Atrapalo? Ma anche no!

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Tutto iniziò quando vollero farci volare a 90 centesimi, nacquero le compagnie low-cost, che forse hanno permesso a tutti di volare, a tutti quelli che possono volare appunto. Però tale comportamento di marketing ha segnato il settore del trasporto aereo, permettendoci di volare a basso costo e imponendoci, col fisco, di pagare i debiti delle compagnie di bandiera.

Ci hanno abituati a ragionare con la concezione del volo gratis. Poi poco importa se devo arrivare in aeroporto due ore prima e spendere un po’ di soldi nei vari negozi, poco importa se per un chilo di eccesso di bagaglio dovrò fare la cessione del quinto sullo stipendio o accendere un mutuo. Poco importa se dovrò pagare un bus e fare altri 150 chilometri per raggiungere la città che aveva lo stesso nome dell’aeroporto ma che ora insiste qualche chilometro oltre.

E’ così che funziona. Ora che abbiamo imparato a viaggiare low-cost ci stanno insegnando a soggiornare no-cost, un po’ per marketing, un po’ per ingegno, un po’ per nostra ignoranza, un po’ perché sono stati bravi con i video e i comunicati stampa a far apparire più grande di quel che è stata una operazione di marketing a costo quasi zero.

Sì, vi parlo di Atrapalo. Sappiate che è stata un’operazione limitata per quantità e per tempo, non è un modo nuovo di non pagare! Vorrei farvi notare l’operazione da un altro punto di vista. Se alla fine vi viene da dire che sono un ideologo, un patetico sindacalista oppure un matto, fatelo pure. Il fatto che una persona sia libera di acquistare una vacanza, viverla per l’intero soggiorno, tornare a casa e pagare, o meglio, dare valore al lavoro di alcune persone che lo hanno servito (servito nel significato più elevato che si possa dare a questa parola) pressoché prossimo allo zero significa che: Daniele che ha messo in forno le brioches, Raffaella che ha espletato le pratiche di check-in, Antonio che ha lavato i piatti, Giulia che ha servito la colazione, e l’albergatore che ha investito non si meritano niente perché nessuno sa come si chiamano, dove vivono, quanto o se guadagnano a fine mese …

Forse sono stato troppo duro ma non aver dato nessuna visibilità e nessun riconoscimento a chi ha lavorato consentendo a un’organizzazione di ottenere questa visibilità “a gratis” è vergognoso e poco dignitoso. Spero che Atrapalo faccia un bel video, questo sì virale, con il quale ringrazia tutto il personale degli hotel e gli alberghi che hanno permesso questa operazione, magari riprendendoli mentre lavorano, invece di riprendere i turisti che non hanno pagato mentre mangiano.
Diversamente abbiamo inventato, più che un’operazione di marketing, una nuova forma di schiavismo. Insomma dall’advertising volevamo passare all’invertising e invece siamo allo sfruttising.

Atrapalo? Ma anche no!

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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