booking.com. 62,85 € su LockTrip. Non disponibile su Travala. Forse dipende dal distributore? Ricordo che l’Adriatico su Locktrip era fornito da Expedia (avevo infatti chiesto alla reception da dove gli fosse arrivata la prenotazione). A questo punto mi chiedo se LockTrip e Travala forniscano una lista di alloggi meno cari, per evitare queste ricerche ogni volta che si vuole prenotare.

Mi fiondo nei loro canali Telegram e chiedo.
Travala: mi rispondono che di solito costa meno in Travala e che comunque posso cercare in Trivago. Verifico e trovo prezzi persino inferiori in siti che non conosco. Vale la pena rischiare di prenotare tramite Zen Hotels, Hurb o Destinia per qualche Euro di sconto?

LockTrip: “Al momento stiamo effettuando un ampio confronto dopo aver integrato diversi nuovi fornitori. Tuttavia, probabilmente non includerà un elenco di hotel specifici. Non credo che abbiamo bisogno di un elenco, poiché riteniamo che tutti i nostri prezzi siano costantemente più economici. Se ne trovi uno che non lo è, faccelo sapere”.

Evito di rispondere.
Mi conoscono come fondatore di un progetto del settore (Trips Community) e non voglio essere accusato di seminare zizzania. Ma la loro affermazione non trova riscontro nella mia mini ricerca né nelle mie esperienze passate.
 In Travala avevo fatto alcune domande innocenti e gli utenti (non gli admin) si sono subito messi sulla difensiva.
In questi progetti se fai domande scomode, gli utenti (che sono piccoli investitori), spesso le percepiscono come un attacco al loro token. Sto scrivendo un articolo che in un certo senso accusa queste nuove OTA di promettere prezzi migliori senza veramente mantenerli, quindi decido di fare un’ulteriore ricerca per togliermi il dubbio:

LONDRA

Il primo risultato sia in LockTrip che Travala è il “The Trafalgar St. James, London Curio collection by Hilton” che non ha disponibilità per quelle date (1-2 Settembre) in Booking. Booking propone 7-8 Settembre, quindi confronto su queste date. Anche in questo caso i nomi delle stanze non corrispondono per cui vedo semplicemente quanto costa la meno cara:

  • Booking “Trafalgar Queen Room” : 169 € (refundable, only room)
  • LockTrip “Room With King Bed”: 275,99 € (refundable, only room)
  • Travala “Standard Room With Double Bed”: 418,78 € (Summer Sale, non-refundable, continental breakfast). Qui non mi è chiara una cosa. Indica “Continental Breakfast” mentre la stessa stanza a 421,15 € indica “Breakfast included”. Il continental breakfast era quindi incluso?

A questo punto magari a qualcuno viene il dubbio che stia cercando gli Hotel che costano meno in Booking, ma potete provare e verificare voi stessi. Se poi trovate prezzi inferiori magari condivideteli che rendiamo la ricerca più corposa.

PARIGI

Scelgo il primo Hotel in Travala “Hotel Dupond Smith”.

  • Booking: “Superior Queen Room” 390 € (Genius, refundable, room only).
  • LockTrip: “Superior Room with Double or Queen Bed” : 175,66 € (refundable, room only).
 Travala: “Superior Room With Queen Bed”: 188,66 € (Summer Sale, refundable, room only).

A questo punto mi fermo. La risposta sui prezzi è: dipende.
La risposta sicuramente NON è: le OTA su blockchain costano meno. In definitiva vale sicuramente la pena di controllare i prezzi prima di prenotare su Booking in quanto in alcuni casi sono veramente vantaggiosi.

5) Ma poi, Cosa Vuol Dire Blockchain?

Tutto e niente.
Sia LockTrip che Travala sono progetti ibridi: in pratica si rendono conto che l’ecosistema blockchain non è pronto per l’adozione di massa ma hanno voluto partire subito perché credono che possa portare dei vantaggi. Di conseguenza hanno fatto dei compromessi e sono riusciti a creare delle piattaforme già utilizzabili oggi.

Potrei scrivere un libro sull’argomento (anzi, lo sto facendo) ma per ora mi limito a dire: deciderà il mercato.
La vera promessa della blockchain è la sostituzione delle OTA con dei protocolli: in pratica il valore che oggi creano della aziende (in cambio di profitto) sarà creato da internet praticamente gratis. Un po’ come l’e-mail ha spiazzato le lettere via posta per capirci. E il controllo che esercitano le OTA sul mercato diminuirà, un po’ come la stampa di regime è stata attaccata dai blog e dai social.

Ora, ricordo a Robi i felici anni 80: a un certo punto si è iniziato a parlare di “video chiamate”, una cosa futuristica secondo la quale al telefono si sarebbero potuti vedere i propri interlocutori sullo schermo. Questa tecnologia doveva essere sempre dietro l’angolo ma non arrivava mai. Poi non se n’è più parlato.
Anni dopo è arrivato Whatsapp, con le videochiamate e ci siamo messi a farle senza tante feste. E pure gratis.
L’abbiamo accettata come una cosa normale eppure era la realizzazione di un sogno fantascientifico (e non avevamo nemmeno osato sognare che fosse gratis e su un aggeggio che ci sta in tasca).
Con la blockchain accadrà la stessa cosa: tante chiacchiere, poi delusione perché non arriva, poi oblìo e poi pian piano ce la troviamo attorno senza nemmeno accorgercene. Con la tecnologia è spesso così. Ci vuole pazienza.

