Londra – Brindisi, sola andata. Perchè c’è chi non ha paura dei dinosauri. Fabrizio Todisco intervista Emma Taveri

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L’altro giorno la storia di Emma, una ragazza pugliese che lascia il suo lavoro a Londra per tornare nella sua Puglia, ha generato un bel po’ di discussioni in rete.
Conosco molto bene Emma e sapevo della sua intenzione di rientrare in Italia ma non pensavo che l’avrebbe realmente fatto.
Questa sua decisione per molti potrebbe sembrare una follia, ed in effetti è davvero dura anche solo sognare di progettare un futuro in Italia oggi, in un settore come quello turistico dove la totale assenza di programmazione da parte delle istituzioni pesa come un macigno. Credo che questa storia rappresenti davvero un’immagine di speranza per le tante persone che come me hanno deciso da tempo di restare in Italia ed in particolare al Sud, per lavorare, combattere e provare a fare qualcosa per il proprio territorio.
Mi è venuta subito in mente quella famosa scena del film “La meglio gioventù” di da Marco Tullio Giordana, evidentemente Emma non ha paura dei Dinosauri ed io non posso che augurarle buona fortuna per questa sua nuova avventura.

Ho fatto alcune domande ad Emma, credo che la sua esperienza, oltre ad offrire una motivazione importante a chi ogni giorno in Italia tra mille difficoltà cerca di portare avanti i suoi obbiettivi, può essere utile ai tanti giovani che decideranno di effettuare un esperienza di lavoro all’estero.
Ciao Emma,
Il tuo post ieri ha generato un bel pò di reazioni, molti ti hanno preso per matta per questa tua decisione di rientrare in Italia. Qualche mese fa scrivevi su Facebook “Torni a casa dopo la tua prima settimana e trovi due buste paga (vecchio e nuovo lavoro), entrambe di importi superiori a quelli che ti aspettavi…AHHH! Questi Inglesi…! “Sai benissimo che in Italia non accadrà mai una cosa del genere?

Difficile ma non impossibile Fabrizio. E’ vero, situazione lavorativa e stipendi medi italiani non sono dei migliori … ma ti assicuro anche anche qui in UK se non sei qualificato e/o hai tanto spirito di sacrificio, nessuno ti regala nulla!
So bene a cosa vado incontro e vorrei precisare che non sono del tutto “folle”…non ho preso questa decisione semplicemente per il piacere di rischiare. Sono una sognatrice ma con i piedi per terra.
Ho 28 anni e sono una manager a Londra. Sacrifici, passione e grandi mentor mi hanno fatta arrivare qui. Non è stato semplice ma ho sempre cercato di dare il massimo e di trasmettere il mio ottimismo e la mia voglia di fare. La gente questo lo apprezza, è di questo che ha bisogno.
Ed è così che, prima o poi, si viene ripagati. Ne sono convinta ed è ciò che mi sta accadendo.

Da quando tempo vivevi a Londra e perché hai deciso di ritornare proprio adesso, momento in cui la situazione nel nostro paese non è certo la migliore?

Vivo qui da 3 anni ed ho lavorato per grandi aziende come TripAdvisor, l’organizzazione del World Travel Market ed ora come sales manager in isango!, che e’ un’azienda emergente nella vendita di esperienze turistiche. Tutte ottime esperienze, che mi hanno dato tanto. Non avrei mai pensato ad un rientro imminente, io adoro Londra e la mia vita qui. E’ un posto che da una carica come nessun altro al mondo.
E’ successo tutto un paio di mesi fa. Ho iniziato il nuovo lavoro e mi sono resa conto che tutto l’impegno e l’energia che mettevo in questo nuovo ruolo li avrei potuti investire in qualcosa di mio, o almeno nel mio paese che in questo momento più che mai ha bisogno di noi giovani e delle nostre idee.
Ed io di idee, credimi, ne ho fin troppe.
La vera spinta per tornare in Italia però , devo essere sincera, me l’ha data la partecipazione al BTO (Buy Tourism Online) di Firenze a Novembre.
E’ un evento organizzato da una squadra fantastica, grazie a loro tanti ragazzi come me hanno avuto ed avranno la possibilità di apprendere, condividere idee e creare relazioni importanti, non solo lavorative.
Ed è li’ che ho incontrato tanti ragazzi in gamba come te, che inconsapevolmente mi hanno motivata tantissimo. Anche grazie (o per colpa) vostra sono felice di tornare. Qualcosa si sta muovendo, ed anche attraverso i social media stiamo creando un ecosistema in cui c’è tanta voglia di migliorarsi e di collaborare.
Molti giovani purtroppo sono quasi costretti a cercare impiego fuori dai confini nazionali, 
e sopratutto per chi lavora nel turismo Londra è una realtà che offre molto,  cosa consigli a chi vuole intraprendere questo tipo di esperienza?

