Pil e Isee: un target che non ti aspetti

Usare PIL e ISEE per individuare target di potenziali turisti in attesa di iniziative promozionali

In Italia, negli ultimi 10 anni, la percentuale di popolazione che può permettersi di pagare una settimana di vacanza, su base annuale, è diminuita del 4%. Il Pil parla chiaro!

In generale, in Europa, circa un terzo della popolazione, e con esattezza, il 29% degli abitanti, secondo Eurostat, non può permettersi di fare una vacanza di una settimana.

Sempre secondo l’ufficio statistico comunitario, rispetto ai dati del 2010, la quasi totalità dei Paesi ha registrato un generale miglioramento, fatta eccezione per Grecia (3%) e Italia (4%).

Dati che purtroppo non stupiscono, e che, altrettanto mestamente, non si riferiscono a condizioni di emergenza, in quanto hanno come base le informazioni fino al 2019.

Del resto, il nesso tra la capacità di spesa e il Pil Pro-Capite a parità di prezzi d’acquisto è evidente.

Su questo punto, i dati sono chiari: se nel 2010, il PIL reale pro-capite italiano, aggiustato ai prezzi di mercato, era superiore a quello registrato dalla media dei Paesi Europei (Unione Europea – 28 Paesi), dal 2013 in poi il nostro dato ha conosciuto un trend complessivamente decrescente, passando da 26.938 a 26.860. Parallelamente, le condizioni in Europa hanno avuto diversa sorte, se nel 2010 il Pil reale pro-capite medio era 25.500 nel 2019 si è attestato a 28.630 segnando quindi un profondo distacco dal nostro Paese, meglio descritto dal grafico che segue:

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Non sorprende quindi, che dal 2013 ad oggi, mentre negli altri Paesi europei i cittadini che si possono permettere una vacanza sono aumentati, nella nostra bella Italia il trend sia invece al ribasso.

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A partire da questo scenario, è sicuramente da aspettarsi che gli impatti economici e sociali dell’emergenza COVID tendano ad acuire questa criticità.

Certo, questi dati dovrebbero far riflettere più in termini di politica economica che in materia di turismo, ma ciò non vuol dire che il settore debba essere esente da riflessioni e/o iniziative.

Dato che la quota di italiani che secondo Eurostat nel 2019 non poteva permettersi una vacanza di una settimana è più del 44%, potrebbe essere interessante sviluppare, anche in collaborazione con il settore pubblico o con altri enti filantropici, specifici programmi per proporzionare il prezzo di trasporti (voli e autostrade) e strutture ricettive sulla base del Reddito ISEE o, in alternativa, prevedere diritti di prelazione per persone a basso reddito nei periodi primaverili o nei periodi di più bassa stagione.

E ancora, è a questa vasta percentuale di persone che le pubbliche amministrazioni dei paesi “non turistici” dovrebbero puntare, attraverso iniziative, attività di comunicazione, promozioni speciali, valorizzazione del proprio territorio, accordi con gli enti privati di trasporto (spesso autobus) che connettono le aree meno inflazionate del nostro Paese.

Malgrado questi dati rivelino una situazione di certo non piacevole, né auspicabile, evidenziano anche un target potenziale, che aspetta solo di essere raggiunto.

Photo by Mika Baumeister on Unsplash

Stefano Monti

Stefano Monti

Partner Monti&Taft, insegna Management delle Organizzazioni Culturali alla Pontificia Università Gregoriana. Con Monti&Taft è attivo in Italia e all'estero nelle attività di management, advisory, sviluppo e posizionamento strategico, creazione di business model, consulenza economica e finanziaria, analisi di impatti economici e creazione di network di investimento. Da più di un decennio fornisce competenze a regioni, province, comuni, sovrintendenze e ha partecipato a numerose commissioni parlamentari. Si occupa inoltre di mobilità, turismo, riqualificazione urbana attraverso la cultura. È autore e curatore di numerosi libri e frequente relatore di convegni. Il suo obiettivo è applicare logiche di investimento al comparto culturale e turistico.

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