Le OTA del futuro saranno molto più light, e costeranno molto meno (come spiego qui
https://www.officinaturistica.com/2020/01/blockchain-for-dummies/).
Le OTA ibride oggi promettono sconti, la possibilità di speculare sul token e i pagamenti con criptovalute.
Sono dei primi passi interessanti ma siamo all’1% delle potenzialità del Web3 (l’internet potenziato dalla blockchain) rispetto alla situazione attuale. In altre parole: non abbiamo ancora visto niente.

6) I Pagamenti con Criptovalute? Meh…

Se domani Booking.com dovesse accettare Bitcoin come metodo di pagamento in realtà non cambierebbe molto.
Sarebbe come se le agenzie di viaggio degli anni 80 ti avessero permesso di prenotare online a patto che tu lo facessi sui loro computer, in agenzia senza accesso ad altri siti. Carino, ma abbastanza irrilevante.
Sarebbe sicuramente un grande passo in avanti per l’adozione del Bitcoin e delle criptovalute in generale ma non risolverebbe un gran problema: abbiamo già le carte di credito.
Meh.. appunto.

7) Tempistiche

Prevedere lo sviluppo e l’adozione di nuove tecnologie è impossibile, ma dopo 10 anni di Bitcoin e 5 anni di Ethereum (la blockchain dei progetti decentralizzati), penso sia giusto azzardarsi a fare delle previsioni:

  • 2021-2022: primi progetti decentralizzati che portano vantaggi reali. Le OTA centralizzate cominciano a fregiarsi di “essere sulla blockchain” perché è buon marketing.
  • 2025: il Web3 è il sistema di riferimento per alcune demografiche (i giovani). Le OTA legacy sono sulla difensiva in quanto ora devono giustificare i loro prezzi e il controllo che esercitano sul mercato. Diranno cose come “sì, costiamo ma garantiamo sicurezza”.
  • 2030: il Web3 è la nuova normalità. Le commissioni sono una frazione rispetto ad oggi, le recensioni (Reputation) sono fuori dal controllo delle OTA, il Direct Booking è primario (grazie ai nuovi strumenti forniti dal Web3). Il costo e il controllo delle OTA è ingiustificabile. Ci pensa internet adesso. Grazie e ciao.

8) La Grande Confusione

Prepariamoci nel frattempo ad una Grande Confusione. Con l’aumento della diffusione delle criptovalute tutte le aziende centralizzate ed estrattive si fregeranno del bollino “blockchain” per far finta di cambiare tutto senza cambiare niente, in stile Gattopardo.
Potremo usare le criptovalute continuando a pagare commissioni altissime e ci diranno che questo è progresso. Ci appiopperanno l’”Airbnb Token” con la promessa che lo potremo usare per prendere decisioni (Governance) ma poi potremo decidere solo sul nuovo logo, non certo sulla commissione.
Ci daranno un Giveback in Booking tokens ma poi non li potremo vendere sul mercato, una versione moderna dei punti fedeltà. Prepariamoci a tanta confusione, tante chiacchiere e impariamo a riconoscere i veri miglioramenti.
 Dopotutto è abbastanza semplice.
Di fronte ad ogni nuova “rivoluzione” che ci verrà presentata, basta porsi le seguenti domande:

  • “Guadagnerò di più”?
  • “Ho maggiore controllo?”
  • “Ho maggiore capacità decisionale?”
  • “Le OTA sono meno potenti?”

Se la risposta è sì, stiamo facendo dei passi in avanti.
 Se la risposta è no, è aria fritta.

Photo by D’Vaughn Bell from Pexels

Luca De Giglio

Luca De Giglio

Nel 2001 Luca ha un’intuizione e crea un sito che si rivela un precursore di Airbnb. Grazie a questo lavoro online Luca viaggia tutto l’anno, diventando anche uno dei primi blogger e nomadi digitali italiani.
 Nel 2014 fonda la start-up Adormo che si occupa di distribuzione online nel settore extra alberghiero. Nel 2017 fonda Trips Community, un progetto di portale sulla blockchain alternativo alle OTA con commissioni minime e governance decentralizzata. Trips Community è partner di Origin Protocol, una startup californiana con al suo interno e tra gli investitori i fondatori di PayPal e Youtube. Ad Hicon 2019 ha gestito il Technology Lab dedicato a Blockchain & Travel. Luca è uno dei massimi esperti italiani dell’extra alberghiero ed è sempre all’avanguardia della tecnologia applicata al settore.

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2 Commenti
  • Avatar
    Daniele
    Agosto 18, 2020

    Fotografia approfondita di una situazione ad oggi molto deludente.
    Mi occupo di real estate ed anche in questo campo i più onesti stanno rilevando quali sono le reali difficoltà nell’implementare blockchain e settore immobiliare; es. tokenizzazione degli asset, transazioni più rapide ed economiche, ecc…).
    Concordo con te che il prossimo futuro vede il caos e i claim di marketing come motivi dominanti. Sarà interessante scoprire nel tempo e seguire chi sarà davvero riuscito a creare soluzioni per problemi (ergo—benefici reali) e non problemi per soluzioni 😉

    • Luca De Giglio
      Luca
      Agosto 19, 2020

      Credo che le delusioni più grandi le avrà chi crede di poter implementare la blockchain come un plugin: aggiungi un a funzionalità a un business model classico.
      La stessa delusione di chi ha provato ad applicare internet senza cambiare radicalmente (Blockbuster), poi distrutto da chi ha capito che internet richiedeva di ripensare tutto da zero.

      Come con internet c’è bisogno di anni. Nel frattempo schiere di consulenti e progetti ibridi si faranno d’oro a vendere la blockchain agli ignoranti.

      Spero che con l’articolo di essere riuscito a fare un po’ di chiarezza.

      Per quanto riguarda la tokenizzazione del Real Estate: richiedere nuove norme e quindi è dipendente dall’apparato legislativo. Di conseguenza ci vorrà moltissimo tempo.

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