Penso che chiunque debba vivere a Londra per un po’. Insegna tantissimo e capovolge le tue convinzioni. Impari a dare importanza a cose che mai avresti immaginato e che invece ciò che ti sembrava fondamentale, in una grande città dove tutti vanno di corsa, in fondo è irrilevante.
Chi vuole venire a Londra deve essere pronto a fare tanti sacrifici, soprattutto se non conosce bene l’inglese.
Molti italiani vengono qui senza fare un corso (che invece è fondamentale), lavorano in ristoranti italiani e si circondano di italiani. In questo modo l’esperienza è destinata a durare poco ed è inutile.
A Londra sono presenti le sedi delle più grandi aziende ed il bello è che puoi realmente arrivare a lavorare per una di loro, una di quelle che vedevi in TV o leggevi sui giornali. Come è capitato a me. Ma non accade tutto subito. E pochi sono disposti ad aspettare.
Ci tengo però a dire che dopo una bella esperienza a Londra, è bello rientrare e mettere le proprie competenze al servizio di noi stessi e del nostro paese. E’ un dovere ma anche una grande sfida, che può dare grandi soddisfazioni. E spero di potervelo confermare!
Di cosa ti occupavi a Londra e quali sono i principali vantaggi e svantaggi di un lavoro all’estero?

