Cara professoressa, lettera sul turismo italiano

La crisi nel turismo italiano non inizia il giorno in cui hai una camera vuota, è iniziata quando non hai più ricevuto richieste eccedenti alle quali rispondere: mi spiace, ma siamo al completo”.

Cara Roberta, che dire del turismo italiano?

ho letto con poco stupore il tuo ultimo post sul turismo italiano intitolato Che fare?

Da fare ci sarebbero molte cose, una è quella di prendere atto che i dati statistici relativi al turismo italiano sui quali spesso siamo chiamati a ragionare e a prendere decisioni vengono presentati in ritardo (vedi il conto satellite 2010 arrivato pochi giorni fa) oppure vengono effettuati sondaggi poco significativi dato il basso numero degli intervistati. Servirebbero dei metri e dei dati più efficaci.

Così non accadrebbe che addirittura il presidente di Federalberghi ritenga una tendenza consolidatasi da anni una “improvvisa e significativa débacle della clientela estera”. Non era prevedibile? Da quanto tempo tu rilevi la debolezza e il diminuito appeal del “marchio italia” sui mercati mondiali? E queste due cose non erano collegabili? Da quanti anni ti racconto della drastica riduzione dei posti di lavoro nel settore? (Nh Hoteles taglierà circa 400 posti di lavoro solo in Italia secondo l’ultimo piano industriale presentato).

Non accadrebbe, se fossimo persone capaci e intelligenti, che per la redazione del piano nazionale del turismo “il ministero si è avvalso di una società di consulenza privata, la Boston Consulting Group: l’incarico, visti i tempi di vacche magre e spending review, ha fatto storcere la bocca a molti.” 

“Addirittura, leggo su questo post di Confindustria Viaggi, qualcuno starebbe pensando a un’interrogazione parlamentare per fare chiarezza. Il conto, infatti, sarebbe piuttosto salato. Il consulente incaricato di seguire il progetto per conto del ministro del Turismo è Massimo Bergami, animatore dei Comitati per l’Ulivo nel 1995. Con questa nomina, secondo alcuni, il ministro avrebbe messo letteralmente da parte le competenze dell’Enit rivolgendosi a un esterno, quando sembrerebbe che da sempre il piano venisse redatto dal ministero del
Turismo con la collaborazione dell’Agenzia nazionale del turismo”
.

Per capire che la crisi era seria era sufficiente intervistare un centralinista di un hotel, perché come sostengo da sempre: “La crisi nel turismo non inizia il giorno in cui hai una camera vuota, è iniziata quando non hai più ricevuto richieste eccedenti alle quali rispondere: mi spiace, ma siamo al completo”.

Se avessimo preso, tutti, sul serio il turismo non accadrebbe che, ai vari corsi di formazione ai quali partecipo, la maggior parte degli iscritti è rappresentata da personale alberghiero che, non solo si paga privatamente l’iscrizione ai corsi, deve anche “segnare” giorni di ferie quelli nei quali partecipa agli eventi formativi.

Se il mondo del turismo volesse più bene a se stesso non consentirebbe che una marea di personaggi di dubbie qualità continui a girare intorno a questa industria in disfacimento per dissanguarla con le ultime truffe perpetrate ai suoi danni. Mi vengono i brividi al solo pensiero di chi si occupa del futuro del turismo in Italia, raccapriccio al solo pensiero che buona parte del mio futuro dipenderà dalle loro scelte, da cecchini miopi.

E sai bene cara prof, che sono un tipo che va avanti comunque, che non si ferma perché i decisori non son capaci… ma a un certo punto ti stanchi perché i corsi di aggiornamento e gli eventi ai quali partecipo non fanno altro che fornirmi la consapevolezza che il “cultural divide” (per non parlare del digital) che abbiamo rispetto a altre destinazioni turistiche è incolmabile e anzi, aumenta ogni giorno di più, inesorabilmente.

Un saluto affettuoso.

Immagine BTO

E
qualcuno starebbe pensando a un’interrogazione parlamentare per fare
chiarezza. Il conto, infatti, sarebbe piuttosto salato. Il consulente
incaricato di seguire il progetto per conto del ministro del Turismo è
Massimo Bergami, animatore dei Comitati per l’Ulivo nel 1995. Con questa
nomina, secondo alcuni, il ministro avrebbe messo letteralmente da
parte le competenze dell’Enit rivolgendosi a un esterno, quando
sembrerebbe che da sempre il piano venisse redatto dal ministero del
Turismo con la collaborazione dell’Agenzia nazionale del turismo.

E
qualcuno starebbe pensando a un’interrogazione parlamentare per fare
chiarezza. Il conto, infatti, sarebbe piuttosto salato. Il consulente
incaricato di seguire il progetto per conto del ministro del Turismo è
Massimo Bergami, animatore dei Comitati per l’Ulivo nel 1995. Con questa
nomina, secondo alcuni, il ministro avrebbe messo letteralmente da
parte le competenze dell’Enit rivolgendosi a un esterno, quando
sembrerebbe che da sempre il piano venisse redatto dal ministero del
Turismo con la collaborazione dell’Agenzia nazionale del turismo.

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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2 Commenti
  • Giovy
    Luglio 20, 2012

    Secondo me la crisi si nota anche nel modo di presentare l'Italia. E in questo caso mi riferisco ad organi ufficiali e non alla rete di informazione indipendente che gira attorno al mondo del viaggio e del turismo.
    L'Italia sembra sempre un paese per vecchi. Purtroppo

  • Margherita
    Luglio 20, 2012

    Tanto disincantato e triste… quando l'Italia sarebbe una risorsa straripante di cose belle da fare, da vedere, da gustare, da condividere. Non proseguo, direi solo molte banalità.
    Ancora più triste però, incontrare e vedere tanta rassegnazione e tante alzate di spalle da parte degli operatori veri del turismo… come se l'Italia non appartenesse più a noi. Peccato essere costretti a vedere i tetti di Pompei che crollano (emblematici) sotto l'acqua scrosciante, con la stessa impotenza con cui vedevamo crollare le torri gemelle in televisione… che fare? 🙁

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