Serve anche Eulero per capire l’Isola d’Elba

Turismo. Arrivano dalla matematica e dall’informatica i nuovi strumenti per studiare le destinazioni

di Rodolfo Baggio, docente del Master in economia del turismo della Bocconi

Nata nella seconda metà del XVIII secolo con il lavoro di Eulero, e la sua soluzione al famoso problema dei ponti di Königsberg, l’analisi delle reti si è sviluppata per oltre due secoli essenzialmente come branca della matematica. Poi, nella seconda metà del Novecento, ha cominciato a essere usata nello studio dei gruppi sociali. Ma è solo nell’ultimo decennio che essa ha raggiunto una buona maturità e una certa notorietà anche al di fuori dei circoli accademici. La possibilità di accedere a grandi masse di dati su reti naturali e artificiali, Internet in primis, ha attirato l’attenzione di un folto gruppo di fisici e matematici. Modelli e metodi della “scienza delle reti” hanno permesso di descrivere un insieme vasto di fenomeni e sistemi. E di spiegarli: dalla neurobiologia ai sistemi ecologici, dai sistemi di comunicazione ai sistemi sociali ed economici, lo studio delle reti complesse ha prodotto notevoli risultati nella comprensione del funzionamento di strutture, meccanismi di evoluzione, o processi dinamici.

Se prendiamo in esame un sistema turistico, appare evidente come una delle sue caratteristiche principali sia la sua organizzazione di rete. L’insieme di organizzazioni pubbliche e private e le configurazioni dei legami che si instaurano fra di esse sono stati tradizionalmente studiati e analizzati in diversi modi con tecniche derivate dalle discipline economiche e sociali. Ma per questa sua natura di sistema interconnesso, una destinazione è un campo di applicazione naturale per le metodologie quantitative di analisi di rete. Nonostante ciò, solo di recente lo studio di una destinazione turistica è stato affrontato in tale modo. Anche se con l’obiettivo principale di adattare i metodi al caso specifico e di mettere a punto un percorso metodologico rigoroso, i primi risultati sono di grande interesse.

Innanzitutto è stato possibile identificare la topologia generale di una rete turistica e misurarne le sue caratteristiche fondamentali quali la posizione degli attori principali o la formazione di comunità.
I risultati sono perfettamente in linea con quanto avevano affermato ricerche precedenti, sebbene solo da un punto di vista qualitativo. Punto importante questo, perché finora era possibile valutare tali elementi solo con tecniche come interviste, focus group e simili, con tutti i dubbi che queste indagini possono lasciare sulla valutazione della reale consistenza di questi fenomeni. Misure quantitative possono ora affiancarsi a tali considerazioni e rafforzarle. Inoltre, le differenze delle topologie di rete di destinazioni diverse possono avere un’interpretazione dinamica, mostrando le fasi evolutive nella storia delle diverse aree turistiche.

Ma dove l’applicazione diventa estremamente interessante, e di grande valore pratico oltre che teorico, è nello studio di processi dinamici che si svolgono sulla rete. La diffusione di informazioni e conoscenza in un sistema turistico, così importante per lo sviluppo e la crescita, può non solo essere valutata in termini di efficienza ed efficacia, ma può anche essere oggetto di simulazioni che hanno l’obiettivo di creare possibili scenari evolutivi. Esperimenti sugli effetti ottenibili modificando i parametri fondamentali della rete, quali le capacità dei singoli attori o la loro tendenza a lavorare in gruppo, consentono di valutare in maniera più realistica gli effetti che misure di policy o programmi di sviluppo possono avere.

Ovviamente siamo solo all’inizio di un percorso di studio e di ricerca che dovrà confermare tali risultati e mettere meglio a punto tecniche e metodi di indagine. L’obiettivo è quello di migliorare la nostra conoscenza teorica di questi sistemi, ma anche di approntare strumenti pratici che possano consentire, a chi definisce le politiche di sviluppo e di gestione di una destinazione turistica, di affrontare meglio le sfide future.

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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