Ho lavorato sia per l’organizzazione del World Travel Market, il più grande evento in Europa nel settore turistico, che in TripAdvisor nel dipartimento dedicato alla promozione territoriale ed in isango! come sales e product manager nel settore delle attività ed esperienze nella destinazione.
Oltre a questo, nel “tempo libero” (che poi spesso erano ferie prese da un lavoro per farne un altro) ho collaborato con TTG Italia nell’organizzazione di educational tour in diverse destinazioni italiane e scrivo di destination marketing sul mio blog (www.emmataveri.com).
Uno svantaggio che mi viene in mente subito da questo elenco è che vivendo qui ti abitui ad una vita di corsa, poco tempo libero, e rischi di dare priorità a carriera e soldi piuttosto che a famiglia ed affetti. Sono felice di poter dire che nonostante la mia iperattività questo a me non succederà mai.
Uno dei vantaggi di Londra, appunto, sono le tante persone strepitose che puoi incontrare ed il fatto che non ci si annoia mai, dalla vita diurna a quella notturna c’è sempre da fare e da scoprire.
Uno svantaggio e’ sicuramente che all’estero, nonostante si sia circondati da persone, si è da soli. Poi ovviamente si possono incontrare veri amici (come è successo a me), ma tutto cambia molto in fretta e si deve essere pronti a ripartire da zero, a volte anche ogni mese.
Di Londra amo il fatto che puoi fare davvero ciò che ti va ed essere come ti pare. Nessuno perde tempo a giudicare i tuoi pensieri o i tuoi comportamenti, tutto e’ molto easy. A volte anche troppo.
Qui mi viene in mente un difetto di noi italiani… tanto tempo perso a giudicare cosa e come fanno gli altri ed a lamentarsi di ciò che non va.
Qui si perde poco tempo e si fa, e si vede.
All’estero non importa a nessuno se sei “figlio di”, se in Italia hai una bella macchina e frequenti locali di lusso. All’estero sei solo ciò che sei, e se sei in gamba vai avanti, se non lo sei resti indietro. O torni a casa, dove tutto e’ facile e pronto.
Ritorni in Italia, ok, ma hai già deciso cosa farai? Parlaci dei tuoi progetti.
In Italia c’e’ tanto da fare, soprattutto al sud ed in destinazioni con un forte potenziale turistico. Le idee non mi mancano e parto carica di entusiasmo.
Da quando ho cominciato a lavorare nell’azienda di famiglia (nel settore marittimo) ed a 13 anni invece di andare al mare come i miei amici passavo le estati ad aiutare i miei genitori, ho sviluppato una particolare curiosità verso il “turista”, tentando di comprendere le motivazioni che lo spingessero fin laggiù, ed in particolare cosa ci trovasse di tanto bello in un posto che per me era semplicemente casa.
Tutto ciò che e’ successo da lì in poi ha trasformato la curiosità in studio, lavoro e poi in una vera e propria passione. Oggi e’ una sfida.
Voglio tornare in Italia per comprendere fino in fondo le potenzialità della mia regione, connettere domanda ed offerta ed eventualmente creare nuova domanda e nuova offerta.
In Puglia ci sono tantissimi operatori, strutture meritevoli, paesaggi mozzafiato ed esperienze meravigliose, ma ciò che manca e’ un’aggregazione, una collaborazione, consapevolezza del mercato e distribuzione reale verso l’estero. Io ci voglio provare e credo di avere abbastanza esperienza per creare qualcosa di utile.
Ho presentato un progetto a “Principi Attivi” di Bollenti Spiriti, un’iniziativa della Regione Puglia che premia le idee innovative dei giovani pugliesi con premi fino a 25,000. Sarebbe un bell’inizio.
Oltre a questo ho ricevuto un’offerta di lavoro che spero si concretizzerà a breve, da persone che stimo moltissimo, e già il fatto che mi abbiano considerata mi rende felice.
Ciò che ho sempre tentato di fare è dare il massimo in ogni cosa e non lamentarmi mai. Perché anche se nulla è semplice in Italia in questo momento, siamo pur sempre fortunati. Niente è semplice, in nessun paese (per quanto fantastico possa sembrare dall’esterno).
Per finire, vorrei sottolineare che devo tantissimo ai miei genitori (mamma tedesca e papa’ brindisino, le cui caratteristiche rispecchiano esattamente il mio modo di essere e di affrontare la vita).
 Loro non mi hanno mai appoggiata nella mia scelta di andare a vivere fuori. Mi volevano lì vicina a loro. Ho iniziato a lottare per ciò che più desideravo, proprio con loro. Che poi hanno capito, e che ora sono fieri di me. Questa oggi e’ la mia più grande soddisfazione.
E per ringraziarli per tutto ciò che hanno fatto per me e perché penso che non ci sia cosa più bella del concetto di Famiglia che ancora abbiamo in Italia ma che è cosi’ difficile da trovare in paesi “moderni” , voglio dedicare parte delle mie energie al settore marittimo, di cui loro si occupano da anni e che non hanno mai lasciato, ed in cui continuano a lavorare duramente anche oggi, con l’idea di lasciare un futuro a noi figli.
Sono fiera di loro e sogno di innovare questo settore “old style” orientandomi all’online, per iniziare partecipando ad un concorso in cui proporrò un reportage che evidenzi i vantaggi del viaggio in traghetto, partendo dal bellissimo porto della mia città, Brindisi.
E poi vedremo cosa succederà!
“You may say I’m a dreamer… but I’m NOT the only one…!”
Fabrizio Todisco

Fabrizio Todisco

Digital strategist, event planner e consulente marketing, si occupa di innovazione sociale e comunicazione per il settore turistico e culturale. Founder di Invasioni digitali e project manager per TTG Italia.

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2 Commenti
  • Avatar
    Sara Paolucci
    Gennaio 11, 2013

    Questa intervista, questa storia, mi riempie di gioia.
    Per l'energia e la positività che riesce a dare nel momento in cui tutto, in Italia, tende al disfattismo.
    C'è tanto da fare, è vero, ma è bello lavorare al futuro di un Paese che – ne sono certa – renderemo migliore per i nostri figli.

  • Avatar
    Positano Hotel Pasitea Art
    Gennaio 12, 2013

    Se solo ci fossero più donne e uomini con tale entusiasmo e positività….

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