Il primo Space Hotel aprirà ai turisti nel 2027

Il primo Space Hotel nella nostra galassia aprirà nel corso dei prossimi cinque anni e torno quindi a sognare a occhi aperti e a parlare di turismo spaziale.

La Voyager Station, questo il suo nome, sarà il primo hotel spaziale aperto a 280 turisti e 112 membri dell’equipaggio che occuperanno un’immensa doppia ruota, composta da 24 moduli collegati tra loro da ascensori, che fluttuerà rotando in orbita attorno alla Terra, simulando così la gravità.

Voyager sarà la più grande struttura progettata e costruita dall’uomo nello spazio e, proprio come i grandi hotel che conosciamo, avrà un target leisure, ma sarà anche aperta ad astronauti in viaggio di lavoro, servendo da base di appoggio per le innumerevoli missioni internazionali nello spazio.

La Voyager Station, il primo Space Hotel

Nel 2019 la società californiana Gateway Foundation ha pubblicato la prima bozza progettuale per la Stazione Von Braun, un hotel in stile nave da crociera fluttuante oltre l’atmosfera terrestre. Un po’ tipo la nave del film Passangers insomma o la stazione orbitante di 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick, che ha di fatto ispirato l’architetto della Voyager Station Tim Alatorre.

L’Orbital Assembly Corporation, una nuova società di costruzioni gestita dall’ex pilota John Blincow – che dirige anche la Gateway Foundation – ha recentemente rilevato il progetto annunciando l’inizio della costruzione dell’hotel spaziale, che dovrebbe aprire ai primi imbarchi commerciali nel 2027, grazie alla collaborazione con lo SpaceX di Elon Musk.

I 24 moduli ospiteranno camere lussuose, suite e ville da oltre 500 metri quadri, disponibili all’affitto a lungo termine e anche all’acquisto. Come anticipato, gli spazi comuni richiameranno quelli delle più grandi navi da crociera: ristoranti e bar, palestre, cinema e teatro.

Come accennato prima, la rotazione della struttura garantirà la produzione di gravità artificiale, come una centrifuga, ma per arrivare alla soluzione ottimale – e adatta alla vita quotidiana di esseri viventi – verranno fatti svariati test preventivi, probabilmente simulando dapprima la gravità della Luna o di Marte.

Passeggeri, equipaggio e rifornimenti presumibilmente arriveranno viaggiando sulla la CrewDragon di SpaceX di Elon Musk, ma anche la ShapeShipTwo di Virgin Galactic potrebbe offrire il servizio e a questo punto possiamo pensare che altre compagnie interplanetarie sorgeranno nel prossimo futuro.

A che punto siamo oggi? John Blincow ha recentemente dichiarato che in questa fase l’Orbital Assembly Corporation sta progettando gli strumenti e le macchine necessari alla costruzione dei moduli e all’assemblaggio finale.

Nei prossimi anni i moduli saranno dei perfetti habitat di prova e addestramento per gli astronauti e le società private che stanno pianificando esplorazioni su Marte o sulla Luna. Una prima fonte di reddito in attesa di finanziamenti maggiori. D’altronde, se ne avessi la disponibilità, probabilmente investirei anch’io in questo progetto…

 

Silvia Moggia

Italo-argentina cresciuta alle Cinque Terre, laureata in Conservazione dei Beni Culturali e specializzata in Francia in Mediazione Culturale e Gestione dello Spettacolo, dopo un anno presso l’agenzia internazionale IMG, ha iniziato a lavorare alla direzione della programmazione e artistica dell’Opéra di Parigi nel 1998 per poi essere nominata direttrice di produzione e programmazione al Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia nel 2005. Dal 2011 è tornata in Italia per motivi familiari riconvertendosi nel settore turistico e ha da poco ultimato il master in Hospitality 360 presso la Cornell University, dopo il corso in Tourism Management presso la stessa università. Gestisce il boutique hotel di famiglia a Levanto, si occupa di promozione e sviluppo per altre strutture ricettive e destinazioni, è social media manager per The Data Appeal Company e per Vertical Media è incaricata delle strategie di marketing e comunicazione di Destination Florence. Nel tempo libero viaggia ed è web writer nel settore travel e scrive un proprio blog di viaggi indipendenti in solitaria.

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