Il turismo è un settore ad alto o a basso valore aggiunto?
È una domanda che ritorna spesso nei convegni, nei documenti politici e nelle discussioni pubbliche. Ma, come spesso accade in economia, la risposta non è né sì né no: è “dipende”.
In questa nuova serie di articoli, che riceveranno solo gli iscritti alla newsletter, provo a tornare alle basi e a spiegare, con esempi semplici e numeri reali, che cosa significa davvero “valore aggiunto” nel turismo, come si misura e perché intorno a questo concetto circolano molte semplificazioni (e qualche mito).
Partiremo dalla storia di Anna e Marco in vacanza, per poi arrivare ai dati ufficiali di Eurostat, JRC e WTTC, passando per i moltiplicatori, le filiere produttive e i confronti con altri settori dell’economia.
Vi anticipo che, dopo la stesura di questi contenuti, Istat ha pubblicato dati più aggiornati rispetto a quelli che ho inizialmente utilizzato. Per questo motivo ci saranno puntate speciali con aggiornamenti dei dati.
Se vi interessa capire dove finiscono davvero i soldi dei turisti, iscrivetevi alla newsletter di Officina! Prima puntata il 15 gennaio.









