Turismo italiano: tra matti, capitani coraggiosi e sempre meno alberghieri!

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Bernabò chiama, Silvio risponde. Così è accaduto alla sessantesima assemblea generale di Federalberghi. Il buon presidente coadiuvato dalla ministra Maria Vittoria Brambilla ha ancora una volta trovato la sua battuta per l’occasione apostrofando così gli albergatori: “voi siete dei capitani coraggiosi, perché oggi, in questo momento in Italia, per avere voglia e coraggio di portare avanti le vostre imprese non bisogna essere solo matti, ma anche coraggiosi”. Io invece pensavo si dovesse essere preparati, dotati di capitali necessari e sufficienti per svolgere un’impresa tra le più difficili e delicate che esistano. Se fossi stato un albergatore non l’avrei presa bene.

Mentre c’è chi si fa decreti ponte per salvare le sue imprese, mentre c’è chi lavora di leggi e leggine per organizzarsi meglio la vita, il turismo viene trattato come ministero residuale lasciato alla Michela Vittoria (Sconfitta) Brambilla. Mentre si perde tempo e si fanno leggi per incarcerare giornalisti e blogger il turismo cola a picco, mentre si dichiara sconfitta una crisi che ancora ci condanna a stili di vita nettamente inferiori a quelli di sette/otto anni fa (e non mi tirate fuori la storia della decrescita felice, questo è un crollo incazzato nero!) per le classi medie mentre chi girava in Mercedes adesso gira in Limousine con l’autista. Le decrescite alla Latouche dovrebbero portare la felicità questa, che costringe le imprese al risparmio indiscriminato, ha portato la marea nera sulle coste americane. Non mi tornano i conti, proprio non mi tornano…

Dopo i capitani coraggiosi e matti vi faccio notare alcuni numeri sui quali gradirei fare qualche riflessione con voi e comprendere un po’ meglio come si manifesta e come può arginarsi questa crisi nel settore del turismo. Leggete bene le statistiche dei primi 5 mesi del 2010:
Gennaio: presenze -2,1% occupati -3% (-4% indeterminato, +0,1% determinato)
Febbraio: presenze +1,5% occupati -0,8% (-2,5% indeterminato, +3,2 % determinato)
Marzo: presenze +4,4% occupati -3,7% (-4,6% indeterminato, -2,1% determinato)
Aprile: presenze -1,7% occupati -3,8% (-5,1% indeterminato, -1,9% determinato)
Maggio: presenze -1,4% occupati -3,9% (-2,9% indeterminato, -5,3% determinato)

E l’anno scorso non era andata meglio guarda qui

C’è da dire che se il turismo ha bisogno di capitani coraggiosi e matti, non ha bisogno di alberghieri, se ne tagliano sempre di più tanto che, quando questi diminuiscono assai più progressivamente delle presenze, mi vien da pensare se, questi capitani, abbiano inventato hotel nei quali i clienti si rifanno la camera da soli, oppure in barba alla qualità, per far quadrare il bilancio ampliano a sfavore del cliente il rapporto ospiti/dipendenti, oppure se i pochi che ormai rimangono lavorino il doppio, spero pagati il doppio (la vedo dura). Insomma io la mia idea me la sono fatta, la crisi del turismo grava ancor di più sugli alberghieri che per la buona pace di matti, coraggiosi e capitani tutti i giorni il turismo lo devono fare!

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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4 Commenti
  • Anonimo
    Giugno 19, 2010

    Beh, io credo che oltre a matti e coraggiosi bisogna essere anche un pò sognatori e visionari. Credo che la preparazione di un albergatore sia il minimo che serve per poter affrontare il mercato oggi. Personalmente non mi sento offeso dalle parole di Berlusconi, anzi cosiglierei al "popolino" di pensare meno a pesare le parole di Berlusconi e pensare di più alle proprie strutture.

  • Anonimo
    Giugno 19, 2010

    Caro Sig. Robi Veltroni, da come scrive si è capito che lei non è proprietario di una struttura ricettiva. Altrimenti saprebbe bene che per gestirla, crearla o migliorarla bisogna essere molto più che pazzi e coraggiosi.

  • Robi_Veltroni
    Giugno 19, 2010

    Mi spiace dover rispondere a degli anonimi su questioni così delicate. Io perlatro mi paleso abbastanza. Non sono un albergatore, spero si sia capito da subito e spero anche che non sia un'aggravante non possedere alberghi, oppure che per capire il turismo e gestirlo non sia obbligatorio possedere un hotel. Spero di non apparire presuntuoso se dico che in 32 anni di carriera alberghiera e almeno 15 di responsabilità di marketing ho spesso avuto a che fare con budget, bilanci, e gestioni alberghiere. Dal confezionamento del soggiorno (prodotto) alla vendita al miglioramento costante della struttura. Conosco quanto siano difficili e impervie le strade per accontentare ospiti, dipendenti e proprietari. Quello che era mia premura far notare in questo post è che la sostanziale inconsistenza dell'azione di governo a sostegno del turismo (in crisi già da prima della crisi)costa sia agli albergatori sia agli alberghieri. Spero che i primi ritengano i secondi un investimento aziendale produttivo e non una spesa inutile da tagliare più che proporzionalmente rispetto al calo delle presenze. Spero anche, io che dipendo si ma dal mio lavoro, di non avere mai a che fare con albergatori matti, coraggiosi o pazzi. Me li sogno capaci, intraprendenti, anche un po' sognatori ché non guasta. Ma quello che meno vorrei è di trovarne di patetici, così patetici e ignoranti da non capire che albergatori e alberghieri sono sulla stessa barca che, fortunatamente o sfortunatamente, a seconda dei punti di vista, non è quella di chi ci governa.

    Grazie a entrambi per aver commentato questo blog.

  • Antonello Maresca
    Giugno 20, 2010

    embè non fa una piega…qualcuno potrebbe dire, almeno, dal punto di vista degli alberghieri. I numeri, però, son sempre numeri! Comunque il problema è assai complesso anche dal punto di vista degli albergatori che devono riappropriarsi in fretta della loro vocazione impreditoriale. Nelle loro politiche degli ultimi anni mancano decisioni lungimiranti. Il motto è stato campa cavallo che l'erba cresce…ora però l'erba scarseggia ed il cavallo rischia di morire 🙁

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