Il turismo italiano e le risorse (dis)umane!

Vi ricordate Paolo Iabichino al BTO? Vi ricordate quando partì il primo applauso durante il suo discorso? Ve lo dico io: quando disse che una segretaria a 600 euro al mese con un contratto co.co.co in scadenza non può essere nelle condizioni migliori per mettere in pratica le regole del “marketing del sorriso”.

Ho sempre invidiato poco i direttori o i responsabili delle risorse umane. Dare un valore economico a un lavoro e a un lavoratore non deve essere facile. Come non è facile valutare se una persona “rende”. Spesso vedo cadere teste che andrebbero cullate altre volte vedo sopravvivere energumeni che, a dir poco, minano la continuità aziendale. Ma c’è un qualcosa che mi sfugge o meglio che mi fa incavolare assai!

Nei giorni scorsi un promettente ragazzo che si sta laureando in materie tecnico turistiche ed ha una brillante conoscenza dei sistemi informatici e del marketing e con alcune esperienze all’estero, si è cimentato nella difficile disciplina del cercare lavoro nel settore turistico. Dove? In Calabria, in pratica in quelle zone d’Italia dove si “randellano” i neri che vengono a svolgere pratiche che gli italiani non farebbero neanche per il triplo del compenso che viene riconosciuto agli africani. Ebbene questa la proposta che ha ricevuto: turno di notte di 10 ore durante il quale si sarebbe dovuto occupare della reception, del web marketing e magari anche un po’ di SEO. Euro 800,00 lordi senza vitto e alloggio. Alla mia sorpresa, il mio amico, ha risposto: “da queste parti non è male!
Io sono rimasto un po’ stranito, questo ragazzo è intelligente, si sa presentare, ha una buona preparazione e anche un bel po’ di passione. E’ possibile che questa sia l’opportunità “non male”?

Passa neanche un giorno e al bar trovo un signore di mezza età che mi chiede se sono a conoscenza di qualche possibilità di lavoro, non che dove lavora adesso stia male ma vorrebbe avvicinarsi a casa (stiamo parlando di un miglioramento logistico di ben 8 chilometri). Dove sono mi coccolano aggiunge … sono in disoccupazione e mi fanno lavorare per ben 7 euro all’ora, poi sulla somma degli straordinari arrotondano a loro favore, ma che ci devo fare?

Ieri sono andato a passeggiare. Un amico conosciuto su Facebook che finalmente è uscito dal “virtuale” mi informa che sta cercando lavoro e mi chiede se ho qualche dritta … dove lavorava faceva turni notturni di 10/12 ore, il giorno di festa non lo poteva fare e non veniva retribuito, ferie e permessi no si sa cosa fossero. E poi quelle storie dei contratti con un fisso al mese tutto compreso che mi fanno rabbrividire.

Insomma mi pare che tutto il mondo sia Calabria, ma quello che più mi preoccupa è che questo lavoro non dia più soddisfazione a chi lo fa ma solo e in parte agli imprenditori anche se, finito il “raschia la pelle dei dipendenti”, dovranno iniziare ad inventare gestioni più efficienti e redditizie. Non mi pare che ne abbiano le qualità.

Un’idea ce l’ho: alla prossima scenderemo in piazza a sostenere i neri di Rosarno, non si sa mai, potrebbero essere loro a liberarci dallo sfruttatore!

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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