Di università, donne, turismo e un libro

Non è facile proporre un contributo a Officina Turistica per un quasi settantenne laureato in filosofia, anche se pluridecennale consulente del Touring Club Italiano, per tre anni e mezzo SuperHost di Airbnb, e da più di vent’anni insegnante – più o meno – di digitale per il turismo in un paio di atenei statali.

Con il grande Robi di un simile contributo si parla da un po’, specialmente dopo che nel mio curriculum è entrata l’invenzione e la cura di un libro smilzo ma credo inevitabile. Parlo di Turismo, fragilità, emergenze dove ci aspettavamo anche Robi intervenisse, ma la pandemia ci si è messa di mezzo.

A convincermi che sia mio dovere proporre un contributo a Officina Turistica è adesso un laboratorio, l’ennesimo per il corso di Planning and Management of Tourism Systems, laboratorio che si è concluso oggi.

Undici ragazze e un ragazzo hanno lavorato e prodotto risultati da ottobre a febbraio per quattro destinazioni (Val Seriana, Val Brembana, Alto Brembo, Val Vertova), un gruppo di Azione Locale finanziato dall’Unione Europea e un’oramai storica associazione fra host della Bergamasca,

Nei vari link trovate la presentazione delle conclusioni che abbiamo tirato oggi, un video delle ragazze e, per chi non ha niente di meglio da fare, l’impietosa registrazione delle nostre conclusioni.

Vero. Sono noioso. Troppi link. Ma siamo in rete, no?

Chiudo sulle tre ragioni per proporre un contributo a Officina Turistica.

Prima ragione. Stiamo trascurando un genere. Le ragazze, le signore, le anziane.

Seconda ragione. Stiamo trascurando le università. Chi ancora accetta tirocini per far fare reception alberghiere gratuite non sa quello che si perde.

Terza ragione. Stiamo trascurando i territori e le comunità. Se la gente va da qualche parte e paga per arrivarci e starci, è perché vuole vedere posti e trovarsi bene, non perché gli piace la politica di marketing di un albergo.

Tutto qui. Chi ha orecchie per intendere, intenda. Tutti gli altri – come diceva una battutaccia negli anni settanta del ‘900 in cui frequentavo l’università – nel bungalow.

PS – A dicembre scorso Robi ci chiedeva “voi cosa mi raccontate di bello?”. Di mio, fra 2020 e 2021 ho finalmente incrociato in operatività The Data Appeal Company insieme a Promoserio. “Il che”, come sempre scriveva Giovanni Guareschi tirando le somme delle sua storie, “è bello e istruttivo”.

Photo by Adelio Zanotti on Unsplash

Roberto Peretta

Roberto Peretta insegna in corsi magistrali alle università di Bergamo (IT for Tourism Services) e di Trento (Sistemi informativi per il turismo), con il corollario di pubblicazioni e consulenze che ne deriva. Si considera fortunato per il decennio da resident consultant che ha trascorso al Touring Club Italiano, con cui del resto lavora sin da fine anni '80. È socio anche del Club Alpino Italiano, dell'Automotoclub Storico Italiano, della Società del Quartetto e della Fondazione Rete Civica di Milano.

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