Tensione tra albergatori e OTAs [2]

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Continua la schermaglia tra albergatori e OTAs

La questione è delicata, senza dubbio. Pochi giorni fa Max Starkov, Chief eBusiness Stategist presso Hospitality eBusiness Strategies (HeBS), attaccava duramente Expedia ed il suo strapotere a livello contrattuale con questo articolo. Situazione innegabile, con alcuni portali non vi è possibilità di trattativa.

Forse l’operatore più “gestibile” sotto questo aspetto è Booking.com, garantisce una buona visibilità con un compenso base pari quasi alla metà rispetto Expedia. Poi, con Booking.com hai da gestire la cosiddetta “override commission” e lì te la giochi come meglio credi.

Condividiamo molte delle questioni poste da Starkov al quale si è opposto, pochi giorni dopo, Neil Salerno, CHME, CHA Hotel Marketing Coach con questo articolo. Salerno sembra cadere dalle nuvole, non comprende la posizione di Starkov, tanto che

penso che i due stiano difendendo posizioni commerciali, insomma secondo me si stanno facendo pubblicità, l’uno da un fronte opposto all’altro, ma si stanno facendo vedere per vendere qualche consulenza! E’ marketing anche questo!

Ma torniamo alla questione OTAs vs. albergatori. Un aspetto che Salerno individua come causa principale è che gli albergatori hanno la colpa di aver sotttovalutato internet e di aver lasciato terreno libero, consentendo, alle nuove dotcom di dirigersi con una estrema voracità nel settore che più avrebbe caratterizzato il busines della rete. E questi, bada bene, sono americani mi verrebbe da esclamare!! Figuratevi il sonnacchioso mondo che ci avvolge in Italia… Poi Salerno prosegue con una serie di banalità alle quali anche un modesto marketer/blogger di provincia come me è già arrivato: gli albergatori si sono fatti sfilare il borsellino, le OTAs sono company e devono guadagnare, gli albergatori devono riconsiderare il loro posizionamento su internet, le OTAs hanno avuto il merito di aver sviluppato il business. Ma è possibile che sia così difficile il concetto? Fareste a meno del telefono? Ecco, basta solo comprendere che internet è molto più potente. Non conoscerlo e non saperlo gestire – lo si può far fare ad una web agency che dovrebbe costare meno rispetto delle OTAs – sarà un costo sempre più grande per quelle aziende che non sapranno attrezzarsi in questo settore delle vendite, forse l’unico rimasto! Un cosa mi viene in mente in chiusura di post e che potrebbe essere un motivo per iniziare un dibattito: se buona parte della tariffa pagata dal turista viene “consumata” da commissioni e pubblicità, il servizio che gli verrà offerto sarà in linea con le sue aspettative di vacanza?

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Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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