Groupon o non Groupon? Regalare è meglio che svendere!!!

Non c’è chiacchierata con gli amici che non finisca sulla questione Groupon. Sai quanto io sia scettico circa questo modello di business, in particolare se applicato al turismo. Due i motivi principali:

non apprezzo un mercato che esprime tariffe che non abbiano alcun riferimento con il valore dei costi di produzione, intelletto e materiali usati

ho seri dubbi sulla quantità e sulla qualità dei cosiddetti repeaters e cioè di quegli utenti che spero di “acchiappare” facendo leva sul prezzo (price discrimination) nella speranza, se sono capace, di fidelizzarli.

Ho intervistato spesso i miei amici che in Italia si dedicano all’hunteraggio dei deals. Solo una di loro si è “fidelizzata” con una palestra, tutti gli altri si sono fidelizzati a Groupon e alle sue offerte. A conforto delle mie idee costruite in modo molto poco scientifico arriva la ricerca di Cooper Murphy Copywriters dalla quale si evince che l’82% delle aziende che hanno utilizzato Groupon per vendere e promuoversi, dichiarano che gli utenti Groupon sono più sensibili al prezzo degli altri utenti e che la qualità della fidelizzazione appare insufficiente oppure bassa.

Sono così insoddisfatti che oltre la metà di loro non è disposta a ripetere le offerte utilizzando Groupon.

Certo che anche io, come te, ho studiato bene il meccanismo che muove Groupon e sono dovuto arrivare quasi all’ultima riga di una cavillosa proposta commerciale prima di capire che forse – scusa il francesismo – non c’era trippa per gatti.

Ho anche trovato una simpatica teoria che ti linko dal blog EvanMiller.org (non chiedermi chi sia) dalla quale mi pare di aver capito che Groupon conviene ad un venditore di hot dog – a patto che sia l’unico a venderli – allo stadio durante la finale del Superbowl. Se non rientri in queste caratteristiche ti propongo cinque consigli e buone pratiche da percorrere prima di arrivare a Groupon, in particolare nel turismo:

costruisci un database affidabile dei tuoi clienti: sembra un consiglio banale ma sono sicuro che la stragrande maggioranza delle strutture non ce l’ha;

– crea un luogo on-line per restare in contatto con i tuoi clienti e conversare rispondendo e informandoli sulle novità che riguardano la tua offerta, parla con loro, offri contenuti e informazioni e qualche omaggio. I social network sono uno strumento ideale per questa pratica;

sveglia i silenti: se sei un professionista coscienzioso e hai sempre offerto un servizio di qualità a tariffe oneste non esimerti nel contattare i tuoi ospiti che non vedi da qualche anno;

– non abbandonare mai il marketing della crostata: ne ho parlato in un precedente post che ti invito a rileggere, spiegavo come si può evitare di dover agire sulle tariffe come unico incentivo all’utente…

non svendere, regala! Se proprio devi rinunciare a 75 euro su 100 per invogliare chi non hai mai visto ne conosciuto, regala le tue notti invendute a chi se le merita: ad un cliente abituale che negli ultimi due anni non hai più visto, a chi ha perso la caparra perché per un imprevisto non è potuto arrivare, ai tuoi fan su Facebook. Così facendo esprimerai riconoscenza verso chi ha sostenuto il tuo business e ti assicuro che ti verrà ricambiata; inoltre non sarà possibile associare il tuo prodotto ad una tariffa che non copre neanche i costi.

Se dopo questa lettura sei ancora dell’idea di scendere nel vertiginoso business Groupon ti invito a leggere questi post per farti un’idea più precisa del fenomeno:

Merchants Split on Groupon Satisfaction
Do Daily Deals Encourage Repeat Business?
Golden Footballs and the Economics of Groupon

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

Leggi gli altri post di Robi Veltroni

1 Commento
  • Anonimo
    Agosto 25, 2011

    Oggi ce l'ho col tuo blog 😉
    Hai mai pensato che Groupon possa essere una grande manovra economico-finanziaria.
    Ti faccio un esempio.
    Un albergatore ha ahimè venduto alcune camere dell'hotel. Risultato?
    Più dell'80% dei clienti groupon non ha potuto godere dell'offerta (poche camere disponibili troppi deal venduti). Dov'è il trucco di Groupon? Vende e intasca subito cash i deal venduti, l'eventuale rimborso avviene con 2/3 settimane di ritardo. Provo a spiegarmi con un esempio: 100 deal venduti a 50 Euro. Di questi 100, 30 non possono godere dell'offerta e vengono rimborsati dopo alcune settimane. Vuol dire che Groupon ha liquidità da investire per alcune settimane di 1500 euro (30 deal da rimborsare x 50 euro). Se si considerano i milioni di Euro da rimborsare che girano in tutto il network di groupon ogni giorno… beh meglio non fare i conti per non svenire…
    Magari è fantascienza, ma dato che pare che groupon si stia sgonfiando forse è uno strumento pensato per la speculazione.
    Vittorio

Commenta il post

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.