E se il turismo si stancasse anche su internet?

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“La Rete è come una scialuppa del Titanic.
Chi riesce a starci si salva, tutti gli altri vanno a fondo”

In questi giorni sto leggendo il report E-commerce in Italia 2012 di Casaleggio Associati con particolare attenzione, inutile precisarlo, al turismo.

L’e-commerce in Italia ha confermato nel 2011 il trend positivo degli anni precedenti, con una crescita stimata del 32% sul 2010, e ha un valore che supera complessivamente i 18 miliardi di Euro.

Per la verità stavo cercando – tra le righe del rapporto – quali siano le motivazioni di coloro che si affidano ai siti di social commerce per promuovere e vendere turismo. Non ho trovato quel che cercavo ma qualche indizio forse si…

Memore del fatto che, secondo Boris Hagney
[Ceo Groupon Spagna Italia e Portogallo], prima dell’avvento di Groupon solo il 35% delle aziende era on-line e che Groupon ha portato nella rete il restante 65%, ho cercato i motivi per i quali ci si approcci spesso in modo sbagliato a internet e il rapporto Casaleggio qualche indizio lo fornisce.Il primo indizio a pagina 6 dove leggo che “restano stabili settori maturi come quello turistico”. Già dover prendere atto di questa realtà non è poco. Non basta più andare su internet per vendere, bisogna interpretarlo scientificamente, sperimentando e misurando.Mentre lo sviluppo mobile, quello della geolocalizzazione e il “couch commerce” facilitano la vendita on-line del prodotto turistico il comparto, almeno in Italia cresce poco. Vanno di moda i flash deals…

Pricing dinamico e microflash sales sono i nuovi modelli di vendita a tempo… sfruttano il senso di urgenza e scarsità delle risorse indotto nel potenziale aquirente… Wonderprice applica un meccanismo con prezzo decrescente, Deal de Oeuf  propone aste on line” Come vedete si va oltre il semplice flash deal di Groupon o altri. “I siti di microflash sales come Papercut o Speedsale in cui l’utente ha pochi secondi per decidere l’acquisto”.

Perché vanno di moda i flash deals? Forse perche oltre il 60% delle aziende sono insoddisfatte della loro promozione on line del marchio:

 

Solo il 12% delle risorse viene dedicato all’e-mail marketing dove invece le aziende di flash sales la fanno da padroni, pensate solo alle e-mail che vi ritrovate tutte le mattine nella posta elettronica…

Vendere il turismo on line dovrebbe essere relativamente facile, non ci sono problemi con la gestione dei resi, della dogana, basterebbe offrire varie forme di pagamento se ci si rivolge a vari mercati: i tedeschi preferiscono l’addebito diretto sul conto corrente mentre i russi per esempio preferiscono gli e-wallet (non chiedetemi perché)

Ma veniamo alle dolenti note turistiche: l’e-commerce in Italia cresce con un +32%  sul 2010 ma il turismo come di vede dal grafico fa molta fatica.

Tra i vari comparti “Il turismo è un settore maturo e si sta consolidando. Fino al 2010, prima del sorpasso del Tempo libero, era il primo settore del mercato e-commerce in termini di fatturato. Nel 2012 l’espansione sarà legata all’attività delle singole attività commerciali, come gli hotel. Dal punto di vista della competizione l’offerta resterà stabile con una crescita del low cost”.

Non mi pare che ci sia da stare tranquilli, se a questo aggiungiamo il fatto che solo le aziende che vendono on line dal 2000 sono tra le poche ad essere soddisfatte dobbiamo ritenere internet uno strumento pericoloso per chi non ha la capacità di dominarlo o la brillantezza di affidarsi a consulenti seri.

Sapete quali sono, secondo gli intervistati, le strategie per differenziarsi dai concorrenti? Sono tutte legate al valore e alla credibilità del marchio, alla fidelizzazione dei clienti e finalmente incideranno meno che nel passato le politiche di prezzo. Servono altri indizi per capire che on e off line l’unico marketing che premia è quello della crostata?

… e speriamo che il turismo non si stanchi anche on line!

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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